CRONACA

No grazie, non bevo

NOTIZIE – A Verona è iniziata la quarantacinquesima edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, che accoglie ogni anno migliaia di espositori da diversi paesi. In un comunicato stampa della fiera, si evidenzia come, “mentre l’export italiano cresce, prosegue il calo dei consumi interni: dai 100 litri pro capite degli anni Settanta si è passati a 45 litri del 2007 fino ai circa 40 litri a testa di oggi; un trend destinato, secondo le previsioni, a diminuire ulteriormente entro il 2015”.

Ma quanto e come bevono realmente gli italiani? A questa domanda ha risposto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, che ha recentemento pubblicato i dati del consumo di alcol in Italia nel 2010.

Nel 2010, il 65.7% della popolazione sopra gli 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica durante l’anno (un dato in dimunizione rispetto al 2009), ma il 26.3% della popolazione (14 milioni 126 mila persone secondo l’Istat) beve alcolici quotidianamente.

Purtroppo negli ultimi 10 anni tra i giovani sono aumentati i consumatori occasionali, quelli che bevono fuori pasto e di chi consuma altri alcolici oltre a vino e birra, mentre si sono ridotti i consumatori giornalieri.

Forse non sorprende che l’alcolico più consumato sia il vino, bevuto occasionalmente dal 53.3% delle persone di età superiore agli 11 anni.

Come riferisce ancora l’Istat, nel complesso i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (cioè il consumo giornaliero non moderato), il binge drinking (sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) e il consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni, riguardano 8 milioni e 624 mila persone.

È preoccupante vedere come il 13,6% dei ragazzi di 11-15 anni (392 mila persone) consuma alcol, comportamento già a rischio in sé, ma ancora più grave perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche il consumo di alcol è maggiormente diffuso (33,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,2%).

Nonostante queste premesse, la popolazione più a rischio di consumo non moderato è quella anziana. Un totale di 2 milioni e 915 mila persone di 65 anni e più, in larga maggioranza uomini, che consumano alcol quotidianamente eccedendo le raccomandazioni, spesso mantenendo comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute dovuti all’avanzare dell’età.

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