mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Haiti: un piano di prevenzione dei danni del terremoto

A quasi un anno dal tremendo terremoto del 12 gennaio 2010, è stato presentato un piano delle Nazioni Unite per accrescere la capacità di affrontare un evento simile con maggiore consapevolezza scientifica e personale specializzato.

NOTIZIE – Ancora oggi gli haitiani soffrono per le conseguenze della scossa di 15 secondi che il 12 gennaio 2010 ha devastato l’isola e ha causato 250.000 morti e una perdita di circa 8 miliardi di dollari, superiore al prodotto interno lordo dell’intero paese.

Il rischio a cui sono sottoposti gli haitiani non è ovviamente scomparso. Haiti si trova su una faglia, dove si incontrano due placche che si muovono l’una verso l’altra a circa 20 millimetri all’anno. È una zona instabile e di terremoti ne capiteranno altri. A questo si devono aggiungere la povertà del paese, le infrastrutture fatiscenti, la scarsa preparazione.

Ecco perché un gruppo di ricercatori guidato da Eric Calais sta conducento una ricerca per conto delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio sismico ad Haiti.

Innanzitutto è stata costruita una mappa del rischio sismico di Haiti, e in generale di tutta l’isola Hispaniola, utilizzando i dati esistenti sulle linee di faglia dell’isola per calcolare il tempo necessario affinché la tensione raggiunga di nuovo il livello di guardia in seguito allo scorrimento delle placche tettoniche. Insieme a questi dati sono state raccolte anche informazioni sul tipo di terreno di una parte dell’isola e sulla sua capacità di amplificare le vibrazioni. Questo permetterà agli ingegneri di calcolare lo stress a cui saranno sottoposti gli edifici per i prossimi 50 anni. Prossimamente verrà mappato anche tutto il resto dell’isola.

È stato anche migliorata la rete di rilevamento con tre stazioni sismiche nuove e dieci accelerometri: prima del terremoto ad Haiti c’era un unico sismometro installato in una scuola e utilizzato come strumento didattico.

Ma la cosa più importante del progetto è la formazione di personale locale in grado di analizzare e comprendere i dati. Non ci sono sismologi ad Haiti e c’è un solo ingegnere geotecnico… chiaramente non basta. È partito quindi un programma di formazione e i primi due studenti di ingegneria civile hanno cominciato la loro specializzazione in sismologia grazie ai finanziamenti di una fondazione. E altri seguiranno, per dotare l’isola delle capacità tecniche e scientifiche per affrontare il rischio insito nella terra su cui abitano. Un rischioche non si può eliminare ma si può imparare a gestire minimizzando gli effetti negativi.

Il rapporto è stato presentato nella recente conferenza dell’American Geophysical Union e si può scaricare nella versione completa qui. Molte informazioni su Haiti e sulla sua conformazione geologica sono a disposizione sul sito di Eric Calais.

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