Ecco la lista nera (provvisoria)

POLITICA – A tutt’oggi, dopo un giorno di passione, sconcerto e indignazione nei centri di ricerca colpiti dalla scure del governo, non è ancora stato pubblicato (e quindi reso definitivo) l’incriminato decreto-legge della manovra finanziaria contenente l’elenco degli enti pubblici “inutili” da sopprimere. Nella giornata di ieri si sono susseguite voci di conferme e smentite (l’Istituto nazionale di astrofisica, per esempio, nella serata di ieri sembrava salvo come pure l’INGV che dovrebbe effettivamente essere fuori).  Oggi Scienza è entrata in possesso della versione del decreto delle ore 14.20 di ieri (successiva a quella a cui faceva riferimento l’INAF) contenente la lista nera degli enti da eliminare. Eccola. Confermati: INRIM, INDAM, INAF, OGS. New entry:  la stazione zoologica “A. Dohrn”.

Quale sia il criterio di questa lotteria nella quale si trovano assortiti istituti minori e secondari affianco a enti di lunga e prestigiosa tradizione scientifica sfugge, francamente, a ogni razionale comprensione.

enti soppressi amministrazione subentrante nell’esercizio dei relativi compiti ed attribuzioni
Stazione Sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari (SSICA) CCIAA Parma
Stazione Sperimentale del vetro CCIAA Venezia
Stazione Sperimentale per la seta CCIAA Milano
Stazione Sperimentale per i combustibili
Stazione Sperimentale Carta, Cartoni e Paste per carta (SSCCP)
Stazione Sperimentale per le Industrie degli Oli e dei Grassi (SSOG)
Stazione Sperimentale per le Industrie delle Essenze e dei Derivati dagli Agrumi (SSEA) CCIAA Reggio Calabria
Stazione Sperimentale delle Pelli e Materie Concianti, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 540 CCIAA Napoli
IPI, istituto per la promozione industriale Ministero dello sviluppo economico
Centro per la Formazione in Economia e Politica dello Sviluppo Rurale, istituito ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 454 Ministero per le politiche agricole e forestali
Comitato Nazionale Italiano per il collegamento tra il Governo e la FAO, istituito con decreto legislativo 7 maggio 1948 n. 1182
Ente teatrale italiano, di cui alla legge 14 dicembre 1978, n. 836 Ministero per i beni e le attività culturali
Stazione Zoologica “A. Dohrn”, di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 886 Ministero dell’istruzione, università e ricerca
Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM), istituito con decreto legislativo 21 gennaio 2004, n. 38 Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), di cui al decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127
Istituto Nazionale di Alta Matematica “F. Severi” (INDAM), di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 153
Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), di cui al decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 138,
Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), di cui al decreto legislativo 29 settembre 1999, n. 381
Istituto di studi giuridici internazionali, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto 12 ottobre 2001, n. 16000
Ente Nazionale delle Sementi Elette (ENSE), istituito con decreto del Presidente della Repubblica 12 novembre 1955, n. 1461 Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454
Istituto Nazionale Conserve Alimentari

25 Commenti su Ecco la lista nera (provvisoria)

  1. Sylvie Coyaud // 27 maggio 2010 alle 15:40 // Rispondi

    Be’, in alcuni casi un raggruppamento pare sensato e sulla salvezza dell’INGV non c’erano dubbi.
    Ma l’Anton Dohrn è un pezzo di storia della scienza mondiale, va affidato all’Unesco, mica a un ministro per cui “riforma” e tagli sono sinonimi. E che senso ha buttare enti virtuosi nel calderone del CNR che non riesce neppure a gestire gli istituti che ha già?

    • Vincenzo Antonuccio-Delogu // 27 maggio 2010 alle 16:17 // Rispondi

      A proposito dell’INAF: quando venne creato, un governo della stessa area politica di quello attuale scorporo’ alcuni Istituti di ricerca astrofisica del CNR per farli confluire nell’allora neonato INAF….adesso invece l’INAF scompare e refluisce nel CNR.

    • @Sylvie / Il riferimento di ieri non era all’INGV, bensì – come temevo – all’OGS di Trieste, oggi Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, come confermato da questa lista…

    • Ente virtuoso il Dohrn?? E’ certamente un istituto di grande prestigio scientifico ma bisogna sapere come è stato gestito..cominciamo col dire che questa realtà così importante nel panorama della biologia marina del nostro paese è sottoposta ad una gestione politica impressionante in un territorio che ha avuto un’unica forza politica dominante per 16 anni…non tutto è oro quello che luccica!

