POLITICA

Fattore di crescita burocratico

Sui Proceedings of the National Academy of Science, Robert Spencer  del Museo americano di storia naturale, scrive che nel 300 a. C.  la divisione dei poteri – politici e religiosi – di cui ha trovato le tracce nel palazzo e nel tempio della valle di Oaxaca (pron. uà-acà) segna l’inizio della burocrazia statale e della conquista dei territori circostanti. Da un’analisi comparata con lo sviluppo di altri stati primari – senza contatti esterni – nella valle dell’Indo, in Perù, in Cina, nell’America Centrale, in Mesopotamia e in Egitto, risulta che la forma-stato si sarebbe evoluta attraverso una “espansione territoriale predatoria”.

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E’ una correlazione più che una dimostrazione, e Spencer stesso precisa che per confermare la tendenza occorrono altri studi. Ma nel comunicato della National Science Foundation, l’ente burocratico che ne ha finanziato il lavoro, Spencer fa queste riflessioni:

Questo risultato potrebbe insegnarci la cautela nel pensare i rapporti internazionali del mondo contemporaneo. Siccome lo stato burocratico quale forma politica originaria si è sviluppato attraverso un processo di espansione predatoria, non deve sorprenderci che gli stati conservino la stessa tendenza, a prescindere dalle ideologie.

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Dice anche che i risultati della sua ricerca potrebbero essere considerati un buon motivo per sostenere lo sviluppo di organismi internazionali come le Nazioni Unite per frenare la tendenza ad allargarsi dei singoli stati, ma

l’amministrazione di tali organismi rischia di essere burocratica anch’essa…

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Non se ne esce?

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