Pioggia pesante

COROT-7b e la sua stella (Crediti: ESO/L. Calcada)Un modello al computer suggerisce che su COROT-7b, un esopianeta individuato lo scorso febbraio, le precipitazioni siano composte di ciottoli

Provate a immaginare un pianeta dove durante il giorno fa così caldo da sciogliere, anzi vaporizzare, la pietra. Il risultato ovviamente sarà che prima o poi pioveranno rocce. Questo potrebbe essere l’apocalittico scenario su COROT-7b, un pianeta extrasolare  individuato dal telescopio spaziale COROT all’inizio di quest’anno. Gli scienziati  del laboratorio di chimica planetaria dell’Università di Washington basandosi sui dati raccolti dal telescopio hanno sviluppato un modello climatico di COROT-7b. Secondo Laura Schaefer il pianeta ha un’atmosfera composta da roccia-gassosa e come avviene per il vapore acqueo sulla Terra quando un fronte meteorologico si muove piccoli sassi si condensano e precipitano come pioggia nei laghi di lava che coprono la superficie del pianeta.

COROT-7b è un pianeta grande la metà della Terra in diametro e con un quinto della sua massa, ma con una densità comparabile, che secondo gli scienziati indica che è composto da rocce silicate. Il vero problema di COROT-7b è la sua distanza dalla stella intorno a cui ruota: solo un ventitreesimo della distanza che separa il Sole da Mercurio, il più vicino e bollente fra i pianeti del Sistema Solare. Data la vicinanza COROT-7b ha un’orbita legata strettamente alla sua stella, proprio come la Luna alla Terra, che lo costringe a mostrare sempre la stessa faccia. La metà in ombra di COROT-7b si assesta sui -220°C , mentre quella calda raggiunge la temperatura di circa 2.300 °C. Non c’è da stupirsi che a queste temperature persino la roccia si squagli

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. Sarebbe interessante conoscere la situazione della sottile fascia imtermedia: probabilmente uragani continui di materiali misti e un’ orografia quanto meno particolare.

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