CRONACA

Quasicristalli, ecco il Nobel per la chimica

CRONACA – È Daniel Shechtman, professore al Technion l’Istituto di Tecnologia di Israele,  il vincitore del Nobel per la Chimica 2011. Il premio gli è stato assegnato per i suoi lavori sui quasi-cristalli. Shechtman (e il suo team di ricerca) sono stati i primi a riportare l’osservazione (e una descrizione ufficiale) di  questo tipo di struttura, nel 1984.

(In questo momento Schechtma non è ancora stato raggiunto al telefono, nonostante i tentativi del comitato).

I quasi-cristalli (materiali con proprietà speciali, legate proprio alla loro geometria strutturale) sono strutture ordinate ma non periodiche (un cristallo normale è formato da una struttura periodica di uno o più atomi che viene ripetuta in ogni punto della griglia. Per questo motivo il cristallo ha il medesimo aspetto quando viene osservato da qualsiasi punto della griglia). Semplificando, dire che una disposizione di elementi è non-periodica significa dire che non ha simmetria translazionale e cioè che una copia della disposizione traslata non corrisponderà mai perfettamente all’originale.

Queste strutture aperiodiche dal punto di vista matematico erano già note (un esempio è il mosaico medievale nella Moschea di Isfahan, dove i tasselli sono disposti proprio in questo modo), ma prima del lavoro di Shechtman, non erano mai stati ufficialmente osservati a livello di strutture chimiche. L’osservazione ha prodotto un importante cambio di paradigma nella cristallografia moderna.

 

 

 

 

 

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. Questo è un altro esempio di come quel ch’è lecito costruire con l’elaborazione solo matematica, cioè una struttura teorica logicamente e strettamente autoconsistente, per quanto sia affine alla pura astrazione, è comunque realizzata o realizzabile anche nella realtà concreta e materiale. Sembra questa una conferma del principio che recita: tutto quello che non è espressamente vietato dalle leggi fisiche globali ed essenziali, basate sulla non-contraddizione dei propri fattori, avviene…o prima o poi avverrà… in qualche parte o nell’insieme dell’universo.

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