IL PARCO DELLE BUFALE

10:23 – Caramelle

OMEOPATIA – Tutti vorremmo far prendere agli altri i nostri rimedi alternativi, un grog contro il raffreddore, ma a nessuno di noi vien in mente di dare saccarosio in pillole o 6 gocce d’acqua tre volte al dì a un bambino deidratato dal colera, vero? Vero?

Volontari arrivano ad Haiti per fare proprio quello, sono di Homeopathy World Community o di Homeopathy without Borders North America. L’Organizzazione mondiale della sanità e le altre Ong umanitarie li tengono lontani dai propri ospedali, così costruiscono ambulatori con a fianco la scuola infermiere. Locali puliti, arieggiati, niente strumenti complicati e minacciosi, niente corsie dall’odore acre, niente ricoveri. Posti allegri, con i giocattoli, una piccola foresteria per ospitare chi è venuto da lontano e riparte l’indomani. Ce ne sono in Bolivia, Sri Lanka, India, ex-Jugoslavia, Africa subsahariana, senza contare le iniziative individuali.

D’altronde mettetevi nei panni di una madre in Kenya o in Tanzania o in un altro paese dove ricorrono malattie tremende. I vaccini fanno venire un po’ di febbre, i farmaci hanno effetti collaterali. Magari ci vogliono varie iniezioni, il vostro bambino ne vede altri piangere, ha paura. La pillolina dolce gli piace molto invece, sorride, ne vuole ancora. Tornate a casa felici tutti e due, adesso è protetto o domani sarà curato dalla malaria, dalla meningite fulminante, dalla schistosomiasi, dall’AIDS…

No. Eppure sorrideva, come la giovane dottoressa tanto carina, e gli avete dato la medicina nuova. Non quella di un’agenzia dell’Onu o di Medici senza frontiere, vecchia, mandata in Africa perché i ricchi non la usano più. Con i vostri occhi, sui muri dell’ambulatorio avete visto grandi foto a colori, vetrine di farmacie a New York, Berlino, Londra, tutte omeopatiche. Se sta male, deve essere per colpa vostra, o del destino, quella medicina è migliore che ci sia.

Adesso chiedete a un omeopata italiano se prescrive i propri rimedi come profilassi, prevenzione o terapia contro infezioni da virus o da vermi, tumori, ferite da mina anti-uomo, neurodegenerazioni o malattie tropicali che non vorremmo ci rovinassero la vacanza. Mai e poi mai. Nessun omeopata al mondo. In questi casi vi consiglia di rivolgervi alla medicina “moderna” che però disprezza e si sforza di cambiare. Il fatturato aumenta infatti, insieme agli omeopati che portano al terzo mondofarmaci di prima classe” e sofferenze evitabili. A volte lo fanno per soldi, come i promotori mandati da una multinazionale ad aprirle “nuovi mercati”. Più spesso per la stessa rivolta contro l’ingiustizia che spinge noi a impegnarci in altre Ong. La dottoressa è ambientalista, no-global, vegetariana, pacifista. Saremmo amiche se quel bambino potesse sorridervi ancora.

43 Commenti

  1. Però, o scrivi in quali casi è stato prescritto inappropriatamente un rimedio omeopatico- come scrivi tu stessa i medici omeopatici sanno quali disturbi non si possono combattere con i loro rimedi- quanti bambini sono morti per questo, e dove, etc, oppure è la solita variopinta accusa anti omeopatia senza la benchè minima base..che poi con tutto quello che arriva nel Terzo Mondo dalle multinazionali farmaceutiche, il nemico da battere sia proprio un manipolo di omeopati, mi sembra strano..se non ti conoscessi bene direi che parla l’interesse delle farmaceutiche più che il buon giornalismo..però ti conosco e allora proprio non capisco

    1. Qualche approfondimento:
      http://www.ratbags.com/rsoles/comment/homeopathywho.htm

      per Sylvie
      ho trovato un articolo (o meglio un’analisi di tre articoli) sul trattamento omeopatico della diarrea infantile (in associazione a una corretta reidratazione) che promette una riduzione significativa dei tempi di guarigione.
      http://journals.lww.com/pidj/Abstract/2003/03000/Homeopathy_for_childhood_diarrhea__combined.5.aspx
      Io però ho solamente accesso all’abstract e non ho le competenze necessarie per giudicarlo.

      1. @Paola
        sono prescritti e somministrati per tutte le malattie citate, inoltre:
        Kenya: cliniche Sheer & Rwegasira, malaria
        Etiopia: Amma Resonance Healing Foundation, AIDS
        Ghana: Senya/Tamale Homeopathy Project, AIDS
        Botswana: Maun Homeopathy Project, diarree

        In India ce ne sono circa mille e curano qualunque malattia, comunque definita, tumori compresi. Nessuna fa rapporti sui pazienti all’Organizzazione della mondiale della sanità che non le ha autorizzate, né può autorizzarle senza smentire le proprie raccomandazioni (solo terapie comprovate). Per le vittime ci sono solo i dati delle Ong autorizzate sui rari pazienti che hanno ricoverato dopo cure omeopatiche. Così sappiamo di bambini morti di malaria in Pakistan e di colera ad Haiti, ma non quale percentuale rappresentano.

        La mia non è un’indagine, ma una denuncia come quella che avevo fatto altrove per i farmaci contraffatti quando BigPharma teneva segreto il suo data-base invece di condividerlo con l’OMS. Con Action Aid denunciamo gli scandali di Big Pharma nei paesi poveri, ne trovi sul mio blog. Perché non ci aiuti anche tu a esigere ricerche, esperimenti clinici, dati di mortalità da Homeopharma e a denunciarne gli abusi?

        @Francesco
        Grazie anche per il paper, lo conosco bene perché l’anno dopo in Honduras Jennifer Jacobs et al. non sono riusciti a riprodurre i propri risultati. Ne erano usciti un paio d’altro, ma gli autori né altri li hanno rifatti con protocolli corretti: http://www.mayoclinicproceedings.com/content/82/1/69.full

    2. No, facci vedere TU uno STUDIO SERIO dove si dica che l’omeopatia funziona.
      Perchè di studi che dicono che NON FUNZIONA è piena la rete, e solo i siti di fuffa pseudo-naturale insistono (SENZA PROVE) che è efficace.

      E, ovviamente, ci sono fior di testimonianze su “naturopati” che se si ammalano di cancro CORRONO dal medico oncologo e non usano i propri intrugli.

      Altrove

      1. scusa tanto, qui non si tratta di valutare in generale l’omeopatia ma di documentare accuse precise e gravi..non sono io che dico che i medici omeopati fanno morire i bambini del terzo mondo, ergo non sono io che devo fornire la documentazione ..il resto è solo pessimo giornalismo

  2. Sylvie qualunque studio ti segnalassi diresti che è scorretto o incompleto o non definitivo..questa non è più scienza è una specie di guerra in cui ognuno si schiera dalla propria parte..e probabilmente non giova nè alle medicine alternative SERIE che esistono checchè tu ne pensi, ne alla medicina convenzionale SERIA…E francamente neanche al buon giornalismo ( è una denuncia e non un’indagine, quindi non servono fatti dati riferimenti? va bene…..

  3. @Paola,
    un’indagine del genere non può farla una giornalista da sola. Servono medici disponibili per mesi nei paesi campione, analisi, autopsie ecc. come per i farmaci contraffatti. Sono anni che i medici del terzo mondo chiedono all’OMS un’indagine, dei dati al posto dei propri “aneddoti”. Ma l’India non ci sta, allora neanche il Bangladesh, il Kenya neppure, allora neanche la Nigeria. Fine. Lo so che 7 bambini arrivati troppo tardi a Drouin in una settimana sono aneddoti. Secondo te, quanti devono essere prima che scriverlo sia giornalismo non dico buono, ma passabile?

    1. Mi sembra che le accuse siano semplici e facili da controllare: l’omeopatia non funziona, non ha mai funzionato, e prescriverla a gente con patologie gravi che non ha nessuno strumento per controllare se gli stanno prescrivendo qualcosa di valido o confettini di zucchero è grave tanto quanto prescrivere farmaci inefficaci perché scaduti. Certo, qui c’è la buona fede e lì il dolo, ma i risultati sono gli stessi.

