IL PARCO DELLE BUFALE

L’adulatore – II

IL PARCO DELLE BUFALE – Nel suo articolo dell’8 gennaio 2011 sul web della Stampa, il professore a contratto di omeopatia all’università di Torino Alberto Magnetti, docente da vent’anni della materia, riconosce ormai a Stefano Dalla Casa di averla definita come egli meglio non avrebbe saputo. A nome del collega e dell’editore SISSAMedialab, la custode ringrazia il prof. Magnetti per aver

  • rispettato le norme dei Creative Commons sull’utilizzo dei materiali di OggiScienza;
  • ricopiato pari pari la dicitura della custode che nel nuovo contesto promuove il dott. Dalla Casa a esperto di omeopatia, procurando alla redazione un LOL che la solletica tuttora;
  • scritto nel suo commento, a proposito della mezza cartella del dott. che si era attribuita

Ho ricevuto quei dati senza origine (…)

Excusatio non petita e interessante. “Quei dati” non possono essere arrivati al professore motu proprio, ha ragionato la custode esperta di latinorum. Era appena passata la Befana e glieli avrà messi nella calza. Forse ce n’era più di una, ha ipotizzato il dott. honoris causa in omeopatia e solitamente bicalzato.

Il 30 aprile 2009 su Newsletter Homeobel, infatti, il dott. Massimo Saruggia scriveva:

(…) l’intervento di Luc Montagnier intitolato: “Nano elementi dai microrganismi”. L’inizio della conferenza è fulminante. “Questa conferenza è un omaggio a Jacques Benveniste… I miei studi sul virus dell’AIDS mi hanno portato ad avvicinarmi alle sue idee”. Montagnier poi spiega: “Quando una sospensione di micoplasmi è filtrata attraverso filtri di porosità compresa tra 20 e 100 nm (notevolmente più piccoli della taglia media dei micoplasmi), il filtrato ottenuto è apparentemente sterile se coltivato in un terreno sintetico o analizzato con PCR DNA. Ma se il filtrato sterile è posto in incubazione con linfociti T umani (precedentemente testati come indenni da infezione da micoplasma), dopo due o tre settimane si osserva la ricomparsa di micoplasmi con tutte le loro caratteristiche, anche se il filtrato è portato alla milionesima diluizione“. L’interpretazione del fenomeno che Montagnier propone è che le nano strutture che esistono nel filtrato contengono ciascuna un frammento dell’informazione genetica e possono in questo modo ricostruire l’insieme del genoma infettivo con l’aiuto delle cellule eucariote.
Questa ipotesi ha spinto Montagnier a studiare la natura di queste nano strutture e così a scoprire un altro fenomeno curioso: la generazione di onde elettromagnetiche a bassa frequenza (tra 1.000 e 5.000 Hertz) da parte di specie batteriche e di virus in diluizioni acquose appropriate. Batteri patogeni classici come coli, stafilococchi, streptococchi, micoplasmi ed alcuni virus sono sorgenti di queste strutture che emettono segnali elettromagnetici. I segnali sono quasi tutti simili, anche se una analisi più raffinata rivela differenze di specie. Il plasma di persone cronicamente infette dagli stessi agenti patogeni emette segnali simili.
Quale eco hanno avuto queste riflessioni sorprendenti: l’omissione come tagliente arma di disprezzo.

L’8 gennaio 2011 sulla Stampa, il professor Magnetti copiava


Senza diluizionevirgolette né fonte.

10 Commenti

  1. Chi di Google ferisce di Google perisce, come capita spesso di dire agli studenti sbarbatelli quando consegnano tesi e tesine che piacerebero tanto a William S. Burroughs …

    Anzi, ora che ci penso, non è che questi editoriali pmeopatici sono per caso frutto del lavoro incontrollato (e, nel caso, non riconosciuto bis) di qualche laureando o studente, poi vergato e rimandato nel rutilante mondo della comunicazione odierna dal capo, che li “riceve senza fonte”?

  2. @jolek
    e uno intestato al dott. Dalla Casa? Sarebbe così fiero…

    @meristemi
    “incontrollato” di certo. Che sia una vendetta dell’oppresso/a?

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