mercoledì, Dicembre 19, 2018
AMBIENTEINFOGRAFICHE

Si è spenta la lampadina…

AMBIENTE – Lampadine ad incadescenza addio. La prime sono state quelle da 100 Watt nel 2009, poi nel 2010 è stata la volta di quelle da 75W e dal 1 settembre 2011 sono state messe al bando anche quelle da 60W. L’Unione Europea ha deciso di eliminare, gradualmente, le lampadine a incadescenza tradizionali e sostituirle con prodotti più ecologici e efficienti come le lampadine a risparmio energetico. Quest’ultime, infatti, possono ridurre il consumo totale di elettricità di una casa del 10-15%, con un risparmio complessivo per l’Europa di 40 miliardi di kilowatt/ora all’anno, più o meno il consumo energetico del Belgio. Tutti i dettagli dell’operazione sono spiegati qui. Oltre al risparmio economico ed energetico, ci saranno benefici anche per l’ambiente.  Sempre secondo i calcoli della Commissione Europea saranno evitate 32 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Se una lampadina ad incandescenza da 60W emette 39 grammi di CO2 all’ora, quella a basso consumo ne emette solo 7. Ma non possiamo concretizzare il nostro impegno ecologico solo sostituendo le vecchie lampadine. Basta soffermarsi sull’infografica che illustra i grammi di anidride carbonica emessi dai principali elettrodomestici che abbiamo nelle nostre case per capire quanto importante sia applicare dei comportamenti “salva energia“. E se volete farvi un’idea di quanta CO2 emettete quando svolgete semplici attività quotidiane, date un occhio anche a questa infografica interattiva!

12 Commenti

  1. Sarebbe da fare anche un confronto nei costi (energetici ed ecologici) di produzione e smaltimento delle lampadine a basso consumo. Se non sbaglio contengono anche del mercurio, e la loro produzione è più complicata.

    Io spero che siano comunque più ecologiche di quelle ad incandescenza, ma un dubbio mi resta…

  2. Questa infografica non è completa: non vedo il frigorifero, che a casa mia è responsabile di più del 40% del consumo elettrico. I consumi sono proporzionali ai diametri o alle aree?

    1. Nell’infografica sono indicati solo gli elettrodomestici il cui utilizzo non è continuo, ma limitato nel tempo. Secondo i dati della Commissione Europea Il frigorifero emette tra i 94 e 328 kg di CO2 al mese.
      L’area delle torte indica le emissioni di CO2 degli elettrodomestici. Il range è dato dalla differenza di potenza.

  3. Secondo me contenendo mercurio (più i vari componenti dell’alimentatore) inquinano comunque e in maniera preoccupante. Risparmio corrente si, ma anche aumento a dismisura del rifiuto elettronico. I costi sono bassi 5,80 euro per una lampada da 32 watt (ma quando vai a leggere l’etichetta trovi scritto un imbarazzante “non prodotte in talia”… e dove non è dato saperlo). Farei volentieri a meno di questi funambolismi dorotei da prima repubblica delle nebbie.

  4. Oltre ai commenti precedenti (ad esempio, se tutte le lampadine fossero a risparmio, quanto mercurio servirebbe?) aggiungo: se uno abita in montagna, in un luogo perennemente freddo, dato che per l’effetto joule tutto quello che non viene trasformato in luce è calore, che differenza farebbe sostituire i vecchi bulbi se deve poi alzare il riscaldamento?

    1. Se tutte le lampadine fossero CFL ci sarebbero meno emissioni di mercurio, globalmente, perché ci sarebbe meno richiesta di energia da carbone, che porta con sé anche emissioni di vapori di mercurio. (esempio di fonte: http://tinyurl.com/6khetz)

      Sul riscaldamento: una lampada da 100W vecchia butta via circa 80W in calore. Trasforma cioè energia elettrica in calore. Ma per fare 80W elettrici, in centrale, sono necessari circa 200W termici (rendimento circa 40%, secondo principio della termodinamica). Molto meglio usare una lampada moderna da 20W e bruciare l’equivalente di metano direttamente in casa per i rimanenti 80W termici.

      Ricapitolando:
      energia primaria per filamento da 100W: 250W
      energia primaria per CFL da 20W= 50W + riscaldamento a metano 80W =130W

      Si dimezza in pratica il consumo di energia primaria. Per non parlare ovviamente del caso opposto, estivo, dove l’assenza di sprechi per calore riduce anche i consumi per il condizionamento.

