mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Solarball

Il progetto di un neolaureato sviluppato durante il suo ultimo anno di studi potrebbe salvare moltissime vite. Si tratta di un semplice dispositivo che usa il Sole per potabilizzare l’acqua

CRONACA – Dire che sono le idee più semplici a fare la differenza può anche essere una frase fatta, ma è difficile introdurre questa storia in un altro modo. Al suo ultimo anno alla Monash University (Bachelor of Industrial Design) Jonathan Liow ha progettato Solarball, una sfera che depura l’acqua tramite condensazione, usando il calore del Sole.

Se vogliamo, si tratta di un oggetto a bassa tecnologia, ciò che conta è appunto il design. Solarball è costruita per durare, per essere facile da trasportare e per essere immediatamente utilizzabile da chiunque: basta versare l’acqua da depurare e aspettare. In una giornata una di queste sfere immagazzina circa tre litri di acqua pronta per essere bevuta.

Liow racconta che tutto è nato da un viaggio in Cambogia nel 2008.

…dopo aver visto l’indescrivibile carenza di prodotti di uso comune che noi diamo per scontati, ho deciso di usare le mie capacità di designer per aiutare gli altri.

Per fare questo Liow si è concentrato su un problema fondamentale per moltissimi paesi, cioè l’accesso all’acqua potabile: si stima che 884 milioni di persone non godano di questo diritto fondamentale. Un diritto che da solo garantisce, come ben sappiamo, anche una formidabile profilassi contro un ampio spettro di malattie infettive.

La Solarball non risolverà da sola tutto questo, ma sembra avere le potenzialità per fare la differenza, perché tre litri di acqua potabile sono un vero tesoro e, in attesa che in certi paesi sorgano le adeguate infrastrutture, si possono veramente salvare delle vite.

Il giovane designer è arrivato tra i finalisti della trasmissione televisiva australiana New Inventors e in questo video presenta la sua invenzione.

Potremo presto vedere la Solarball anche in Italia in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano (12-17 Aprile 2011)

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

4 Commenti

  1. Domanda: Con l’uso, nel tempo, non potrebbero sorgere problemi di muffe, batteri o altro, nonostante la pulizia (che in assenza di abbondanza di acqua non potrà che essere sommaria)? E’ stato previsto un kit per la pulizia periodica? Grazie.

  2. Al momento non si trovano informazioni più dettagliate sul dispositivo, quindi non posso rispondere con certezza.
    Da una parte il fatto che si usi la condensazione garantisce la produzione di acqua microbiologicamente “pura” (o quasi), dall’altra non si può proprio impedire che dei microorganismi colonizzino il serbatoio. Una pulizia periodica sarà certo indispensabile ma è improbabile che questo richieda acqua potabile o in quantità elevata. Il miglior modo per sbarazzarsi di funghi e batteri è infatti lasciarli all’asciutto, e posso immaginare che la sfera sia stata costruita in modo da asciugarsi completamente senza lasciare ristagni.
    Queste sono solo mie supposizioni che ritengo ragionevoli, come ho detto non ho trovato particolari in merito, il che è un peccato perché la domanda è senz’altro interessante e più che legittima.

  3. Negli anni 70 (piu` o meno 10 anni, ricordo lontano :)) un oggetto del genere era gia` nella dotazione di emergenza dei piloti militari. Se finivano in mare, oltre al battellino gonfiabile, repellente per gli squali… avevano il distillatore personale che gonfiavano soffiandoci dentro, mettevano acqua di mare nel compartimento centrale e la sera avevano acqua da bere, dopo aver aggiunto all’acqua distillata un po’ di acqua di mare per aggiungere dei sali.

    La differenza era che per motivi pratici il distillatore era gonfiabile per non occupare spazio quando era stivato con il resto dell’attrezzatura.

  4. Infatti, a mio parere, la forza dell’idea è nella sua semplicità. In qualsiasi manuale di sopravvivenza possiamo trovare le istruzioni per costruire un distillatore di emergenza per poter bere, la fisica del processo è elementare, ma la solarball serve dove l’emergenza è qualcosa di quotidiano, ed è qui che entra in gioco il fattore design.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: