E all’improvviso fu il freddo

Crediti: Gregory BastienPoche settimane sono bastate a sconvolgere il clima dell’emisfero boreale alcune migliaia di anni fa

CRONACA – E se il clima cambiasse nel giro di qualche settimana? Questo scenario da film hollywoodiano secondo William Patterson dell’Università di Saskatchewan di Saskatoon, in Canada, non è l’invenzione di una fantasia visionaria, ma uno scenario realmente plausibile, o che almeno è stato possibile in passato. Secondo le rilevazioni effettuate dallo scienziato e i suoi colleghi nel residuo fangoso di un antico lago irlandese, il Lough Monreagh, la piccola glaciazione che ha interessato l’emisfero nord circa 12.800 anni fa, detta anche Dryas recente, si è verificata in solo in poche settimane, e non nel corso di alcuni decenni come ipotizzato da altri studi.

Questa glaciazione che è stata probabilmente causata da un forte rallentamento della Corrente del Golfo, è durata all’incirca 1.300 anni. Patterson e colleghi hanno raccolto sottili strati di sedimento (fra 0,5 e 1 millimetro, campioni che rappresentano estensioni temporali di circa tre mesi di tempo, un dettaglio mai raggiunto prima) e hanno analizzato gli isotopi contenuti in ciascun campione. Hanno così potuto determinare quanto il lago era produttivo in ciascun lasso temporale, e in particolare gli isotopi dell’ossigeno hanno fornito un’immagine dettagliata delle temperature  e delle precipitazioni. Praticamente in corrispondenza dell’inizio della glaciazione le temperature sono precipitate, e la produttività del bacino si è fermata in pochi mesi, un anno al massimo. Un tempo molto inferiore a quanto si pensava fino a oggi.

Secondo altri scienziati la conclusione che Patterson ha presentato alla conferenza BOREAS tenutasi a Rovaniemi in Finlandia solo qualche giorno fa, è plausibile visto che anche altri altri studi condotti in Groenlandia hanno dato un risultato simile (in questi lavori si concludeva che la glaciazione potrebbe essere avvenuta in un periodo fra uno e tre anni).

Lo scenario che dipinge Patterson non è molto rassicurante: eventi come la glaciazione Dryas sono tutt’altro che inusuali. Questa in particolare sembra essere stata causata dal riversamento di un enorme lago glaciale che ricopriva il Canada del nordovest nell’Oceano Atlantico. L’enorme quantità di acqua dolce avrebbe diluito la salinità del mare, bloccando così la Corrente del Golfo, quella corrente calda che nasce nel Golfo del Messico e mitiga la temperatura di tutto l’emisfero nord. Secondo altri studi un altro evento simile è accaduto “solo” 8.200 anni fa.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

10 Commenti

  1. Premetto di essere ignorantissimo sia in climatologia, sia per quanto riguarda borsa e finanza, eppure mi sembra – e questo articolo mi pare un ulteriore motivo a sostegno di quanto sto per dire – che esistano delle notevolissime analogie tra questi due mondi, il clima e la borsa.

  2. Non è possibile trarre alcuna conclusione dallo scenario riportato nell’articolo sopra riportato, possiamo solo continuare a studiare e formulare di tanto in tanto qualche buona ipotesi, ma per quanto buona una ipotesi tale rimane.
    I media e i cittadini chiedono risposte certe, la scienza non ha mai dato certezze, questo ingenera confusione e sfiducia nella scienza, il popolo ha bisogno di un untore, oggi è la CO2, domani si vedrà.

  3. E’ vero oggi si dà la colpa alla CO2 prodotta dall’uomo, ma il vero gas-effetto serra è l’acqua insieme alle emissioni naturali e agli altri fenomeni capaci di sovvertire le previsioni che si basano su modelli ancora troppo semplificati. Le ideologie sono più forti della scienza e purtroppo non ci si può fare niente anche perchè le varie Cassandre, che hanno lucrato sull’ignoranza delle masse, non pagheranno mai per i loro errori!

  4. Ma perche’ ogni occasione e’ buona per far polemica, parlare di untori, cassandere e popolo bove? Il mio commento era volto a scoprire se esistono, come a me pare, analogie tra modelli matematici. Mi pare che gli altri interventi siano un poco fuori tema …

  5. Allo scioglimento parziale delle calotte polari artiche si sono sempre accompagnati gli eventi di Heinrich”, in cui nell’atalntico settentrionale aumentoadi eventi simili ce ne sono stati diversi negli ultimi 100.000 anni e sono detti “, nei quali si vede una sedimentazione particolare, composta essenzialmente da gtranuli che erano trasportati dai ghiacciai.
    L’evento che dette il via allo younger dryas fu lo svuiotamento del lago Agassiz, a ovest degli attuali grandi laghi.
    per quanto riguarda il dopo, nel 6000 AC circa ci fu un forte rallentamento della circolazione termoalina, dovuto probabilmente all’immisisone nell’oceano atlantico dell’acqua proveniente dalla calotta polare canadese in scioglimento.Sul lago Agassiz avevo scritto qualcosa in http://aldopiombino.blogspot.com/2009/06/correlazioni-climatiche-come-la.html

    Sono d’accordo sul fatto che circostanze eccezionali come quelle non possono essere prese per delle simulazioni che si riferisconobìno all’oggi. Ma certe considerazioni come quelle di Francesco Falcucci mi paiono esagerate: è vero che in certi casi fenomeni naturali come eruzioni viulcaniche abbiano avuto gravi conseguenze sul clima globale. ma pensare che i gas attualmente emessi dall’uomo non influiscano mi pare un pò troppo…

  6. Ma clima e finanza possono essere descritti da modelli matematici simili o no? Lo troviamo qualcuno che risponde a questa domanda?

  7. il peroblema dei modelli matematici del clima è che devono partire da dei dati che non sono sicuri e devono tenere conto di una quantità tale di fattori che è davvero difficile gestire: si dice spesso che “il battito di ali di una farfalla nella foresta equatoriale potrebbe dare il via alla nascita di un uragano ai caraibi”

    In questo momento c’è una innegabile tendenza all’aumento delle temperature e allo scioglimento dei ghiacci. Il problema è che le temperature medie globali sono sempre connesse con le concentraini di CO2 e CH4. Nel pliocene era molto più caldo e c’era il triplo di CO2 nell’aria.
    Chi lo nega o mente sapendo di mentire o perchè non sa nulla o si affida a persone che mentono.
    La nostra “sfortuna” è stata di essere capitati proiprio in un momento di bassi livelli di CO2 per cui in percentuale le emissioni antropiche sono molto più ingenti di quello che sarebbero state con i valori del pliocene. D’altro canto solo così potevamo avere delle grosse pianure
    Però non si può escludere a priori che una parte del riscaldamento sia di origine naturale

    1. Io direi piuttosto che non si può escludere a priori che una parte (trascurabile!) del riscaldamento sia di origine antropica, prova ne sia che i mutamenti climatici si sono avvicendati quando l’uomo ancora non esisteva, a meno che vi provvedessero le flatulenze dei dinoauri. A mantenere un certo equilibrio ha provveduto la fotosintesi clorofilliana, ma qualcuno ha mai calcolato le emissioni di gas dal fondo degli oceani? E la biomassa che si degrada, non è a sua volta un imponente produttore di CO2?

  8. IL MIO NON VUOLE COMMENTARE, MA SI DOMANDA: SEMBRANO DIMINUITI GLI URAGANI NELLA ZONA CARAIBICA
    ULTIMAMENTE, VERO? C’E’ IPOTESI ‘? Grazie eventuale risposta

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