  4. troppe parole in libertà……..mi chiedo ma quale giornalismo state praticando???
    Se volete scrivere solo mistificando la realtà senza avere la pur minima conoscenza dei fatti fate pure.
    L’omeopatia è una metodica seria se praticata da medici seri. Andate a documentarvi cosa succede in Italia in regione Toscana dove l’Omeopatia è riconosciuta dal SSRegionale insieme ad agopuntura e fitoterapia e in Europa andate a consultare il sito della Università di Berlino Charitè dove si fa ricerca e non solo…..negli USA esiste da molti anni un consorzio di circa 40 tra le più prestigiose università americane che si occupa proprio di studiare tutto l’ambito delle CAM, ovvero Complementary and alternative medicine…cliccate sul web e documentatevi
    Grazie dell’attenzione
    Ultima notizia che forse vi farà” rabbrividire” in questi giorni a Pitigliano si sta aprendo il primo Ospedale PUBBLICO di Medicina Integrata.

    Roberto Pulcri
    medico omeopata/agopuntore
    Docente di agopuntura e omeopatia Master Medicina Integrata Universita’ di Siena- Master Agopuntura Clinica Università Tor Vergata -Roma

    1. professor Pulcri, ha dei riferimenti a ricerche scientifiche condotte (in condizioni di controllo, in doppio cieco, con un campione statistico significativo, ecc) che ne dimostrino l’efficacia?

  5. @Roberto Pulcri
    Posso suggerirle di dare un’occhiata al post e ai siti dei suoi colleghi così s’accorge che non stanno in Toscana? E al sito del NCCAM-NIH che dopo 18 anni di ricerche insieme a “40 tra le più prestigiose università americane”, precisa:

    Most analyses of the research on homeopathy have concluded that there is little evidence to support homeopathy as an effective treatment for any specific condition, and that many of the studies have been flawed.

    Mentre s’informa, vuole che metta in sospeso il suo commento?

    @Paola
    Insinui che chi non elogia l’omeopatia è pagato da Big Pharma; siccome non denuncio esclusivamente le malefatte di Big Pharma, mi accusi di aver pregiudizi; in assenza di dati per confutare le informazioni, neghi che siano informazioni e mi accusi di non saper fare il mio mestiere. E va bene.
    Ma difendi gli omeopati del terzo mondo anche se le loro pratiche sono condannate dai loro colleghi italiani, e accetti che l’omeopatia abbia una deontologia per i ricchi e una di ricambio per i poveri. Da te non me l’aspettavo. Medicina tout court o alternativa, m’illudevo che almeno in questo caso saremmo state dalla stessa parte.

  6. Roba vecchia a ritrita. Sei leggermente incomprensibile, almeno per me che leggo di fretta – purtroppo – Per le mine non c’è medicina che tenga, naturale o omeopatica. Dove non c’è nulla provare con ogni rimedio non costa nulla, è una possibilità. Gli omeopati, non lo dimenticare, sono medici a tutti gli effetti. Certo l’omeopatia ha tempi lunghi e non si adatta ad ogni patologia o condizioni socio-economiche di povertà dove c’è bisogno di interventi economici, rapidi e risolutivi. Purtroppo questa è la realtà, anche se non piace. Io mi occupo di medicine alternative ma di fronte a certe patologie consiglio la medicina tradizionale. MI piacerebbe che l’omeopatia fosse praticata da medici preparati anche in Paesi poveri. Anche da noi le fasce più deboli della popolazione non possono permettersi cure alternative perchè costose rispetto alle tradizionali. Non hai scoperto l’acqua calda! Porti avanti pregiudizi e, come già detto da altri, mi pare campagna aperta per l’industria del farmaco (che non denigro perchè serve anche quello).
    Quoto l’intervento del Prof. Pulcri. Grazie!
    Prendete questo commento per quello che è: la mia opinione che, in quanto mia, è la mia verità. Non meglio o peggio di quella degli altri autorevoli commentatori

  7. Sylvie ho precisato che proprio perchè si tratta di te non ho nessun sospetto…non insinuo niente e non difendo nessuno, mi piacerebbe solo un atteggiamento più obiettivo e sereno,che non vedo, neanche nella risposta al medico omeopata….solo una domanda: se le notizie che riferisci ‘circa un uso scorretto dell’omeopatia nel terzo mondo sono fondate, secondo te come mai Big Pharma non le ha mai sfruttate per compromettere l’immagine dell’omeopatia nel mondo?

