AMBIENTE

Mi tuffo o non mi tuffo? Questo è il problema

CRONACA – Allarme rosso o tutto bene ? L’estate si tinge di giallo per i bagnanti del Friuli Venezia Giulia, che per sfuggire alla canicola vogliono godere del refrigerio di un bagno senza paura per la propria salute. Il dubbio che forse una doccia sarebbe più salutare proveniva dai dati presentati da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

Secondo il comunicato di Legambiente (qui riportato da un sito locale) sarebbero fortemente inquinate molte aree costiere (quali la foce dell’Aussa-Corno, dell’Isonzo, dello Stella e del Tagliamento) mentre risulterebbero “gravemente contaminati anche i punti campionati nei comuni di Lignano Sabbiadoro e Monfalcone, nelle località Pantanel e Marina Julia”.
Non basta. Altrettanto negativa sarebbe la situazione della costiera triestina: il monitoraggio effettuato presso la conduttura del depuratore di Servola secondo Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde, dimostra come “l’acqua sia gravemente inquinata a causa di una falla che si trova proprio in prossimità dell’Area Marina Protetta di Miramare”.

A questo vero ‘allarme rosso’ regionale si contrappongono i dati messi a disposizione dall’Arpa FVG, che evidenziano ottimi standard di qualità delle acque destinate alla balneazione della costa del Friuli Venezia Giulia nonché un commento dei biologi dell’area protetta. Dal loro blog i biologi indicano come “il collettore fognario di Servola (Trieste) non termina con un unico foro”, come affermato dal comunicato stampa di Legambiente, al contrario “i liquami vengono fatti uscire in mare da una serie di «torrette» distanziate le une dalle altre, «torrette» che si trovano a parecchie miglia nautiche dalla AMP-Miramare e alcune miglia al largo delle dighe foranee del Porto Nuovo”. Confortati anche dalle analisi di giugno effettuate da Arpa e risultate nella norma, concludono che le acque dell’area protetta versano in buone condizioni. Più in generale, Arpa FVG fa sapere tramite un comunicato ufficiale che nelle prime tre campagne mensili di campionamento della stagione balneare 2010, tutti i 57 punti di monitraggio (30 relativi alla provincia di Trieste, 18 di Gorizia e 9 di Udine) sono risultati idonei alla balneazione.
La nuova certificazione dell’Arpa per stabilire la balneabilità o meno del mare utilizza parametri adeguati alle normative europee e si basa solo su due valori: le quantità di enterococchi intestinali e di Escherichia coli. Questi sono considerati i migliori indicatori di contaminazione fecale e quindi i più affidabili per la valutazione della qualità biologica delle acque destinate alla balneazione.

“Non è possibile – afferma Michele Tonzar di Legambiente – che alla Foce dell’Isonzo la Goletta Verde rilevi acqua inquinata al massimo e per l’Arpa, invece, sia tutto normale. C’è qualcosa che non funziona”. A simili commenti risponde Arpa “Per quanto riguarda le misure effettuate da Goletta Verde, va precisato che sono stati campionati alcuni “punti critici”, quali foci dei fiumi o zone prospicienti allo scarico dei depuratori, non destinati alla balneazione, in periodi (fine maggio – inizi di giugno) interessati da intensi apporti fluviali di acqua dolce, veicolo di elevate concentrazioni di carica batterica. Tali apporti sono testimoniati da valori bassi di salinità superficiale in buona parte del Golfo di Trieste, ed in particolare nella baia di Panzano, dovuti ad ingressi intermittenti di acque dolci dell’Isonzo e dei canali che sfociano nel porto di Monfalcone”.
Insomma, il bandolo della matassa risiederebbe nella modalità del campionamento. L’ambiente costiero varia continuamente in relazione a moltissimi fattori (il luogo, il giorno, l’ora, la temperatura, prima o dopo la pioggia, il caldo e il freddo, la bassa o l’alta marea, che trattiene le acque dei canali eventualmente inquinati spingendole verso terra) e la ‘verità’ sulle sue condizioni risiede nella complessità. Conoscere o almeno avvicinarsi a questa complessità necessita di molte misurazioni, possibilmente effettuate da diversi stakeholders (letteralmente “portatori di interessi”). Sinergie, collaborazioni scientifiche, confronti a ‘dati scoperti’ farebbero sicuramente godere a tutti di ‘toci‘ (bagni in dialetto triestino) più sereni.

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