Rettile, quasi uccello

darwinopterusUn fossile di un nuovo tipo di pterodattilo, cioè di rettile volante, è stato scoperto in Cina e rappresenterebbe la transizione tra gli pterodattili a coda lunga e quelli a coda corta.

Si chiama Darwinopterus, in onore di Charles Darwin di cui, come quasi tutti sanno, ricorre quest’anno il duecentesimo anniversario della nascita e il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione dell’Origine delle specie.
Questo fossile rappresenta una testimonianza convincente della cosiddetta evoluzione modulare, che sostiene che differenti parti di un animale possono evolvere separatamente a ritmi diversificati. Il Darwinopterus è un membro del gruppo di rettili volanti che hanno abitato la Terra da circa 220 milioni di anni fa a circa 65 milioni di anni fa, insieme ai dinosauri. Le testimonianze fossili scoperte finora mostravano due tipi diversi di pterosauri, ma nessun intermediario. I più antichi avevano una coda lunga, il cranio piccolo, e gli arti corti, mentre i più recenti avevano la coda corta, il cranio e gli arti allungati. Rimaneva il mistero di come fosse avvenuto il passaggio da un tipo all’altro.
Darwinopterus, che è vissuto circa 160 milioni di anni fa, rappresenta un intermediario perfetto tra i due gruppi: ha un cranio lungo circa 20 centimetri che assomiglia a quello degli pterosauri più recenti, mentre il resto del corpo ha le sembianze ancora primitive. Il cranio, quindi, attraverso un processo di evoluzione accelerata, sarebbe evoluto più rapidamente del resto del corpo.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society nella sezione dedicata alle scienze biologiche, da Junchang Lu, David M. Unwin, Xingsheng Jin, Yongqing Liu and Qiang Ji dell’Accademia cinese delle Scienze geologiche, del Museo Zhejiang di Storia Naturale di Hangzhou, e della School of Museum Studies dell’Università di Leicester (UK).

4 Commenti

  1. “Il cranio, quindi, attraverso un processo di evoluzione accelerata, sarebbe evoluto più rapidamente del resto del corpo”. La coda, invece, “attraverso un processo di evoluzione ritardata, non si è accorciata quasi per niente”. Ecco fatto. È logico. Poteva essere diversamente? L’accelerazione affretta, mentre il ritardo… ritarda!
    Povero Darwin! Sarebbe meglio lasciarlo riposare in pace piuttosto che inchiodarlo a questi vuoti ragionamenti.

    1. Che dici, Antoine? Sei tu inchiodato a una mentalità povera, quasi asfittica. Pensi che la realtà sia quella che appare e basta. Ti manca la fantasia e un pizzico di creatività. L’anello mancante è un bisogno metafisico per rendere un po’ comprensibile il mondo in cui viviamo; altrimenti “nasciamo in un sacco e moriamo in un baule” (la battuta si riferisce ad altro discorso, ma il concetto è lo stesso). Su Darwin però hai ragione: lui non avrebbe mai pensato a quello che gli vanno attribuendo oggi. Non era mica ateo, anche se con Lui non andava tanto d’accordo…
      Per lui il becco dei fringuelli cambiava per cause appurate, non per un banale fenomeno di accelerazione o ritardo.

  2. Povera Cléopatre! Te la prendi con me, ma non ti accorgi che sono stato tolto via dal blog. E ora cosa capiranno i lettori di questo nostro dialogo?
    Spero di poterci incontrare altrove (in Egitto?) per confrontarci un po’ e chiarirci le idee. Saluti

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