  8. @Luciana Ferri
    “roba vecchia e ritrita”: no, per es. la campagna per finanziare gli omeopati ad Haiti è appena iniziata
    – “gli omeopati sono medici a tutti gli effetti”: no, solo in alcuni paesi.

    Aiutami a capire:
    – “hai scoperto l’acqua calda…porti avanti pregiudizi”: nel senso che l’acqua non è calda o che non esiste?
    – “una campagna aperta per l’industria del farmaco”: pensi che dal 7 febbraio la SISSA sia finanziata da BigPharma?
    “quoto l’intervento del prof. Pulcri”: in che cosa è rilevante se a te come a me “piacerebbe che l’omeopatia fosse praticata da medici preparati anche in Paesi poveri”?

    “la mia opinione che, in quanto mia, è la mia verità”. Senz’altro, ma converrai che c’è una differenza tra la tua opinione (“roba vecchia” “gli omeopati sono medici” ecc.) e i fatti, e tra commentatori che forniscono informazioni corrette e scorrette.

  9. Gent.ma sig.ra Coyaud,
    peccato a non averla contattata giorni addietro…sabato 6 febbraio a Firenze ho partecipato ad un Convegno SCIENTIFICO sul CLINICAL AUDIT IN OMEOPATIA..con relatori UNIVERSITARI che si occupano di RICERCA ( COCHRANE)….e se desidera avere maggiori informazioni la invito a visitare il sito della società scientifica a cui appartengo.. SIOMI, e forse non sa neanche che è on line una rivista scientifica OMEO33 edita da Elsivier ( il massimo editor scientifico mondiale) in cui vengono riportati tutti i lavori di ricerca sull’Omeopatia…peccato che a Pitigliano, come le ha già accennato, grazie ad una Legge della Regione Toscana,( in Toscana l’omeopatia l’agopuntura e la Fitoterapia rientrano nella Sanità Pubblica ovvero sono rimborsabili come tutte le altre prestazioni mediche) stiamo facendo partire il primo Ospedale di Medicina Integrata che rappresenta un progetto pilota a livello internazionale per verificare l’INTEGRAZIONE tra modelli diversi ma non antitetici di terapia…e se vorrà informarsi sarà sufficiente venire a Pitigliano a trovarci dove io sarò in trincea dopo trent’anni di professione a lavorare in ambito pubblico insieme ad altri medici e comunque Le ricordo che comunque l’ultima parola spetta sempre al nostro unico vero referente… il malato.

    Io non so quali titoli abbia Lei per perorare una campagna denigratoria nei confronti dell’omeopatia, nè se è iscritta all’albo dei giornalisti, credo comunque che le medicine Complementari possono avere un ruolo nella cura di molti malati senza assolutamente nulla togliere alle competenze della medicina accademica.

    Roberto Pulcri

  10. Quando si scrive ci si espone ai commenti, che ti piaccia o no. Non ti trovo innovativa nei contenuti. Roba vecchia sono le argomentazioni, non le varie iniziative – vedi campagna Haiti – Grazie per l’analisi del mio testo. Mi spiace tu sia così permalosa e poco sicura delle tue teorie. MI sei stata comunque utile come spunto di riflessione. Ho voluto commentare per questo il tuo articolo.
    Con il riferimento all’acqua calda (ci ho messo un non di troppo) volevo proprio dire che non scrivi nulla di sensazionale o nuovo o sconosciuto. Scrivi una evidenza. Sempre mia opinione. Non dimostri nulla che già non si sappia. In questo senso lo scrivevo.
    Per il resto che posso dire? Preferisco le argomentazioni del Prof Pulcri (e anche la preparazione) rispetto alla tua. E’ una opinione valida solo in questo contesto. Non ti conosco e non ti giudico (non lo farei nemmeno se ti conoscessi). Credo che tutte le persone vorrebbero bravi medici omeopati e non all’opera in ogni latitudine terrestre. Si chiama uguaglianza, pari dignità. In effetti so che non in tutti i Paesi l’omeopata deve essere medico, come in Italia, ma credo che il piano di studi abbia ampie similitudini con il programma di studio di medicina. Scusa se ho rilanciato ma se mi sento presa in causa, in genere, rispondo.
    Grazie per l’attenzione, senza la pretesa di essere tra i commentatori che a tuo insindacabile giudizio scrivono informazioni corrette.
    Buona serata
    Luciana

