CRONACA

Se i neuroni hanno troppo sonno

La nuova ricerca di un italiano dimostra quali sono i danni causati dalla mancanza di sonno

NOTIZIE – Dormire bene è il segreto per svegliarsi in forma la mattina e affrontare la giornata lavorativa. Lo sanno bene le persone che soffrono di insonnia o gli studenti che passano notti in bianco per superare gli esami. Questa non è senz’altro una novità, e se pensate di poter dormire solo un paio di ore a notte, la ricerca che oggi viene pubblicata sulle pagine  della rivista Nature vi contraddice, spiegando cosa succede ai neuroni dopo molte ore di veglia.

I ricercatori dell’Università del Wisconsin e del Perceptual Robotics Laboratory (PERCRO) Laboratory della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, guidati da Giulio Tononi, neuroscienziato e psichiatra italiano che lavora negli Stati Uniti, hanno osservato l’attività elettrica del cervello di ratti costretti a rimanere svegli più a lungo del solito. I ratti, una specie notturna, sono stati tenuti svegli per quattro ore in più al mattino e poi collegati a uno strumento per rilevare l’EEG, scoprendo come alcune regioni cerebrali cadono in una sorta di “sonno momentaneo”, nonostante l’animale sia sveglio e cosciente.

L’EEG globale ha mostrato infatti come i ratti fossero svegli (bassa tensione, onde ad alta frequenza), mentre le popolazioni di neuroni della corteccia motoria a volte sembravano deviare brevemente da questo schema, per circa 50 millisecondi alla volta, mostrando un pattern EEG locale alterato (onde lente, indicative di sonno non-REM, il tipo più comune di sonno). Sorprendentemente all’interno della stessa area corticale, non tutti i neuroni hanno questi blackout momentanei e, inoltre, nei ratti tenuti svegli più a lungo la frequenza del fenomeno è aumentata.

L’attività rallentata dei neuroni si manifesta con lentezza dei riflessi e difficoltà a compiere semplici azioni, come raccogliere una pallina di zucchero. Due esempi di questi esperimenti sono mostrati nei video (non chiarissimi, dobbiamo ammetterlo) qui di seguito.

Durante il sonno l’organismo recupera l’energia persa durante le ore di veglia e si prepara alle successive attività, “ricaricando le batterie”. Le implicazioni sull’uomo sono ancora da verificare, ma fenomeni come il sonnambulismo sono la dimostrazione che è possibile la coesistenza di neuroni “svegli” e “addormentati” nello stesso istante.

Video del ratto che riesce ad afferrare il cibo
Video del ratto che a causa della privazione del sonno, sposta ma non riesce ad afferrare il cibo

1 Commento

  1. mi sembra un po’ come quello che cerca di brevettare la ruota…leggendo l’abstract non mi pare che dicano di più di quanto non potesse fare il buonsenso.
    Uno studio del genere potrebbe sicuramente essere utile per capire certi disturbi, ma credo che i risultati sui ratti siano indicativi fino ad un certo punto e quindi mi chiedo: perchè disturbare le povere cavie animali? In questo caso mi sembrano superflue, dato che ci sono parecchi esseri umani che, vuoi per lavoro, vuoi per divertimento, riducono le ore di sonno. Magari uno studio su questi individui avrebbe dato dei risultati più utili a capire problemi umani?

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