      S uno la sa lunga, infine, invece di bruciare gas per scaldarsi, usa la corrente in eccesso per fare girare una pompa di calore, che con un’unità elettrica sposta circa tre unità termiche, e ha un consumo finale di energia primaria:
      CFL 50W + riscaldamento PdC 80/3/40%=66,7W per un totale di 116,7W

      Insomma, togliere di mezzo le “filamento” è una scelta giustissima, salvo forse qualche caso particolare. Infine, riscaldare con resistenze elettriche è la cosa più sbagliata che si possa fare: se avete boiler elettrici, forni elettrici, piani di cottura elettrici (eccetto l’induzione), buttateli via prima possibile.

  5. L’infografica è fuorviante per quanto riguarda le lampade ad alogeni.
    Queste sono sempre e comunque più efficienti della classiche lampadine (ad incandescenza), ossia consumano meno per produrre la stessa quantità di luce.
    Se nell’infografica la “vecchia lampadina” viene indicata con 39 unità di CO2 e la lampada alogena con 195, dipende solo dal fatto che si stanno confrontanto potenze di lampada differenti (peccato che non siano indicati i Watt della lampada alogena presa in considerazione…).
    Il luogo comune che l’alogena sia meno “ecologica” della lampada ad incandescenza, nasce dal fatto che tipicamente abbiamo in casa delle piantane con alogene lineari da 300 W in su. Ovvio che non esistono lampade ad incandescenza delle stessa potenza, ma per contro dovrei mettere molte più lampade ad incandescenza per ottenere lo stesso illuminamento di una alogena. Non dimentichiamoci che spesso la piantana in salotto illumina tutto l’ambiente. Provate a immaginare quante lampade ad incandescenza servirebbero per lo stesso effetto.
    Morale: chi non ama la luce delle lampade a risparmio energetico (fluorescenti compatte integrate) può ancora utilizzare le lampade ad alogeni (non a caso le versioni “ECO” o “Energy Saving” delle lampade ad aloneni NON sono ancora state messe al bando dalla Commissione Europea).

  6. Ho comprato 3 lampade a basso consumo da 20W attacco edison (forse sarebbe meglio chiamarle al neon?), ho speso € 13 X3= 39€, costano cosi’ perche’ di una primaria ditta internazionale, dopo quattro mesi una aveva gia’ il tubo con le caratteristiche segnature bluastre ai lati e stentava ad accendersi, pazienza! sara’ quel che sara’… l’ho cambiata con una di marca inferiore stesso wattaggio, altri 8€ ( e siamo a 47€!)….
    A farla breve, non voglio tediare nessuno, ma in due anni ho cambiato due lampade che, a detta dei costruttori avrebbero dovuto durare almeno tre volte la vita di quelle ad incandescenza ed il risparmio sul consumo e’ andato a ramengo per il costo delle lampade.
    Faccio notare che NON sono state montate in luoghi di passaggio, quindi on/off a breve tempo!
    Ma veramente ci vogliono propinare il risparmio con una spesa iniziale a loro favore: una semplice lampadina ad incandescenza al negozio di elettricita’ sotto casa costa 2€ o poco piu’….
    Facciamo sempre i conti della serva prima di sparare calcoli e anestetiche parolone di ecologia stracciata!
    Questo e’ solo un esempio in otto anni avro’ cambiato almeno una decina di queste lampade con un risultato disastroso per le mie tasche ma non per l’ECONOMIA NAZIONALE!

  7. X Markogts:
    no problem se vuoi ti invio gli zoccoli che ho conservato, cercando di ricuperarli perchè mi diletto di elettronica….
    A proposito: lo smaltimento di queste lampade sarà veramente un GROSSO problema, in quanto c’è ben più materiale di scarto e da dividere per riciclare! Per le lampadine ad incandescenza c’era un pò di vetro e ferro e il tutto poteva essere fuso…
    Provate a ficcare il naso dentro ad una di queste lampade (occhio al vetro) sarà una sorpresa, bella o brutta dipende dal punto di vista di come intendiamo il risparmio e sopratutto l’ecologia!

    Non sono pessimista ma molto realista!

    Dino

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