POLITICA

Le ragioni della protesta

POLITICA – Rinviata a venerdi la discussione del disegno di legge sulla riforma dell’assetto universitario proposto dal ministro Gelmini. La riforma da mesi desta le preoccupazioni di ricercatori, docenti e studenti (ed è notizia di ieri che anche la Ragioneria generale dello Stato ha appurato che non c’è la copertura finanziaria su diversi punti, soprattutto quello che prevede l’assorbimento del personale  docente attualmente precario, per questo motivo la discussione alla camera prevista a partire da oggi è slittata dopo la fine della sessione di bilancio). Da mesi si stanno moltiplicando le azioni di protesta, culminate nelle scorse settimane nell’astensione all’insegnamento di più di metà del personale docente (oltre 10.000 individui) e nell’occupazione iniziata qualche giorno fa (da parte di studenti e docenti) in varie facoltà in tutta Italia. Studenti, ricercatori e docenti della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Trieste hanno autoprodotto questo video per spiegare le ragioni della protesta. Li pubblichiamo volentieri.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. Lasciamo perdere che al PoliTo hanno pure scritto con le bombolette sui muri. Capisco che si deve protestare, ma allo stesso tempo avere rispetto per gli spazi in cui si studia. Si può benissimo protestare pacificamente.

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