  11. La popolazione mondiale è troppa, le spiagge di tutto il mondo sono troppo affollate, le piste da sci contano scontri quotidiani tra sciatori, le città scoppiano, gli enti pensionistici sono alla canna del gas, mi sembra che di buoni motivi per smettere di spiegare l’inutilità terapeutica dei farmaci omeopatici ce ne siano anche troppi, ben venga quindi una diminuzione della popolazione mondiale, se poi è selettiva e diminuisce gli imbecilli ci avviciniamo a una eugenetica pratica, magari le prossime generazioni saranno meno credulone!
    Io qualche volta ho parlato con amici dell’inconsistenza statistica della speranza di vincita delle varie lotterie, ma visto che si tratta di una tassa sull’imbecillità, quanti più soldi lo stato ricava con il lotto dai creduloni tanti meno dovrebbe chiederne a me con le tasse, quindi viva le lotterie!
    Certo che se poi la gente si rovina col gioco e lo stato la deve mantenere i conti non tornano, con l’omeopatia temo che il discorso sia lo stesso, “mutatis mutandis”, se poi dovessero anche passare le cure omeopatiche dal SSN o quel che è allora sarebbe come pagare le scommesse ai giocatori e poi pagargli anche il mutuo.

  12. Bisogna forse sgomberare il campo da un equivoco la medicina omeopatica consta a mio avviso di tre fattori importanti: il medico omeopatico, la farmacopea omeopatica e la fiducia del paziente omeopatico.
    La durata della visita, l’anamnesi accurata e l’empatia che, nella mia esperienza, associo alla visita del medico omeopatico, sono finalmente riconosciuti come elementi importanti anche dalla medicina diciamo allopatica, la fiducia del paziente è un elemento che attiene al vissuto psichico personale e la medicina allopatica cerca in qualche modo di misurarla per poterla escludere dalla valutazione di un farmaco, (forse tra un po’ tornerà di moda l’importanza di una qualche sofferenza collegata alla cura, come il cattivo sapore di un farmaco o la sua scomodità di assunzione, chissà?) ma quel che veramente mi sembra sia in discussione è la farmacopea omeopatica sulla cui efficacia nessuna sperimentazione scientifica è mai stata effettuata con esito positivo.
    Quel che è peggio a mio avviso è che gli omeopati cercano di dissimulare l’inconsistenza della validità della loro farmacopea mescolandosi alle medicine tradizionali, cercando di nascondersi tra fitoterapia ed erboristica, quasi non sapessero che è la medicina allopatica erede di queste, in quanto la più parte dei farmaci, in commercio e allo studio, sono di derivazione vegetale, moltissimi sono principi attivi selezionati proprio studiando le piante tradizionalmente utilizzate per curare determinate patologie, proprio studiando le piante i loro effetti e quello dei loro estratti grezzi e poi selezionandoli uno ad uno si riesce a separare le sostanze con minore tossicità e migliore efficacia, si depurano gli estratti dalle tossine e così via, è quindi la medicina allopatica la vera erede della medicina tradizionale e dell’erboristica, non questa invenzione filosoficamente teleologica (sarà un caso la coevità di Hegel e di Hahnemann?) dell’omeopatia.
    Augh

  13. Spero che questa mia domanda, rivolta al Sig (scrivo *Sig. e non Dr perchè non mi è chiaro quale sia il suo titolo) Roberto Pulcri, venga fatta passare.

    Sig Pulcri, posso sapere se Lei ha dei figli e se questi suoi figli li cura con metodi omeopatici allorchè dovessero presentare sintomi di patologie anche inerenti quelle infantili?
    E, sempre se mi è permesso saperlo: posso sapere in tutta onestà se Lei, in caso di patologie o problemi, si rivolge alla sua ASL o si autocura con i suoi metodi alternativi?

    Anzi, io le proporrei un’iniziativa da condividere con tutti i suoi colleghi e magari coi simpatizzanti delle cure con metodi alternativi: “Rinunciate alle cure del sistema sanitario italiano, comunicando che lo ritenete inutile e che quindi NON volete pesare sui bilanci già in crisi delle ASL”.
    E si, perchè sa quanto costa (facciamo l’esempio sui bambini? o vuole altro?) il ricovero e le cure di bambini che arrivano i condizioni al limite e compromesse negli ospedali e nei reparti. Quando sarebbero bastate le cure che lei e qualche altro si ostina a ritenere inutili e le sostituisce con quelle omeopatiche, e che non costerebbero (mediamente, per il Nord) 300-400€ al giorno. (e sa quanti bambini cura coi soldi risparmiati se si fossero adottate le nromali prassi mediche?)

    Per inciso: sono uno dei tanti neo diplomati (e riconosciuti!) specialisti omeopatici alla “Paolino Paperino” della Boyron, questo per dirle che i suoi titoloni e i suoi master hanno u valore pari alla farina. Doppi 0.

    Saluti

    Teodoro Di Stasi

  14. Commento a margine, ma perchè la maggior parte di quanti condannano l’omeopatiaa si firma con un pittoresco pseudonimo mentre io e altri sosteniamo le nostre opinioni con nome e cognome?

    e per inciso sig Di Stasi, la Boyron si chiama Boiron

    1. Veramente io mi chiamo davvero Teodoro Di Stasi 🙂 ed il fatto che mi espongo con nome e cognome è sinonimo di trasparenza e di accettazione al confronto con l’iterlocutore che, qualora lo desiderasse, ha modo di sapere con chi sta interloquendo.
      Vuole sapere quali sono le mie competenze? Non sono nè medico e nemmno ho una lauera in discipline mediche, questo non toglie che abbia la fortuna di avere una sorella che per 12 anni ha lavorato nel reparto di pediatria di un ospedale del Nord (prov di Novara) e non toglie che abbia la capacità di sapere leggere e valutare quanto viene scritto a sostegno dell’omeopatia e di andarmi a cercare i riscontri.
      Grazie per la correzione, ero andato a memoria e ricordavo la “y”, ciò non toglie che quel diploma/attestato (grazia alla segnalazione da parte di We Wee) sia per me un ridicolo pezzo di carta, ma scommetto che per altri ne divenga vanto.
      Per concludere, posso rivolgerle la stessa domanda fatta al Sig. Pulcri, chiedendole di essere onesta nella risposta? Se lei ritiene che l’omeopatia possa sostituire le cure “convenzionali”, è pronta ad accollarsi la responsabilità ed anche l’onere economico di doversi rivolgere al servizio nazionale sanitario nel caso che le cure omeopatiche risultino inefficaci, e magari anche compromettenti uno stato pre-esistente?
      La saluto cordialmente.
      Teodoro Di Stasi

  15. @Paola
    La maggior parte? Nel senso giornalistico di uno solo, presumo. Bernardo D’Aleppo è un nome d’arte in senso stretto: firma da anni le proprie opere con questo nome.

  16. Gentile Paola Emilia,

    non sono una fanatica dell’omeopatia, ma non provo nemmeno particolare avversione verso di essa. Ho molte amiche che ne fanno uso da anni, anche per i figli. E la maggior parte di loro non vi rinuncerebbero per nulla al mondo. Così ho letto gli ultimi post di questo sito giusto per curiosità. E devo ammettere la mia ignoranza: non avevo idea di questa storia della diluizione. Cioè, sapevo che erano sostanze diluite, ma non avevo capito fino a che punto. Non sono sola, in questo: nemmeno le amiche convinte dell’omeopatia con le quali ieri sera ho avuto occasione di parlarne lo sapevano. La maggior parte di loro usa la Calcarea carbonica (serve – dovrebbe servire, diciamo – per chi ha problemi di linea). Ne abbiamo esaminata insieme una confezione. C’è scritto “15CH”. Che da quel poco che ho capito in questi giorni, dovrebbe significare: acqua (o comunque sostanza inerte).

    Ho provato a spiegarlo loro, senza peraltro riuscire a convincerle. Ma la cosa che più mi ha colpito è che tutte, dico tutte (me compresa, almeno prima di leggere Oggiscienza), sono convinte che lì dentro a quei granuli ci sia davvero del calcare di ostriche, per quanto poco. Quel che voglio dire è che non le sfiora nemmeno lontanamente il problema della memoria dell’acqua o sottigliezze simili. Semplicemente, pensano sia un medicinale come tutti gli altri, sono un po’ più diluito.

