CRONACA

Un caffè con il Nobel

Ascolta l’intevista al premio Nobel David Gross

NOTIZIE – Da Lunedì scorso il Centro Internazionale di Fisica Teorica ICTP di Trieste sta celebrando il 45° anniversario dalla fondazione. Le celebrazioni culminano oggi con l’assegnazione della medaglia Dirac, prestigioso premio assegnato ogni anno a uno scienziato che lavora nel campo della fisica o della matematica. Molti gli ospiti illustri presenti.

OggiScienza ne ha approfittato per scambiare due chiacchiere davanti a un caffè con David Gross, premio Nobel per la fisica nel 2004 per i suoi lavori sulla forza nucleare forte.

Professor Gross, qual è l’influenza l’ICTP nel mondo della ricerca in fisica?

Rispetto alla sua missione iniziale l’ICTP è stato davvero innovativo. Nessuno prima aveva mai affrontato le necessità di cui si è occupato l’ICTP. Grazie al premio Nobel ho avuto l’occasione di viaggiare molto e incontrato molti scienziati in tutto il mondo  e sono colpito dal numero di persone la cui vita è stata radicalmente cambiata e la cui introduzione alla fisica moderna è avvenuta attraverso l’ICTP. Negli Anni ‘60 poi non esistevano molti posti dove le persone potevano incontrarsi e discutere. L’ICTP ha giocato un ruolo enorme, credo.

Secondo lei la scienza è ancora popolare nel pubblico o sta in qualche modo prevalendo la diffidenza?

In passato c’erano dei paesi in cui molti giovani volevano diventare scienziati, in parte perché non vi erano molte altre opportunità. Oggi è interessante sentire persone per esempio dall’ex Unione Sovietica, Cina  o India lamentarsi del fatto che non ci sono più tanti giovani interessati alla scienza, perché preferiscono rivolgersi ad altri campi come la finanza o l’economia, per esempio. Questo accade perché i giovani hanno molte opportunità in più.

Penso comunque che il numero di persone brillanti e che sono determinate a studiare materie scientifiche è sufficiente. Quello che è un po’ deprimente è il problema dell’educazione inferiore, quella precedente a quella universitaria, nei paesi sviluppati. Una volta questa era eccellente. Il problema che i paesi occidentali (Stati Uniti, UK, Germania…) è quello di riuscire  a motivare le persone con capacità scientifiche a continuare questi studi a livello universitario – i ricercatori non sono pagati abbastanza o non sono abbastanza rispettati nella società -. Molte persone rinunciano alla scienza a causa di cattivi insegnanti. Questo è un problema che si può curare.

Ma le persone più in gamba, che sono quelle che portano dei veri avanzamenti nella scienza possono sopravvivere ai cattivi insegnanti. Io sesso non ho mai avuto un buon insegnante in fisica, ma ho imparato molto presto che non c’è bisogno di buoni insegnanti. Ci sono i libri e oggi anche internet. La gente che conta davvero impara a sopravvivere ai cattivi insegnanti e sistemi educativi. Ma perdiamo comunque un sacco di gente che viene scoraggiata dallo studiare matematica  o scienze semplicemente perché la loro curiosità naturale è soppressa dagli insegnati scadenti e in realtà imparano a odiare la matematica

Ieri durante il suo intervento ha detto che i grandi progetti scientifici, come LHC per esempio, non saranno più realizzabili nei prossimi 25 anni. Dipende dalla crisi globale o ci sono altri motivi?

Non ho detto che non potranno più essere realizzabili, ma che potrebbe essere così.  Con l’avanzare di tecnologia e scienza cresce anche la nostra abilità di fare cose più in grande  e meglio. La dimensione della Big Science non è determinata da quello che possiamo fare, ma da quello che dobbiamo fare per scoprire certe leggi della natura. Il problema è imposto dalla natura. Nella fisica fondamentale per esempio ci troviamo di fronte all’enormi disparità, differenze, nella scala delle energie e delle distanze

L’LHC è il più grande strumento scientifico mai costruito. Ci sono voluti 15 anni per costruirlo, miliardi di euro di investimento, gli esperimento coinvolgono 2000 persone… Iniziamo ad arrivare a dimensioni che  approssimativamente si avvicinano allo stesso ordine di grandezza del  PIL o della dimensione della popolazione mondiale e della durata della vita umana. Ci si comincia a chiedere quando queste due scale potrebbero divergere, cioè quando le energie di cui abbiamo bisogno per rispondere a certe domande fondamentali saranno al di fuori della nostra portata.

Un esempio che può far capire facilmente come qualcosa può essere al di fuori della nostra portata è la possibilità di viaggiare fino a un’altra stella: sarebbe bello poter vistare e mandare astronavi verso un’altra stella ma la scala di questa impresa è stabilita da basi fisiche ben note ed è semplicemente fuori dalla nostra portata. Il tempo che richiederebbe è molto più grande della durata della vita umana. Le risorse e l’energia richieste sono troppo grandi. Lo stesso limite potrebbe esser raggiunto per altre domande sulla natura dell’universo e sulla natura delle forze fondamentali.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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