mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Come gli uccelli

NOTIZIE – E se gli aerei fossero più simili agli uccelli? Secondo quanto osservato da Geoffrey Spedding, ingegnere della University of Southern California e Joachim Husseyn, della Norhtwest University in Sud Africa, un veivolo che imitasse maggiormente la forma degli uccelli risparmierebbe carburante.

I due ingegneri hanno reso pubblici i risultati delle loro ricerche qualche giorno fa al meeting della American Physical Society Division of Fluido Dynamics. La singolarità della ricerca è che Spedding e Husseyn non cercavano di capire se la forma “a uccello” fosse conveniente per gli aerei. Invece cercando la forma più opportuna (che massimizza la portanza minimizzando la resistenza aereodinamica, per una migliore resa energetica) sono arrivati ad avere in mano (anzi sullo schermo del computer) un modellino che assomigliava proprio a un uccello.

I ricercatori hanno costruito un semplice modello di aereo modulare in tre configurazioni: una semplice ala volante (e basta), ali più un corpo e infine ali, corpo e una piccola coda. Il primo modello (semplice ala) è idealmente il migliore per quel che riguarda l’efficienza energetica, ma assolutamente impraticabile per il trasporto di merci e passeggeri. Il terzo modello (ala, corpo e coda) è risultato dunque il migliore a scopi pratici. La coda infatti serve per minimizzare i disturbi aereodinamici creati dalla presenza del corpo.

I due scienziati ora ritengono che questo tipo di design vada approfondito con ulteriori studi. Se si provasse efficace e praticabile dal punto di vista commerciale potrebbe aiutare a  risparmiare molto carburante (e molta anidride carbonica immessa nell’atmosfera). Gli aerei infatti sono fra i veivoli meno sostenibili.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: