CRONACA

Due in uno

NOTIZIE – Lo stesso neurone può usare due diversi modi per comunicare con le altre cellule nervose. L’osservazione è importante sia per comprendere meglio la biochimica del cervello sia i meccanismi difettosi che portano a malattie neurodegenerative come il parkinsn e l’Alzehimer.

I neuroni vengono spesso identificati in base al neurotrasmettitore che usano nelle sinapsi per comunicare con il neurone successivo. Il segnale nervoso (il codice che contiene l’informazione) è di natura elettrica e si propaga lungo i nervi (gli assoni, delle propaggini che si allungano dal corpo del neurone) fino a che non incontra una sinapsi e cioè il punto di contatto fra un neurone e un altro neurone. In questo piccolo spazio vuoto il codice nervoso diventa chimico: l’informazione elettrica viene tradotta da dei messaggeri chimici – neurotrasmettitori – e traghettata al nuovo neurone che ritraduce il segnale in elettrico e così via. Esistono tante classi di neurotrasmettitori con caratteristiche diverse e spesso i euroni vengono identificati in base a quello che usano.

Salah El Mestikawy, professore di psichiatria della McGill University e Louis-Eric Trudeau, professore di farmacologia dell’Università di Montreal hanno osservato che i neuroni  dopaminergici (che usano cioè la dopamina) utilizzano come “secondo” neurotrasmettitore, il glutammato. In questo modo sono in grado di trasmettere contemporaneamente due tipi di segnale nel cervello. La differenza sta principalmente nella scala temporale. Il glutammato infatti è un neurotrasmettitore veloce, mentre la dopamina esplica la sua azione in maniera più lenta.

La “cotrasmissione” era già stata osservata nei neuroni serotoninergici, che usano anche l’acetilcolina, un neurotrasmettitore importante per il controllo motorio e le cui disfunzioni stanno alla base di malattie come il Parkinson, ma che è implicato anche nell’azione dei farmaci antipsicotici e nelle dipendenze da stupefacenti.

In base alla letteratura, El Mestikawy e Trudeau ipotizzano che i neuroni a base di dopamina e a glutammato potrebbero esser implicati nell’azione di sostanze psicostimolanti, come le amfetamine a la cocaina e ritengono che debbano essere fatti ulteriori studi per approfondire l’argomento. La ricerca è pubblicata su Nature Reviews Nueroscience.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. non so da dove Federica abbia ricavato la notizia ma la cosa mi lascia assolutamente perplesso.
    Dal testo sembrerebbe che l’informazione viene trasmessa da un neurone all’altro fino ad arrivare non si sa bene dove.
    Non credo che le cose stiano così.
    L’informazione risiede nella forma dinamica complessiva della rete neurale ovvero è la forma dinamica delle rete, mutevole istante, per istante che costiutisce nel suo complesso la informazione totale contenuta nel mio cervello.
    Quando acquisisco una nuova informazione muta la forma totale della mia rete neurale nel senso che alcune sinapsi si “accendono” ed altre si “spengono” modificando la rete e registrando così le nuove informazioni.
    Nn sono del tutto sicuro che questa sia la interpretazione giusta di come i dati vengono da noi registrati ma è l’unica che abbia un senso.
    Ovviamente se FEderica troverà qualche altra ipotesi sul come le informazioni vengono registrate nella nostra rete…. sarò felicissimo di conoscerla.
    Grazie

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