POLITICA

Salvi gli enti di ricerca

POLITICA – Arriva la grazia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, agli enti di ricerca pronti a essere immolati sull’altare della manovra finanziaria. In extremis si salvano l’istituto nazionale di Astrofisica (Inaf), l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica (Ogs), quello sulla ricerca metrologica (Inrim), quello di Alta Matematica (Indam) e la stazione zoologica ‘A. Dohrn’. Tutti risparamiati dalla fine assurda che era stata decisa a tavolino per loro. Nella tabella dell’ultima versione del decreto legge, che ora tornerà in Parlamento per l’approvazione definitiva entro i previsti 60 giorni, non c’è più traccia degli istituti di eccellenza scientifica. Quando ha preso in esame la lista nera (definita “rozza” e “pedestre”), il Quirinale ha detto No. No ai tagli indiscriminati alla scienza e alla cultura.

Non sappiamo se siano serviti gli appelli, le lettere aperte, le mobilitazioni sui social network, le forme di protesta organizzate dai ricercatori di tutti gli enti incriminati a sensibilizzare il parere finale di Napolitano. Oggi Scienza se ne rallegra, unendosi all’ondata di esultanza che da Trieste a Napoli sta attraversando l’Italia. Di certo, non hanno avuto peso gli organi d’informazione, per lo più indifferenti alle sorti infauste che sarebbero toccate agli enti di ricerca, cancellati con un colpo di spugna dall’oggi al domani, e alle migliaia di persone e precari che sarebbero rimaste a casa senza lavoro.

Il lieto fine di questa grottesca e avvilente storia non cancella il colpevole silenzio di un paese che, fintanto che non si toccano grandi interessi collettivi (e il sapere scientifico evidentemente non è considerato tale), preferisce voltarsi dall’altra parte.

18 Commenti

  1. Colpevole, anzi colpevolissimo silenzio anche della Ministra Gelmini, totalmente assente dalla scena e sostituita, sembra assurdo ma è così, da un Bondi inusitatamente a schiena dritta…

    1. La quale Gelmini tiene così tanto alla scuola e alla cultura in generale, da aver perfino proposto di far cominciare l’anno scolastico ad Ottobre, motivandolo con un possibile sostegno al turismo suscitando perfino le rimostranze dei suoi alleati. Ma se tanto ci tiene al turismo si faccia assegnare quel ministero e lasci una buona volta in pace l’istruzione.

      1. la simpatica Gelmini quando si tratta di parlare di ora di religione, o di offendere tutte le donne dicendo che la maternità è un privilegio non ci pensa 2 volte a tenere la bocca chiusa… quando si tratta di fare il suo lavoro e cioè DIFENDERE la ricerca pubblica diventa un fantasma.

  2. Io ho l’impressione che questi siano tutti giochetti di tira-e-molla-comunicativo. Vogliamo dare un segnale agli enti che spendono troppo?

    Per qualche giorno facciamogli prendere paura, poi torniamo indietro, ma intanto il messaggio è arrivato.

  3. Il silenzio più colpevole è certamente quello della Gelmini (persino Bondi per i “suoi” enti ha alzato la voce, e tocca ammettere che oltre a Napolitano dobbiamo ringraziare anche lui) e quello della stampa che è riuscita praticamente a non nominare nemmeno gli enti di ricerca a rischio. Aspettarsi una sollevazione popolare per gli enti di ricerca sarebbe stato un po’ utopistico, è normale e inevitabile che di fronte a una crisi ognuno metta davanti i propri interessi e pensi “meglio a loro che a me”.Proprio per questo dovrebbe esistere una classe dirigente che sa distinguere cosa è davvero un interesse collettivo (tipo la ricerca).Ma a quanto pare da noi è un’utopia pure questa.

  4. @E.V. Kellermann (scusi la curiosità, ma lei è parente dell’eroe della battaglia di Valmy?)
    Anche a me sa un po’ di manfrina per far capire “di voi non ci importa nulla”.