  2. Michele Bellazzini // 27 maggio 2010 alle 16:14 // Rispondi

    L’INAF e’ stato riformato 3 volte negli ultimi 5 anni. Il ministro ha appena nominato 5 saggi perche’ scrivano lo statuto dell’istituto di bel nuovo riformato. Ora mentre i saggi di un ministero scrivono lo statuto gli insani di un altro ministero sopprimono l’intero istituto con un meraviglioso esempio di burocratica inefficienza e spreco del pubblico denaro. L’INAF nonostante la continua chirurgia istituzionale delle riforme “a costo zero” (nei sogni della Moratti!) e del continuo definanziamento della ricerca e’ stato valutato eccellente per produttivita’ e qualita’ della produzione da organismi internazionali, visiting commitee stranieri e chi piu’ ne ha piu’ ne metta (si veda , ad esempio: http://193.206.241.5/ufficio-stampa/comunicati-stampa-del-2006/l2019astrofisica-italiana-sta-benissimo-lo-dice-il-civr/). Ma chi se ne importa? Chi se ne frega se l’accorpamento del CNR fara’ risparmiare 2 lire inutili e peggiorera’ il lavoro di tutti. Siamo nel paese del tutto va ben e noi siamo i giocattoli per lo spettacolo magnifico in cui noi perdiamo tutto e loro ridacchiano contenti, nell’incubo della ragione di questa Italia ormai disperata e perduta.

  3. La cosa assolutamente paradossale è che, con un colpo di penna, si ribalta completamente la riforma Moratti che nel 2001 ha decretato la nascita dell’INAF proprio dall’accorpamento tra gli istituti del CNR di astronomia e gli osservatori astronomici. In virtù dell’efficienza! E ora si torna indietro e si ricomincia tutto da capo?

  4. L’INRIM è stato fondato con un decreto del 2004, accorpando all’Istituto Elettrotecnico Nazionale, ente autonomo, l’Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti, del CNR. Dunque adesso, con il ventilato passaggio al CNR sembra in programma l’operazione contraria! Ciò senza che vi siano state, almeno a conoscenza dei ricercatori dell’INRIM, valutazioni positive o negative del Ministero vigilante (MIUR) sui primi anni di attività del nuovo Istituto. Non è che invece che criteri di risparmio, pur discutibili, alla base del tutto vi siano banali questioni di potere?

  5. Le Stazioni Sperimentali per l’Industria non pesano sul bilancio del Governo visto che sopravvivono grazie ai contributi delle imprese e all’autofinanziamento. Oltretutto vengono fatti lavori di ricerca, che ormai in Italia sono in via di estinzione grazie al nostro amato Governo. Tutte le persone dipendenti sarebbero dirottate poi verso le camere di commercio, andando quindi si a pesare sulle casse dello Stato, oltre che ad intasare uffici probabilmente già saturi.

    La cosa bella è che era ormai in via di approvazione la bozza del decreto legislativo (ddl 1441-TER-B) sul riordino delle Stazioni Sperimentali per l’Industria, in cui le Stazioni Sperimentali per l’Industria venivano riconosciute a tutti gli effetti enti di ricerca, con i tutti i pro e i contro del caso.

    • A parte l’interrogativo sull’effettivo peso sulla finanza pubblica, mi chiedo come le CCIA possano assorbire anche in termini di attività quelle che espletano le SSI che sono le seguenti:

      a. attività di ricerca industriale e attività di sviluppo precompetitiva;
      b. attività di certificazione di prodotti e/o processi produttivi ;
      c. analisi e controlli ;
      d. consulenza alle imprese, alle pubbliche amministrazioni ed Enti pubblici ;
      e. attività di documentazione, divulgazione, promozione della qualità e supporto alla formazione nel settore di competenza, anche al fine di consentire la crescita occupazionale qualificata ;
      f. partecipazione all’attività di normazione tecnica ;
      g. attività di promozione ;
      h. attività ad essa affidate dallo Stato, dalle Regioni, nonché quelle derivanti da convenzioni internazionali.

    • TAuiro Stella // 5 luglio 2014 alle 11:56 // Rispondi

      Buon giorno.
      Io non ho nulla in contrario.
      Manca solo la trasparenza, infatti non si riesce a trovare l’elenco dei prodotti – essenze che pagano il contributo nella misura del 1%.
      Lei mi può aiutare ? Visto che la stazione sperimentale ha dei problemi ad inviarlo ?
      saluti
      Tauro Stella
      doganalista

  6. paolo fabris // 27 maggio 2010 alle 20:38 // Rispondi

    OGS, che bello, ci sono anch’io! Yeah!

  7. Vincenzo Macina // 27 maggio 2010 alle 21:57 // Rispondi

    Riguardo alla nascita dell’INRIM e sul suo possibile accorpamento nel CNR dopo pochi anni sono molto critico, perche’, ovviamente, gli interventi appaiono contradditori. Ma non bisogna pensare che tutti gli errori vengano fatti solo ora. Anzi, l’attuale intervento potrebbe anche essere visto come un tentativo di porre rimedio agli errori di allora. Il decreto del 2004 ha accorpato Istituti molto diversi tra di loro e non ha assolutamente tenuto conto delle competenze presenti soprattutto nello IEN.

  8. E’ inconcepibile che Istituti della dimensione dell’INAF (circa 2000 dipendenti di cui circa 1000 ricercatori), riconosciuti tra i più attivi nel mondo (l’Italia nel settore dell’Astrofisica è al rank 5) vengano inglobati nel CNR, carrozzone di assoluta inutilità dove tutto viene fagocitato dalla burocrazia. Questa manovra infligge un colpo mortale alla ricerca e rischiamo di arretrare ulteriormente nel panorama mondiale. Ma forse è quello che si vuole: i ricercatori hanno la testa e danno fastidio…

    • Questo commento mi sembra l’ennesima guerra tra poveri, il frutto del divide et impera, caro Emilio non credi che anche nel CNR ci siano ricercatori e tecnici degni del loro lavoro? perchè accanirti contro il CNR per difendere i tuoi ricercatori? non sarebbe più intelligente riuscire a difendere la ricerca nel suo insieme senza doversi fare le scarpe a vicenda? purtroppo questo è l’ennesimo segnale che non solo la politica ma anche la coesistenza civile ormai ha raggiunto livelli molto bassi come denota questo intervento.

  9. Questo l’ho trovato girovagando su internet, magari vi può interessare, appena ho letto il nome di “Roberto Calderoli”, mi sono venuti i capelli dritti:
    —————-
    Non è ancora chiaro fino a che punto potrà arrivare il taglio desiderato dal ministro dell’economia, Giutlio Tremonti. Perché quando il tema è quello degli enti inutili, le resistenze della prima e dell’ultima ora riescono a fare miracoli. TI fatto certo è che ieri, nella convulsa fisse che ha preceduto il consiglio dei ministri, è circolata una lista di più di venti enti che Tremonti vorrebbe cancellare per sempre. Nell’elenco compaiono organismi la cui soppressione, effettivamente, sembra certa. Tra questi ci sono l’isae, l’Ente italiano montagna, l’Ice (Istituto per il commercio estero), il Comitato Sir (istituito 30 anni fa per prendere in carico le 163 società del gruppo chimico di Nino Rovelli) e le Conimissioni mediche di verifica ancora oggi operanti presso il ministero dell’economia (in pratica erano gll organi che si occupavano di attesta- re e veriticare le invalidità civili).
    Dopodiché si sviluppa tutta una serie di altri enti di cui non si era avuta traccia nei giorni scorsi e clìe pare siano finiti nel mirino di Tremonti anche su stimolo del ministro perla semplificazione, Roberto Calderoli. In questo ulteriore gruppo, che viene riportato nella tabella accanto, c’è per esempio il Ciriec (Centro italiano ricerche e informazioni sull’economia pubblica), presieduto dall’ex ministro Antonio Maecanico. Un altro cx ministro, ovvero Mario Baccini, rischia di vedere soppresso il «suo» Comitato per il microcredito, anche se una bozza circolata ieri, a differenza di quanto era successo nei giorni scorsi, sembra mettere in salvo questo organismo. Tra gli altri enti da abbattere, di cui sinora non si era sentito parlare, ci sono anche il Cirses (Centro iniziativa e ricerca sul sistema educativo e scientifico), il Cirm (Centro internazionale di radiocomunicazioni mediche), l’Inrim (Istituto nazionale ricerca metereologica). E ci sono anche l’Ente nazionale risi e l’Ense (Ente semonti elette), organismi dipendenti dal ministero dell’agricoltura e già difesi dall’ex ministro leghista Luca Zaia, che proprio prima di diventare governatore del Veneto aveva provveduto a rinnovare i loro vertici.
    Inoltre nella bozza di manovra è spuntata una lista di ben 72 enti che non riceveranno pili contributi pubblici (se non entro certi limiti). Tra questi ci sono la fondazione De Ca- speri, il Centro studi americani, la fondazione Bettino Craxi, la fondazione Ugo Spirito e l’Istituto di studi filosofici.
    —————-

  10. Stralcio di un articolo scritto il 23 aprile 2010 su ilsole24ore, sempre a riguardo del decreto legislativo poco sopra menzionato, a riguardo del riordino delle Stazioni Sperimentali:

    ———————–
    Sì del Consiglio dei ministri, in prima lettura, allo schema di decreto legislativo sul riordino delle stazioni sperimentali per l’industria. Lo scopo è quello di facilitare la diffusione dell’innovazione e migliorare la competitività delle imprese, soprattutto quelle medio-piccole. Il decreto legislativo passerà ora all’esame delle competenti commissioni parlamentari, della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato. «Il riordino di questi enti pubblici economici di ricerca – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola – altamente qualificati e specializzati e nati con il compito di promuovere la competitività delle imprese attraverso l’attività di trasferimento tecnologico consente alle Stazioni sperimentali di operare in modo più efficace, attraverso miglioramenti nella governace, e ne consolida il ruolo nell’ambito del sistema nazionale dell’innovazione».
    ———————–
    Qua il resto
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/04/stazioni-sperimentali-industria-scajola-cdm-dlgs.shtml?uuid=8a59306e-4ebc-11df-956b-b3975c4b5c3d&DocRulesView=Libero

    Possibile che a distanza di un mese adesso le Stazioni Sperimentali diventano enti inutli…

  11. adriano troia // 28 maggio 2010 alle 9:46 // Rispondi

    la cosa piu assurda è che alla fine di aprile in un documento inivato dalla Gelmini ai presidenti di vari e.p.r. veniva detto: “…Con l’entrata in vigore del decreto leg del 31/12/2009 si è inteso avviare un processo nuovo che si vuole condivdidere con tutti gli attori del sistema partendo dalle buone prassi e dalle importnati esperienze sin qui maturate; mi riferisco in particolari ai decreti leg del 2003 2004 relativi al CNR ASI INAF e INRIM…

    e dopo un mese l’esatto contrario!??

  12. E’ una vergogna….aboliamo le Provincie invece degli Enti che fanno ricerca….forse non si può mandare a casa qualche amministratore che prende migliaia di Euro al mese?

  13. a proposito di enti inutili, ma il mitico lussuosissimo nuovissimo nonchè sconosciuto Istituto Italiano Tecnologia ITT di Genova, al quale arrivano più fondi che al resto di italia, la cui funzione – in termini di ricerca scientifica- a me personalmente sfugge… quello non lo tagliano? ne sa niente nessuno?

  14. Dico solo una cosa: L’Ente Nazionale Sementi Elette potrà avere un nome un pò strano ed un sito internet non piacevole come alcuni siti hanno attentamente osservato, ma al momento si autofinanzia, svolge tutta l’attività di controllo legata alla certificazione delle sementi che di fatto è regolata legislativamente a a livello nazionale ed europeo.
    Inoltre svolge attività di ricerca e sperimentazione tutta con le proprie finanze … e poi metterlo nell’INRAN con l’istituto delle conserve: ma che ci “quaglia”…..

  15. Torno sul problema dell’accorpamento dell’INRIM al CNR. Secondo me l’unico, grosso problema riguarda il destino dei precari. Per quanto riguarda il resto, mi pare che vi sia solo una paura di perdita di autonomia, ma non da parte dei ricercatori (che, probabilmente ne guadagnerebbero), ma da parte di una cosiddetta “dirigenza” che in modo del tutto autoreferenziale ha gestito l’Istituto come una caserma. Se vogliamo essere incisivi nella critica, separiamo i problemi veri dalla pura e semplice difesa dei piccoli centri di potere…

  16. lavoratori IPI // 31 maggio 2010 alle 11:49 // Rispondi

    Chiusura Ipi: salvaguardare professionalità e lavoratori precari. Comunicato stampa di Antonio Crispi, Segretario Nazionale FP CGIL

    La FP CGIL, nell’ambito della mobilitazione contro la manovra finanziaria del Governo, sostiene la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’IPI, istituto che, in base a quanto contenuto nelle bozze della manovra circolate in queste ore, sarebbe inserito tra gli Enti soppressi e verrebbe quindi accorpato al Ministero dello Sviluppo Economico.

