CRONACA

L’origine extrasolare delle comete

Le comete nel nostro Sistema Solare sarebbero state rubate ad altre stelle

NOTIZIE – Troppo abbondanti per essere farina del sacco del nostro Sole. così la pensa Hal Levinson, del Southwest Research Institute di Boulder in Colorado che ha presentato i risultati delle sue ricerche al meeting dell’American Astronomical Society’s Division on Dynamical Astronomy a Boston la settimana scorsa. Le comete che gravitano nel nostro Sistema Solare sarebbero state rubate, in tempi antichissimi, da altre stelle, proprio là dove il nostro Sole nasceva.

Secondo Levinson infatti la nube di Oort, la nuvola di comete che si estenderebbe fino a 1,5  anni luce dal nostro Sole (100.000 volte la distanza Terra-Sole), all’estremo esterno del Sistema Solare, sarebbe troppo fitta per andare d’accordo con le simulazioni basate sull’attuale teoria.

Secondo la maggior parte degli scienziati le comete si sarebbero formate vicino al Sole per poi migrare verso l’esterno in due fasi. Nella prima fase la gravità dei pianeti giganti le avrebbe disposte in orbite allungate, a formare quello che viene chiamato disco “disperso” che si estendeva fino a 1.000 volte l’attuale distanza Terra-Sole. A questo punto la gravità esercitata dalla galassia circostante ha iniziato a farsi sentire, tirando ulteriormente le comete verso l’esterno e andando a formare la nuvola di Oort.

Il problema con quest’ipotesi è che il numero di comete che oggi si stima trovarsi nella nuvola di Oort è troppo alto (se confrontato con i risultati delle simulazioni). Levinson e colleghi credono che molti degli oggetti nella nuvola siano stati strappati da altre stelle nate nella stessa porzione della galassia dove è nato il nostro Sole. Molte stelle infatti si formano in raggruppamenti che vanno da 10 a 1000 membri. Secondo le simulazioni effettuate dal gruppo di Levinson gli incontri fra stelle in un ambiente così ammassato disturbano i loro dischi dispersi e ne staccano gli oggetti, creando una riserva di comete che galleggiano libere.

Quando le stelle abbandonano il loro luogo di nascita, alcuni di questi oggetti le seguono e vengono catturate nelle nubi di Oort. Secondo l’ipotesi di Levinson dunque questi oggetti celesti, come anche la cometa di Halley per esempio, potrebbero arrivare dal di fuori del nostro Sistema Solare.

Secondo alcuni atronomi è comunque troppo presto per capire se l’ipotesi di Levinson è corretta: Le osservazioni sono ancora troppo imprecise per avere delle stime corrette del numero di oggeti nella nube di Oort del nostro Sistema Solare.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. io leggo regolarmente le vostre notizie, tuttavia e’ abbastanza spesso disturbante che siano rese clamorosamente imprecise a causa di forse una non sufficiente conoscenza di quanto si parla. L’affermazione sulla distanza e sul suo rapporto con la distanza terra-sole e´ridicola. Laluce impiega 8 minuti per arrivare da sole a noi. 1500000 di anni diviso 8 minuti nonn da certo 50.000.

    Non avrei scritto questo se non ci fosse uno sbaglio analogo nella precedente notizie, dove si parla della Galassia e di miliardi di anni. Con Galassia si intende di solito la nostra, la via Lattea le cui dimensioni sono inferiori per vari ordini di grandezza.

    Cordiali saluti,

    Luigi cavaleri

    1. Sui numeri di questo articolo ha ragione… Ho fatto i conti, e correggo: non 50.000 ma circa 100.000 di volte, se si assume che la nube di Oort si estenda fino a 1,5 anni luce dal Sole. Giusto?
      L’altro articolo, immagino quello sulla materia mancante, non si trattava dell’AGN nel centro della nostra Galassia ma di un AGN oltre l’ammasso della Chioma, che si trova in effetti a circa 2 miliardi di anni luce e la cui luce incontra, nella traiettoria verso la Terra, lo Sculptor Wall. A proposito: ha idea di come si traduce in italiano “Sculptor Wall”?

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