CRONACA

Potenza dell’illusione

CRONACA – Una fiducia esagerata in se stessi accresce l’ambizione, la determinazione, la credibilità e quindi le probabilità di successo, ma anche le valutazioni errate, le aspettative irrealistiche e le decisioni rischiose.  Però i vantaggi superano gli svantaggi, secondo un modello matematico uscito su Nature.

Tendiamo a illuderci. In studi condotti negli Stati Uniti, il 94% dei professori universitari si ritengono più dotati per l’insegnamento della media dei colleghi e il 70% degli studenti  liceali dei “leader” altrettanto superiori alla media dei coetanei. Risultati analoghi si sono trovati nell’autovalutazione di prestanza fisica, facoltà intellettuali, sensatezza delle scelte legate alla salute  ecc.

Il biologo evoluzionista Dominic Johnson dell’università di Edimburgo e il politologo James Fowler, dell’università della California a San Diego, si sono chiesti come mai una credenza immotivata nelle proprie capacità può evolversi o rimanere stabile in una popolazione, quando esistono strategie alternative. Per esempio una stima corretta delle proprie facoltà e di quelle altrui o una sottostima che inneschi comportamenti prudenti. In un modello matematico gli autori hanno simulato i comportamenti di due individui che si contendono una risorsa pregiata. Quello che si illude di essere più forte dell’avversario decide comunque di combattere e gli conviene: in cambio di qualche ferita ogni tanto, accumula più risorse.

Contro-intuitivamente, l’eccesso di fiducia massimizza la fitness individuale e tende a diffondersi finché i benefici ottenuti dalle risorse contese sono superiori al costo della competizione. Al contrario, strategie basate sull’assenza di pregiudizi sono stabili solo in condizioni limitate.

L’eccesso di fiducia in sé è più vantaggioso nelle situazioni con un elevato livello di incertezza e di rischio, per esempio nello sport, negli affari e in guerra. E questo può

in parte spiegare come mai sia tuttora prevalente, anche se contribuisce all’hubris, alle bolle del mercato, ai collassi finanziari, ai fallimenti degli interventi politici, a disastri e guerre costose.

Come abbiamo potuto constatare. Johnson e Fowler concludono che

La questione ora è di capire come incanalare l’eccesso di fiducia in sé che hanno gli esseri umani, per sfruttarne i benefici e insieme evitarne i potenziali disastri.

Lungi da noi insinuare che gli autori abbiano un eccesso di fiducia nelle proprie capacità, tuttavia il loro modello è un po’ semplificato. A noi per esempio, sembra che la disponibilità a combattere per le risorse abbia “successo” solo dove non esiste la cooperazione, una strategia più conveniente in termini di fitness (cioè di maggiore probabilità di trasmettere i propri geni), altrimenti non si sarebbe evoluta. Tanto per cominciare minimizza le ferite… Sarà un caso se gli autori, come Matthijs van Veelen e Martin Nowak che ne elogiano il lavoro, sono tutti uomini?

Foto: US Dept. of Defense

2 Commenti

  1. Secondo me tutto sta nell’essere obiettivi.
    “Per quanto mi riguarda, mi considero una delle persone più intelligenti che io conosca” (e questa è un autocitazione), però so anche di avere dei limiti.
    Sono analitico, ma poco propenso alla pazienza; sarò anche intelligente, ma, fisicamente, sono scoordinato come un bambolotto di pezza…
    Non vado oltre, perché non voglio fare un elenco stile lista della spesa… In breve, in altri termini, avrò dei pregi, ma ho anche degli obiettivi difetti.
    In somma, per quanto mi riguarda, se faccio scelte che implicano conseguenze sulla mia esistenza, di solito sono ponderate (sto traslando dal macro dei grandi uomini l’articolo succitato al micro della mia esistenza)…
    L’avventatezza mi è tipica solo quando gioco d’azzardo e quando entrano in ballo gli enteogeni.
    Ma, e a quanto pare è un limite intrinseco, sono un maschietto…
    Bye,
    Davide.

    1. “Per quanto mi riguarda, mi considero una delle persone più intelligenti che io conosca”

      a fare cronaca della ricerca, è un’idea che passa presto: s’incontrano persone palesemente più intelligenti
      (ma sono una femminuccia)…

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