    Arrivo alla questione che mi più preme. Per mesi è stata portata avanti, in Italia, una battaglia a favore dell’acqua di rubinetto. Mi è sembrato buon giornalismo: se l’acqua di rubinetto è buona come (o più di) quella in bottiglia, che costa enormemente di più, è importante farlo sapere a noi consumatori. Ora, se davvero, come mi pare d’aver capito, quella stessa acqua di rubinetto è identica a una medicina omeopatica (che costa enormemente di più dell’acqua in bottiglia), tentare di spiegarlo ai lettori a me pare ottimo giornalismo. Non è una cosa scontata come traspare in questi commenti: molti di noi, forse la maggior parte, proprio non lo sa. Insomma, chiediamo di etichettare tutto, dalla provenienza del prosciutto al percorso delle mele, e poi tacciamo di pessimo giornalismo il chiarire che un flacone, spacciato per medicina, se avesse un’etichetta onesta dovrebbe dichiarare, come unico ingrediente: acqua?

    Cordiali saluti,

    Rebecca Bandini

  17. Non è assolutamente vero dire che ci sono prove scientifiche dell’omeopatia, né nella teoria, né nella pratica, e questo è semplicemente un fatto.
    E se ognuno può avere le sue opinioni, non si possono avere i propri fatti. Se qualcuno si è sentito offeso o punto sul vivo da questa campagna, non significa affatto che quanto riportato non sia verificato e, soprattutto, verificabile. Quale che sia il curriculum e la sua esperienza personale.

    Se ci si impegna, nei motori di ricerca sono elencati anche cosiddetti studi “peer-reviewed” sulla validità delle dottrine creazioniste, e devo dire che le argomentazioni di chi ha attaccato questa campagna sono nettamente al di sotto, sia come basi sia come retorica, di quelle basate sul mantra “l’evoluzione è solo una teoria”.
    Si sta volando alla quota delle cosiddette “scie chimiche” (tanto per citare un altro esempio), bassa.
    Lo stesso si potrebbe dire per il “cherry-picking” della solita manciata di studi che, o sono stati confutati platealmente in un’altra pubblicazione (come quello di Benveniste, e per estensione quelli di Montagnier, che usa lo stesso macchinario) o, nella migliore delle ipotesi, giacciono nell’indifferenza più generale da parte dei colleghi di tutto il mondo (e a questo punto, l’argomentazione è già pronta: se non sono presi in considerazione nemmeno di striscio, dev’essere per forza per via della ristrettezza mentale. O di Big Pharma).

    Ancora sulle pubblicazioni, è veramente molto strano che tutti coloro che parlano di complotti da parte di Big Pharma, non si curino mai di sottolineare come le riviste di omeopatia (il cui IF di norma non supera lo 0) abbiano spesso e volentieri come editori gli stessi omeopati che ci scrivono.

    A un certo punto, si è anche nominata una rivista edita da Elsevier. La stessa Elsevier che qualche hanno fa gli omeopati attaccavano perché dicevano finanziata dalle aziende produttrici di armi. Naturalmente, le cose erano un po’ diverse, ma il punto è: adesso la Elsevier invece va bene? E come mai pubblica anche roba di Big Pharma?

    Ci si intrufola nelle falle (e ce ne sono, nessuno lo nasconde) del meccanismo del metodo scientifico e della condivisione dei risultati per innalzare quello che è pseudoscienza (o scienza patologica) e si chiama tutto il resto “scientismo” quando non si fa altro che applicare lo scetticismo, che vale tanto nella scienza quanto deve valere nella sua comunicazione (dico una ovvietà, ma di questi tempi l’ovvio sembra veramente rivoluzionario).

    Come partecipante a questa campagna, nel sottolineare che sto parlando a nome mio (e solo mio) e non di OS, volevo ringraziare la signora Rebecca per il suo commento.
    Il fatto che un rimedio omeopatico di norma non abbia nessuna molecola dell’ingrediente riportato sull’etichetta è ancora ignorato da molti. Secondo gli omeopati rimarrebbe solo l’informazione nell’acqua (nel caso dei granuli, tale informazione si conserverebbe dopo l’evaporazione). In realtà, ci sarebbe molto da dire anche sulle sostanze di partenza.
    Se interessa, qui c’è la storia dell’Oscillococcinum, uno dei più venduti prodotti della Boiron (diluizione 200 C, ovvero servirebbero più Universi per trovare una sola molecola della sostanza di partenza, ma forse questo è il meno in quanto ad assurdità).
    http://goo.gl/igSD

    Saluti.

  18. @Rebecca Bandini
    Mi associo a Stefano, grazie! Aggiungo solo una cosa per le sue amiche.

    I granuli contengono saccarosio e/o lattosio. Il mio dentista dice che “provocano un boom demografico proprio nei batteri della saliva che facilitano la carie.” E credo che potrebbe interessarle le ricerche di B. Davy, tanto odiate da Big Pharma, sull’acqua del rubinetto come dimagrante più efficace di svariati farmaci: http://www.ipwr.org/science/davy.html
    Contiene sali minerali indispensabili all’organismo (a volte altre sostanze che non lo sono, purtroppo), soprattutto in caso di dieta ipocalorica. Nelle diluizioni omeopatiche si usa alcool e/o acqua distillata che per la linea non vanno bene.

  19. insomma..un po’ come dire che siccome non è dimostrata l’esistenza di Dio, tutti quelli che ci credono sono dei poveri beoti creduloni.
    Per fortuna molte cose funzionano a prescindere da tutte le teorie rigorosamente scientifiche.
    Buona serata a tutti

    PS..non vi affannate a dire che questo commento c’entra poco…chi vorrà potrà coglierne il senso

    1. Lei cara Luciana Ferri può credere in qualunque dio voglia, se vuole può credere anche nell’omeopatia, ma si tratta appunto di una questione filosofica? metafisica? magica? o appunto religiosa, non di una questione scientifica, è tutto qui.
      Anche Wanna Marchi vendeva dei numeri del lotto che, come tutti i mumeri, avevano la stessa possibilità di uscire di tutti gli altri, ma lei li vendeva come sicuri, quindi imbrogliava i clienti.
      Purtroppo quando si è ammalati spesso si è disposti a credere a tutto, questo, ai miei occhi, rende tanto più condannabile chi si approfitta di un malato.
      Certo in alcuni casi si tratta di errori in buona fede, ma il non indifferente numero di medici e di veterinari che abbraccia l’omeopatia la dice lunga sulla formazione scientifica di costoro e sul fallimento dell’insegnamento delle basi del metodo scientifico, molto difficilmente troverà ad es. biologi che credano nell’omeopatia, forse sbaglio, ma temo che in molti casi i corsi di laurea in medicina e vetrinaria abbiano puntato più su una formazione nozionistica compendiale che sulla formazione metodologica.

      1. La sua risposta mi piace molto. Davvero! capisco e condivido anche diverse cose, tipo la condanna di chi carpisce la buona fede dei disperati. Per fortuna nè io nè Lei saremo mai così!
        Con simpatia
        Luciana

    2. cafra Luciana, hai colto nel segno. L’omeopatia non ha fondamento teorico (la memoria dell’acqua non è stata dimostrata né spiegata) nè clinico (non esiste un solo studio in doppio cieco che abbia avuto risultati concreti) né diagnostico (Hahnemann partiì dal chinino per curare la febbre, quando si credeva che la febbre fosse uan malattia e non un sintomo) né farmacologico (non è spiegato il meccanismo di azione perché non è stato trovato nessun meccanismo da spiegare), nè farmacocinetico(non si sa ancora cosa si deve metabolizzare), né farmacodinamico (in pratica non c’è sostanza che si immetta nell’organismo). Come noti giustamente, è un atto di fede: si guarisce perché ci si crede. E questo è un grande argomento, sconosciuto e potenzialmente sconvolgente per la medicina. Il medico omeopata ti ascolta, ti tranquillizza e ti mette calmo: talvolta funziona. Questo sarebbe un gran contributo alla medicina ufficiale, che conta un po’ troppo sulle basi solide della propria conoscenza e scivola su una prassi talvolta anonima, appiattita e frettolosa o, viceversa, divistica.

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