CRONACA

La notte dei ricercatori

Venerdì 24 settembre in molte città europee e italiane i ricercatori di tutte le discipline scendono in piazza per mostrare lo stato della scienza. Mostre, eventi, conferenze, esperimenti, laboratori, giochi e faccia-a-faccia con i ricercatori stessi animeranno la giornata fino a notte inoltrata.

NOTIZIE – La notte dei ricercatori, o Researchers’ night è un progetto europeo giunto alla quinta edizione che porta a contatto del pubblico più vasto i ricercatori di tutti i paesi.

È un modo per conoscersi a vicenda. Si parla di “ricercatori” e non di “ricerca” proprio perché si vuole mettere l’accento sulle persone e mostrare che la scienza è un’impresa umana e che gli scienziati sono proprio come tutti gli altri: con le loro passioni, speranze, delusioni, ambizioni, problemi di carriera e di famiglia ecc.

In Italia la Notte dei ricercatori arriva in un momento in cui la ricerca è oggetto di tagli indiscriminati e vive dei momenti molti difficili. Blocco delle lezioni, ricercatori in rivolta, minacce di sostituzione dei dissidenti, la possibilità della cancellazione dei cosiddetti “enti inutili”, una vicenda di pochi mesi fa passata quasi sotto silenzio e di cui Oggi Scienza si è ampiamente occupata, unica testata italiana a dare un resoconto completo.

Per fortuna i ricercatori non sono sempre soli a difendere il valore della ricerca. Sono di ieri le parole del Presidente Napolitano che sprona a fare di più in questo settore, nell’istruzione e nella formazione, a investire nella ricerca perché è nella ricerca avanzata che sta il futuro di un paese moderno.

Speriamo quindi che la Notte dei ricercatori 2010 non si debba leggere come la Notte della ricerca (italiana), metafora dell’incombere di un periodo buio, dove la scienza viene relegata ai margini della società, senza adeguati finanziamenti e riconoscimenti. Dove i giovani ricercatori, dotati e intelligenti, sono costretti a migrare in giro per il mondo per trovare una risposta adeguata alle loro aspirazioni.

L’appuntamento è nelle piazze italiane di Albenga, Alessandria, Biella, Bologna, Bolzano, Cascina, Cesena, Cuneo, Faenza, Ferrara, Frascati, Genova, Modena, Novara, Palermo, Pisa, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verbania, Vercelli,  e in altre 250 piazze europee di 33 paesi diversi.

Su questo sito le informazioni sulle iniaziative italiane, qui invece per quelle a livello europeo.

1 Commento

  1. Speriamo che si faccia qualcosa… per esempio invece di tagliare i soldi alla ricerca… vendere una villa di Berlusconi 😀

    Per il momento al Politecnico di Torino sono molti gli insoddisfatti.

    Fin quando alla guida del paese si avranno solo uomini d’affari… non c’è speranza che le cose vadano meglio in futuro. Bisognerebbe dare più valore alla voce di chi realmente fa la forza di una popolo.

    Purtroppo il futuro che viene offerto ai giovani ricercatori è un futuro da barboni 😀

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: