SPORT

Anche gli sci diventano “smart”

Un piccolo dispositivo montato sugli sci può trasformarvi in professionisti. Forse.

SPORT – Molti di noi probabilmente hanno montato sul manubrio della propria bici un contachilometri digitale che, si sia o meno degli agonisti, ci permette di valutare un po’ i nostri progressi e le prestazioni del nostro mezzo. vLink, inventato dall’ex-ingegnere della Hewlett Packard  Richard Kirby, fa la stessa cosa per gli sci, anche se la tecnologia utilizzata è un po’ più raffinata.

Il dispositivo si monta sul dorso degli sci. Un sensore ottico, simile a quello dei mouse, registra durante la discesa la posizione dello sci, cioè rileva rollio, beccheggio e imbardata (oltre alla velocità).

Lo sciatore è aggiornato in tempo reale sul cambiamento di questi parametri attraverso un dispositivo wireless collegato a un paio di auricolari. Il dispositivo, delle dimensioni di un lettore Mp3 e che si porta appeso al collo, registra anche in una memoria tutti i dati della discesa.

Quindi non solo lo sportivo si può correggere in corso d’opera, ma successivamente ha la possibilità di scaricare su computer il dettaglio delle proprie prestazioni.

vLink è usato dal 2007 a livello professionale dal team sciistico degli Stati Uniti, ma con 750 dollari (circa 550 euro) chiunque può provare questo allenamento ad alto contenuto tecnologico.

Non è finita qui però.

Ogni sportivo sa quanto conta che i propri attrezzi siano personalizzati, non (solo) per un fatto “affettivo” ma perché ogni stile e ogni fisico è diverso dall’altro. L’azienda produttrice di sci Wagner ha deciso di utilizzare vLink appositamente per questo scopo.

Il cliente può decidere di acquistare un paio di sci nuovi fiammanti con vLink già montato. Durante l’utilizzo, l’apparecchio raccoglie dati che successivamente la Wagner può analizzare con i propri software e utilizzare per personalizzare al massimo gli sci.

L’azienda, con un gergo quanto meno un po’ fuori dalle righe, afferma che la sua filosofia è definire il “DNA” di ogni sciatore in modo da potergli costruire prodotti realmente su misura.

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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