AMBIENTE

L’odore che non piace alle mosche

File:Catnip-blossom.jpgCRONACA – L’erba gatta (Nepeta cataria) potrebbe far felici cavalli e mucche di tutto il mondo. Un articolo pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che la pianta ha un forte potere repellente verso le mosche Stomoxys calcitrans che, negli Stati Uniti, causano danni per 2 miliardi di dollari agli allevamenti industriali di bovini.

Di fatti quelle mosche infliggono alle loro vittime dolorose punture allo scopo di succhiare il sangue e sono vettori di alcune malattie, a volte fatali, o abbassano la produttività del bestiame. Non solo in termini di quantità ma anche di qualità: una mucca stressata produce un latte meno saporito e batteriologicamente meno puro.

Gli insetticidi usati negli allevamenti intensivi sono inefficaci o maltollerati dal bestiame. I ricercatori del National Center for Agricultural Utilization Research, di Peoria nell’Illinois, hanno ipotizzato che l’essenza di erba gatta (prende il nome comune dal fatto che è un irresistibile “attrattore” per via della presenza di un terpene che ha lo stesso effetto dei feromoni felini) il cui effetto dissuasivo su mosche domestiche, zanzare e scarafaggi era già noto, potesse tenere a bada anche le mosche del bestiame.

Junwei Zhu e i suoi colleghi hanno così preparato dei pellet fatti con olio di erba gatta, paraffina usata come addensante, e soia e li hanno distribuiti negli allevamenti. In pochi minuti il 99% delle mosche si sono allontanate, e l’azione repellente è durata circa tre ore. Ora si tratta di prolungarne l’effetto affinché si possa pensare di avviare una produzione industriale.

Gli allevatori italiani ne sarebbero certamente contenti, anche se l’Italia è un importatore netto di carne bovina, latte e derivati.

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