IL PARCO DELLE BUFALE

Altro declassamento in vista

IL PARCO DELLE BUFALE – Il programma di un convegno che si terrà il 24 ottobre ad Aosta rivela, tra l’altro, che entro il 2020 l’Italia dovrà versare un quarto del suo prodotto interno lordo alla Banca Mondiale.

L’università della Valle d’Aosta e il Dipartimento di geotecnologie dell’università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara organizzano una giornata di studio intitolata “Clima: quale futuro? La storia del clima per tentare previsioni”. Sull’elegante pdf che ci è pervenuto, viene presentata in questi termini:

È frequente leggere o ascoltare dai mass media frasi come questa: “Ormai gli scienziati sono tutti d’accordo che stiamo assistendo ad un riscaldamento globale del nostro Pianeta: ciò è dovuto alla immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, soprattutto anidrite carbonica, da parte dell’Uomo”.

Sul momento l’anidrite pare un refuso,

Ciò comporterà enormi danni al nostro Pianeta come l’innalzamento del livello marino, scomparsa di aree costiere, desertificazione di molte aree, e cosi via. Da questi convincimenti nascono il famoso Protocollo di Kyoto che mirava a ridurre di almeno il 5% l’immissione di anidrite carbonica in atmosfera

ma cominciamo a dubitarne.

(…) e quello di Cancun in Messico (dicembre 2010) che prevede un fondo gestito dalla Banca mondiale di 10 miliardi di dollari l’anno per tre anni ma con l’intento di aumentarli a 100 miliardi l’anno fino al 2020.  Questi provvedimenti avranno certamente ripercussione negative nelle economie dei Paesi aderenti, tra cui l’Italia impegnata per ben 410 miliardi di dollari.

Ora che la notizia è uscita, la prima ripercussiona sarà un rating Z- per il debito pubblico italiano?

È davvero l’Uomo la causa del riscaldamento globale del nostro Pianeta oppure stiamo assistendo ad un vero e proprio progetto di catastrofismo generalizzato, entro cui si nascondono interessi non facilmente immaginabili?

Dotati di molta immaginazione, due partecipanti alla giornata hanno già risposto che il “progetto” è una truffa ordita da milioni di ambientalisti e migliaia di scienziati.

Innanzitutto va chiarito che la scienza è equamente divisa circa l’attribuzione all’Uomo del riscaldamento globale; molti sono coloro che al contrario attribuiscono alla Natura le cause di queste variazioni climatiche.

“Equamente” nel senso del 100% delle associazioni scientifiche che si sono pronunciate in merito e del 97% degli scienziati che studiano dette variazioni. Del restante 3%, aspirano a far parte i seguenti relatori:

Luigi Mariani, agrometeorologo, Università degli studi di Milano:  Le variazioni del clima e l’agricoltura

Franco Ortolani, geologo, Università degli studi di Napoli: Le variazioni climatiche nel Bacino del Mediterraneo durante gli ultimi 2000 anni

Guido Guidi, meteorologo, Aeronautica militare: Le variazioni di temperatura negli ultimi mille anni

Franco Battaglia, fisico, Università degli studi di Modena: Clima e politiche energetiche.

*

Immagine: anidrite, miniera di Campiano

6 Commenti

  1. @Ruggero R.
    Sfoderi tranquillamente il suo miglior sorriso senza aspettare Durban: l’Italia non si è _mai_ “impegnata per ben $ 410 miliardi”.

    @Marco F.
    Dici? Sembra riservato a esperti di aritmetica creativa…

  2. mettendo a coltivazione prodotti destinati a produrre alcol ed olio si immetterebbe nell’atmosfera CO2 ,le emissioni dei motori sarebbero minime e si contribuirebbe così in maniera sostanziale alla lotta contro l’inquinamento oltre che a creare milioni posto nell’agricoltura.. La lobby dei petrolieri ovviamente non è d’accordo e sparge la voce che l’uso dei biocarburanti sta affamando il terzo mondo. Poi ci sono gli idioti che ripetono le stupidate emesse dalle canaglie petrolifere. Povera umanità, non ha proprio speranza di salvarsi.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: