AMBIENTE

Il più imponente sversamento petrolifero della storia

AMBIENTE – Non è così. È molto peggio. E purtroppo non ci sono fonti certe per dire quanto peggio. Di cosa stiamo parlando? Della quantità di greggio fuoriuscita nel Golfo del Messico a partire dal funesto 20 aprile 2010, data in cui si è verificata l’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

Una stima però viene ora pubblicata su Science da due scienziati americani della Columbia University: 4,4 milioni di barili di petrolio fuggiti nel Golfo del Messico, uno sversamento pari a circa quattro piscine olimpioniche di petrolio al giorno. E in questo valore è già incluso il petrolio che la BP sostiene di aver sottratto alla fuoriuscita dal pozzo sul fondo del mare (ovvero circa 800 mila barili).

Per giungere un simile dato i geofisici marini Timothy Crone e Maya Tolstoy hanno analizzato due spezzoni di video ad alta qualità che riprendevano la falla sottomarina della BP. La tecnica utilizzata si chiama “velocimetro ottico del pennacchio’ ed è stata originariamente concepita per studiare la velocità di fuoriuscita dei fluidi presso le aree vulcaniche dei fondali oceanici.

Questo tipo di indagine si basa sulla conversione delle immagini bidimensionali in aree volumetriche. Come? Il moto apparente del fluido misurato dal video viene convertito -mediante opportuni fattori- nella velocità media di fuoriuscita; conoscendo la grandezza dell’area di sversamento si ottiene quindi il volume totale.

“La chiave della tecnica” ha affermato Crone alla BBC News “risiede nei fattori di conversione, ottenuti a partire da un cospicuo lavoro sperimentale in laboratorio”. Un altro presupposto fondamentale, continua Corne, risiede nel riconoscimento che non tutta la fuoriuscita di fluido consiste in petrolio. Al contrario, quest’ultimo conta per il 40%, essendo il resto gas e acqua.

Il valore ottenuto dai due geofisici è comparabile alla stima ufficiale resa calcolata dal team di scienziati appositamente incaricati dal governo federale.

Non si tratta però dell’ultima parola in materia. Sono gli stessi autori, Crone e Tolstoy, a considerare le proprie indagini preliminari, con scarti di errore fino al 20%. Solo un fatto è ormai certo. Si tratta del più imponente sversamento petrolifero in mare della storia.

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