Certezze acquisite

Un esemplare uscito il 12 febbraio sul Corriere della Sera conserva il suo charme malgrado alcune amputazioni avvenute tra quella data, quando è stato catturato da Fabristol e “l’ultima modifica” del 19.

Emanuela Di Pasqua riassume distrattamente un comunicato stampa del CNRS – l’equivalente francese del CNR con più soldi – ove si legge che un compatriota della custode, insieme a forestieri, ha trovato nello Utah fossili di più specie – vedi foto – di gasteropodi marini risalenti a circa un milione di anni dopo la grande estinzione del Permiano-Triassico, tra i 300 e i 200 milioni di anni fa. Misurano fino a 7 centimetri, mentre finora i fossili ritrovati arrivavano sì e no a un paio di centimetri. Dopo un’estinzione di massa e nel caso di certi ecosistemi marini, le nuove specie non restano tutte nane per milioni di anni, contrariamente all’ipotesi di un effetto Lilliput fatta da alcuni colleghi, concludono gli autori.

Sconvolta dalla notizia che le giunge nuova, sebbene a destra del comunicato stampa volendo ne trovava un’analoga uscita l’anno scorso e nell’articolo su Geology gli autori ne citino altre, la cronista del Corriere conclude invece:

Ora questa specie gigantesca dello Utah rimette in discussione molte certezze ormai acquisite sull’origine della vita sulla Terra.

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