CRONACA

Dalla pelle al cervello

Una tecnica d’avanguardia offre grandi promesse per combattere la malattia di Parkinson

NOTIZIE -Le malattie neurodegenerative sono le candidate più papabili per le terapie basate sulle cellule staminali. In queste malattie infatti i neuroni di una o più zone cerebrali muoiono portando a un graduale peggioramento delle condizioni fisiche e cognitive del paziente. Le cellule staminali potrebbero rimpiazzare questi neuroni morti. Una di queste malattie è sicuramente il  morbo di Parkinson, un disturbo caratterizzato da forti tremori e disturbi emotivi, cognitivi e comportamentali molto gravi, purtroppo molto comune e in aumento a causa del progressivo innalzamento dell’aspettativa di vita..

Un team di scienziati anglosassoni sta iniziando ora un progetto molto ambizioso che si basa proprio sulle cellule staminali pluripotenti indotte che possono  essere generate partendo da un tessuto come quello dell’epidermide a formare neuroni cerebrali. Richard Wade-Martins, capo dell’Oxford Parkinson’s Disease Centre, e colleghi intendono raccogliere campioni di pelle da oltre mille pazienti (in una fase precoce della malattia) per far cresce da questo tessuto neuroni come quelli delle zone che vengono danneggiate  nella malattia, quelli che cioè producono il neurotrasmettitore dopamina.

Con questa tecnica gli scienziati potranno dare un’occhiata ai neuroni del paziente senza dover fare una biopsia e confrontarli con altri sani, per vedere cosa non va. Nei prossimi cinque anni il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di 5 milioni di sterline (poco più di 5 milioni di euro), intende combinare il lavoro sulle cellule staminali con le ultime tecniche delle genetica molecolare, la scienza delle proteine e l’imaging cerebrale per comprendere a fondo la dinamica della malattia.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. Interessante il fatto di studiare i neuroni dalle cellule staminali ricavate dall’epidermide, ma dal punto di vista pratico rimane il problema sulla fattibilità di utilizzo di queste cellule per ripristinare i neuroni dopaminergici degenarati, in poche parole: come ce li metto? e la neuroplasticità? come si collegano?

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: