mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

L’OMS prova a mettere ordine nelle medicine tradizionali

NOTIZIE – In tanti paesi al mondo la popolazione si rivolge tutt’oggi in maniera massiccia alle cosiddette medicine tradizionale: pratiche di vario genere che provengono dalla tradizione culturale più o meno locale intese alla cura di varie malattie. Talvolta queste medicine sono usate insieme alle terapie mediche convenzionali, talvolta in alternativa. Talvolta addirittura data la carenza del sistema sanitario di certi paesi molto poveri rappresentano l’unica strada terapeutica possibile.

Che ora l’OMS voglia stilare una classificazione rigorosa (anche e soprattutto sotto il profilo scientifico) appare dunque molto sensato. Questa classificazione conterrà gli standard statistici, unitari e globali, sugli approcci tradizionali (rimedi a base di erbe, agopuntura, moxibustione, terapie manuali, come vari tipi di massaggio, esercizi e altro ancora). La International Classification of Traditional Medicine (ICTM) andrà ad aggiungersi ad altre classificazioni usate dall’OMS per comparare le pratiche sanitarie nel mondo, come la Classificazione internazionale delle malattie e altri standard.

“La standardizzazione potrà migliorare la sicurezza dei pazienti identificando i trattamenti tradizionali e le combinazioni di terapia tradizionale e convenzionale che potrebbero avere effetti avversi. Dall’altro lato i dati potrebbero indicare rimedi per i quali vale la pena di fare ricerche più approfondite.”

Il compito non sarà semplice. Berirhan Ustun, che dirige questo progetto di classificazione, ha spiegato che vista la carenza di informazioni standardizzate, la medicina tradizionale finisce spesso “neulla faccia oscura delle pratiche sanitarie”. ICTM dovrebbe portare questi approcci tradizionali “sotto luce della scienza”. E probabilmente ne escluderà qualcuna, se non dovesse dare risultati scientifici riscontrabili, suppongo. L’OMS spera di completare questo lavoro di classificazione entro il 2014.

Ora sono curiosa di vedere, dopo questa notizia, quante aziende e associazioni nel campo delle medicine tradizionali (specie nel nostro paese) proclameranno a lettere maiuscole “L’OMS SDOGANA LE MEDICINE TRADIZIONALI”, anziché dire “L’OMS testa scientificamente le medicine tradizionali per valutarne la reale efficacia”. Apriamo le scommesse?

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. E’ una notizia che accolgo con grande rabbia e tristezza. Ora si dovranno sacrificare nuovamente migliaia di animali per ri-testare medicine e metodiche già, teoricamente, testate.
    Utopisticamente parlando mi auguro che si faccia ricorso ai metodi alternativi, ma è chiaro che finchè la salute e la farmacologia saranno principalmente una questione di soldi, saranno sempre i più deboli, le creature che non possono parlare, a rimetterci.

    Tutti si dovrebbero rendere conto che tra gli sperimentatori, i vivisettori e gli aguzzini dei lager nazisti non c’è nessuna, proprio nessuna differenza!!!

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