    @Nicola
    Non so a che cosa sia dovuta la decisione del presidente Napolitano, ma mi piacerebbe se si fosse ricordato che i ricercatori sopportano tagli e sacrifici da anni proprio mentre tutti – governi, partiti, confindustria, sindacati – chiedono più ricerca e innovazione altrimenti “l’azienda Italia” chiude.

    1. Sono un discendente del ramo livornese, sì 🙂

      Fra l’altro è un tipo di meta – comunicazione che usano spesso ultimamente. Perché non posso credere che uno o l’altro non sapessero. Senza voler arrivare alla dietrologia, o sono messaggi impliciti calcolati o comunque assestamenti di potere interni con qualche stoccata all’esterno.

      Ciò non toglie che un poco di razionalizzazione e maggiore interdisciplinarietà farebbero molto bene a diversi enti di ricerca.

      1. A scuola l’ho recitato io, l’unica volta che ho guidato alla vittoria dei “va-nu-pieds” (Danton aveva rubato i soldi delle scarpe per l’esercito )

  5. Buonasera a tutti,
    Volevo solamente sottolineare che non tutti gli enti di ricerca sono salvi. L’INSEAN (Istituto Nazionale Studi ed Esperienze Architettura Navale) è stato soppresso in maniera brutale, smembrato, con i ricercartori ed i tecnologi destinati agli enti di ricerca in grado di assorbirli mentre i tecnici e gli amministrativi con gli impianti sono destinati al Ministero delle Infrastrutture, con compiti assolutamente da decifrare. Dividere i ricercatori dai tecnici e dagli impianti significa destinare una delle Vasche Navali più prestigiose al mondo, alla morte certa. Si stanno gettando a mare anni e anni di ricerca, un patrimonio enorme di impianti, nella noncuranza generale. L’INSEAN ha tuttora commesse con istituti, università, cantieri di tutto il mondo, ha collaborato con la Ferrari, con la Boing, con il Coni sta attualmente studiando una serie di canoe per le prossime Olimpiadi, ha provato tutti i modelli di Luna Rossi, Azzurra e il Moro di Venezia. Tutto questo tra poco sparirà…
    L’INSEAN NON CHIEDE FONDI. Deve essere chiaro!! il nostro lavoro ci permette di vivere dignitosamente con il contributo statale, inoltre per il 30-35% ci autofinanziamo; con commesse e progetti di ricerca europei. L’INSEAN chiede di essere accorpato al CNR, nella sua casa naturale, e non ad un ministero che di amminstrazione di enti di ricerca non ha alcuna esperienza. Senza dividere la forza di lavoro, che rappresenta un patrimonio da valorizzare e non deprimere.
    Sosteneteci in questa lotta, firmate la nostra petizione sul sito ufficiale http://www.insean.it e se ne avete la pazienza iscrivetevi anche al nostro blog su facebook (CONTRO LA CHIUSURA DELL’INSEAN).
    Vi ringrazio, anche solo per l’attenzione.
    Noi non molleremo.

  6. @ Sylvie Coyaud
    sono ben felice di cogliere la tua riflessione sul Presidente della repubblica e vorrei fossero messi in evidenza, come ho cercato di fare in questo forum anche per altri topics, non solo gli indiscriminati tagli del ministero, ma anche la discrezionalità di alcune personalità istituzionali che conoscono molto poco delle realtà che vogliono difendere. Insomma, per fare un esempio che conosco, essere al corrente della storia ed il passato del Dohrn non basta, altro la dimensione quotidiana e reale di ricercatori, tecnici e impiegati semplici che non hanno voce da nessuna parte. Vorrei raccontare a tutti gli utenti un episodio paradigmatico : il 14/11/2009 il Presidente della Repubblica ha visitato la stazione zoologica, sapete il giorno dopo cosa è stato riportato sull’edizione locale di un giornale nazionale? La cronaca della visita ma anche un appello solitario e coraggioso di una ragazza ricercatrice che chiedeva l’attenzione del Presidente della repubblica sulla mancanza di opportunità e continuità in quell’ente ….cosa è accaduto??? E’ stata convocata dal presidente dell’Ente chissà perchè.. e poi??? Non credo ci sia più nella stazione. C’è stato poi qualche giornalista attento a quella vicenda???? Niente e nessuno, tranne che per celebrare i soliti vertici. Adesso cosa credete stia succedendo?? Un fuoco mediatico su giornali, radio e televisioni per la Stazione zoologica ma soprattutto per il suo Presidente ed i suoi sodali, gli unici che possono esprimere opinioni. Gli esempi sarebbero tanti, è giusto dunque vi chiedo trattare le problematiche del mondo scientifico italiano con questa superficialità, pressappochismo e malafede??? Guardate che il Dohrn è la degenerazione di un sistema autorefrenziale e politicizzato nelle mani dei soliti baroni che forse appartiene ad altre realtà o potrebbe realmente materializzarsi altrove. Ecco perchè bisogna difendere la scienza che è libera e mai servile, scrollarsi da dosso i pregiudizi e rimanere indipendenti e distanti da una informazione mediatica oramai puntualmente strumentalizzata, diversamente, saremo costretti tutti a chinare il capo dinanzi a nuovi/vecchi padroni con le loro mani sulle nostre città…..