    E’ prioritario:
    – preservare le funzioni, la qualità dei servizi e del lavoro svolti dall’Istituto;
    – garantire i lavoratori con contratto a tempo determinato;
    – salvaguardare il patrimonio professionale dell’Istituto per la Promozione Industriale e garantire il livello occupazionale.

    Esprimiamo tutta la nostra contrarietà a una manovra che mette a rischio servizi e posti di lavoro. Il Governo, a tutt’oggi, non prevede nessuna salvaguardia per i lavoratori con contratto a tempo determinato degli Enti soppressi.

    La FP CGIL, a partire dalla manifestazione già indetta per il 12 giugno, metterà in atto tutte le forme di protesta necessarie a modificare il contenuto di questa manovra, che colpisce la qualità del lavoro pubblico e la sua dignità.

    Roma, 28 Maggio 2010

  17. Napolitano ha firmato il ddl, i fondi pubblici ai 232 enti e fondazioni culturali sono rimasti, mentre gli enti inutili saranno effettivamente soppressi o accorpati, è da capire se ne è stato escluso qualcuno dalla lista originale.

    Cmq rimango allibito dalla superficialità con cui sono stati scelti gli enti e le fondazioni a cui tagliare i finanziamenti, non si spiegherebbe altrimenti il motivo di toglierli tutti e 232 dalla lista, probabilmente qualcuno a cui era giusto chiudere i rubinetti c’era.

    Per me le Stazioni Sperimentali per l’ Industria non ci azzeccano niente tra gli enti inutili da sopprimere, a meno che il nostro amato Governo non voglia mettere le mani anche su quei 4 spiccioli di contributi che versano le imprese.

  18. ENTI INUTILI E SPRECONI – IPI – (già IASM Istituto per lo Sviluppo del Mezzogiorno), questa associazione (residuo degli enti collegati alla CASMEZ) oggi, con oltre 300 dipendenti, di cui oltre 20 dirigenti, (assunti senza concorsi, nè selezione ad evidenza pubblica) costa oggi allo Stato oltre cinquanta di milioni di euro.
    INOLTRE Auto blù e autisti. C.di A e apparato amministrativo. Consulenze a iosa. Affitti da capogiro a Milano, Roma e Napoli. E’ IL CASO DI DIMINUIRE I COSTI PUBBLICI, ELIMINARE POLTRONE CARICHE E DIRIGENTI ASSUNTI SENZA CONCORSO PUBBLICO, esempio di fannulloni all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico con stipendi e prebende da privilegiati, senza controllo, con sprechi per incarichi a consulenti esterni (mai pubblicati). E’ ANCORA NEL PROGRAMMA DIMINUIRE I COSTI, RAZIONALIZZARE IL PUBBLICO IMPIEGO e CHIUDERE GLI ENTI INUTILI? LASCIARE ANCORA IN PIEDI QUESTA STRUTTURA, SAREBBE UNO SCANDALO CON IL BILANCIO DELLO STATO che in un periodo di crisi non può permettere un aumento della spesa pubblica.
    PENSIAMO ALLE FAMIGLIE DEI DIPENDENTI PUBBLICI CHE NON SONO SULLA SOGLIA DI POVERTA’ E CHIUDIAMO LA GODURIA DEI PRIVILGIATI.

    • carolina borbone // 15 settembre 2010 alle 22:42 // Rispondi

      sansone, rispondo dopo molti mesi perchè solo adesso ho letto il messaggio.
      Premetto che non sono dipendente ipi. NOn approvo assolutamente l’eliminazione di tanti posti di lavoro anche se precario. inoltre ho approfondito il caso ipi e non tutti i dipendenti sono stati assunti con colloqui quasi privati. Ci sono gli ultimi assunti che hanno frequentato un master che è stato organizzato dall’ipi e dalle poste. E poi nel 2008 l’ipi ha effettuato un concorso interno: 30 dipendenti sono stati regolarizzati subito, gli altri, è stato detto entro il 2010. E adesso sopprimono l’ente e lasciano 28 famiglie senza reddito, come se fosse la cosa più normale del mondo e tu dici evviva!

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