COSTUME E SOCIETÀCRONACA

Il carbonio protagonista anche del Nobel per la chimica

Assegnato il terzo Nobel di questa’anno, che premia gli studi sulla chimica organica

COSTUME – La vera star dei Nobel quest’anno sembra essere il carbonio: ieri il premio per la fisica è andato agli inventori del grafene (un materiale formato da uno strato sottilissimo di atomi di carbonio), e oggi quello per la chimica è andato a Richard Heck, dell’Università del Delaware, Ei-ichi Negishi della Purdue University e Akira Suzuki dell’Università di Hokkaido per gli studi sulle reazioni di accoppiamento incrociato tramite palladio catalizzatore in chimica organica. Sul sito del Premio Nobel si legge che la prestigiosa onorificenza è stata assegnata ai tre per aver sviluppato nuovi e più efficienti modi di legare insieme gli atomi di carbonio per creare molecole complesse che stanno migliorando la nostra vita quotidiana.

I tre sono autori di tre diverse reazioni (che portano tutte il loro nome) scoperte in maniera del tutto indipendente gli uni dagli altri, tutte basate sull’uso del palladio come catalizzatore. Heck ha sviluppato la reazione che porta il suo nome a partire da studi che risalgono alla fine degli anni 60 (la reazione è talvolta chiamata di Mizoroki-Heck) e ha continuato a migliorarla per tutta la vita. Gli studi di Negishi risalgono agli anni 70 come anche quelli di Suzuki.

Le reazioni in questione permettono di legare gli atomi di carbonio ad altri atomi a formare a formare molecole organiche utilizzate i molti campi diversi, (farmacologico, medico, ecc.). Il carbonio è alla base di tutte le molecole di origine organica e per questo un modo efficiente di creare legami di carbonio è vitale nella chimica organica.

Raggiunto al telefono durante la conferenza stampa Ei-ichi Negishi – ancora piuttosto intontito a dire il vero – ha confessato candidamente che stava ancora dormendo, ma di esser e molto felice della telefonata. Tutti e tre hanno già confermato che saranno a Stoccolma in dicembre per ritirare il premio.

Che dire: congratulazioni ai tre. Nel frattempo ancora nemmeno una donna è stata premiata quest’anno, staremo a vedere i prossimi.

Una breve considerazione sul fatto che esista ancora un premio Nobel per la chimica (in senso puro). Questa scienza molto popolare fino alla metà del secolo scorso, è caduta piano piano in secondo piano (soprattutto rispetto all’onnipresente e quasi onnisciente sorella maggiore, la fisica). Negli ultimi decenni poi la chimica ha avuto un notevole ruolo ancillare nei confronti della biologia (biochimica).

C’è almeno un luogo però dove la chimica è ancora regina: l’immaginario dei bambini. Diverse ricerche hanno infatti confermato che se si chiede a un bambino di disegnare o immaginare uno scienziato lo stereotipo preferito è proprio quello del chimico: camice bianco, alambicchi e provette, reazioni chimiche e grandi esplosioni. Da dove arriva quest’immagine? Probabilmente la dobbiamo a film, fumetti e  cartoni animati che veicolano ancora un immaginario un pochino datato…

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

4 Commenti

  1. [… gli uni dagli altri, tutte basate sull’uso del carbonio come catalizzatore. …]
    Mi permetto di correggere un refuso, “carbonio” va sostituito con “palladio”.

    Sono perfettamente d’accordo, la chimica viene sempre più bistrattata, è di norma associata a puzze, inquinamento e esplosivi da mad scientist.

    Sarebbe proprio ora di una piccola riscossa, no?

      1. La chimica non ha un ruolo ancillare rispetto alla biochimica, semmai ne è la madre. Dalla chimica organica razionale alla biochimica moderna il dado è stato segnato dai premi Nobel Pauling,Watson, CricK e. Due chimici ed un fisico che hanno indicato la via per capire il concetto di “vita”.
        Sono contento per loro. Un premio Nobel non viene per caso , lo dico a tutti gli studenti che leggeranno queste poche righe , ma consiste di notti e giorni con un pensiero fisso, con la paura che ciò che hai intuito mai si realizzerà pienamente o che qualcuno giunga al traguardo prima di te. Una reazione che non riesce, le quantità che hai pesato sono errate, e rifai l’esperimento. Tenta e ritenta non una ma cento mille volte, poi vedi che è vero, il tuo “pensiero” era corretto ed allora sei felice come un bambino. Newton che ha scritto la formula della “Gravitazione Universale” diceva :mi sembra di essere stato proprio come un bambino che gioca sulla spiaggia e di tanto in tanto si accorge di una pietra più levigata , più luminosa delle altre”.
        Un scienziato illuminato ha un senso in più , una maggiore creatività derivata dal lungo tempo speso per studiare, per pensare, per riflettere.
        La chimica ha una bellezza ed una razionalità intrinseca che pochi hanno la fortuna di poter apprezzare.
        Coloro che grazie al tempo UTILE speso tra mille formule hanno ricevuto questo premio certamente saranno anche persone migliori.
        .

  2. Finchè nella scuola italiana la Chimica sarà insegnata da non-chimici sarà sempre considerata non più che uno strumento funzionale ad altre discipline e non una Scienza con una propria e del tutto originale impostazione, formativa almeno quanto la Fisica.
    Chi si vanta di essere artefice di riforme scolastiche epocali dovrebbe meditare……………….

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