    1. caro Luigi,
      sono alcuni giorni che leggo su questo forum gli appelli di personalità della ricerca italiana in favore della Stazione Zoologica e di altri enti di ricerca che hanno corso il rischio di cadere sotto la mannaia della riforma Tremonti. Come ricercatore della Stazione Zoologica mi sono sentito fiero di far parte di questo istituto ed esco personalmente da questa esperienza carico di responsabilità, di voglia di fare ancora meglio per meritare e confermare quella stima ricevuta da molti a tutti i livelli scientifici ed istituzionali.
      Ed ho letto anche i tuoi commenti sui quali mi sento di dover fare alcune precisazioni. Niente è perfetto, tutto e sicuramente perfettibile, e la Stazione Zoologica non esce da questo teorema. E’ quello che stiamo cercando di fare da tempo, migliorare la coesione scientifica all’interno dell’istituto, cercare di far venire fuori quelle proprietà emergenti che potrebbero portare ad un ulteriore salto qualitativo della ricerca che portiamo avanti. E visto che a quanto pare sei così addentro alle dinamiche dell’istituto, queste cose dovresti saperle. Così come dovresti sapere che siamo stati recentemente valutati da un pannello scientifico internazionale al cui interno erano presenti esperti riconosciuti in molti dei campi di ricerca che noi portiamo avanti e che, lungi dall’essere perfetto ed esaustivo, ha comunque rappresentato un importante momento di confronto e di verifica, per tutti noi. Ed è con questo spirito che mi indigno quando leggo imprecisioni e malignità come quelle del tuo ultimo messaggio. Evidentemente non sei ben informato come dici di essere. La persona a cui ti riferisci per la breve intervista rilasciata durante la visita del Presidente Napolitano ha continuato tranquillamente a svolgere la propria attività fino ad esaurimento del contratto ed alla discussione del dottorato e solo recentemente è andata via per iniziare la sua formazione post-dottorale presso un altro ente. E questo proprio nell’ottica secondo la quale la Stazione Zoologica non è un ente assistenziale ma è un Istituto che fa ricerca e che fa formazione per la ricerca, non si può mica permettere di dare un futuro a tutti gli studenti di dottorato che vi transitano e che vi sono transitati! Io sarei molto cauto nel lanciare accuse così gravi, se non circostanziate, e nello screditare il lavoro di molti, di tutti quelli che credono nella qualità della propria ricerca, che vivono dei riconoscimenti internazionali che ricevono e che lavorano per migliorare ciò che è sicuramente migliorabile.

    2. L’informazione conta, fino a un certo punto. Mi sembra che manchi un’unità dei lavoratori della ricerca – non che sia facile

  7. E con grande tristezza che ho appreso della morte del prof. Falaschi. I suoi interventi in questi giorni hanno avuto il merito di guardare in maniera serena e scevra da pregiudizi la delicata questione sul riordino degli Enti. La sua autorevolezza ed onestà intellettuale saranno sempre un esempio per chi intendere la scienza come esercizio di libertà e spirito di sacrificio a favore della conoscenza e del progresso umano.
    Onore a lei prof. Falaschi riposi in pace

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