martedì, Dicembre 18, 2018
AMBIENTEECONOMIA

GreenJobs: il verde pensile

Ascolta l’intervista a Sergio Andri, esperto di “verde pensile”

AMBIENTE – Ormai è confermato da più parti: in futuro la maggior parte della popolazione mondiale vivrà nelle grandi città. Tra le varie strategie per rendere più sostenibili, e quindi vivibili, questi spazi potrebbe esserci il “verde pensile”. Parchi e orti urbani, giardini a centinaia di metri d’altezza sopra i grattacieli, coperture verdi per agevolare il recupero dell’acqua piovana, il rispermio energetico e il raffrescamento degli edifici. Così le grandi città potrebbero continuare a respirare. Abbiamo intervistato Sergio Andri, naturalista, che per lavoro si occupa di verde pensile.

4 Commenti

  1. Quando la fantascienza si fa realtà, detto in altri termini!
    (nel senso: credo che questo scenario – quello delle città con giardini prensili e tetti coperti di verde – possa definirsi un _leitmotiv_ della fantascienza…!)
    Ciao,
    Davide.

  2. Caro Davide,
    certo può sembrare fantascienza perchè nel nostro Paese se ne vedono poche di sperimentazioni di questo tipo. Ma in città europee come Amburgo, o nel resto del mondo Tianjin (12 milioni di abitanti nel nord est della Cina), New York, Curtiba (Brasile) e tante altre, la riscoperta del verde urbano è un fattore fondamentale nella gestione degli spazi urbani.

  3. Caro Davide,
    ti capisco!!!
    …anche io tendo a definirlo fantascientifico quando riscontro che il verde urbano (prima di tuttto quello in piena terra) è una delle ultime priorità di molte amministrazioni pubbliche italiane.
    E’ lecito parlare di fantascienza quando i regolamenti comunali prevedono che per i rinterri sopra le autorimesse (un caso di “verde pensile” invisibile pur essendo sotto gli occhi di tutti) debbano essere utilizzate strategie di realizzazione antiquate, antieconomiche e solitamente fallimentari a meno che non si ricorra a pesanti lavori di manutenzione sulle piante. Tutto ciò è in aperta contraddizione con le norme UNI sul verde pensile, che sorprendentemente esistono e sono pure ben scritte.

    Tecnicamente il verde pensile non è fantascienza: a Bolzano si realizzano migliaia di metri quadri all’anno. Non lo è in Svizzera ed in Germania, non lo era nella Trieste austriaca (molti edifici storici hanno del verde pensile in copertura).
    Non lo era neanche per alcune ville dei Romani (a quel tempo la scienza non esisteva, forse si dovrebbe parlare di fantafilosofia), nè per i Vichinghi e neanche per gli Etruschi che coprivano le necropoli con il verde pensile.

    Il verde pensile realizzato con serietà e secondo tecniche moderne è secondo me uno strumento urbanistico di bellezza e sostenibilità, non solo possibile ma anche economico (una bella piastrellatura costa di più).
    Ovviamente non basta la qualità degli strumenti per creare benessere… tutto dipende da chi li usa e come.

  4. A dire il vero, io sono di Torino, ed ho la fortuna quindi di vivere in una città delle più verdi d’Italia.
    Il post sopra riportato parla di ben altro che giardini e viali alberati, per quello io usavo il termine “fantascienza”…
    E, purtroppo, in Italia quegli scenari sono ancora, appunto, non credo solo di là da venire (mai avuto delle classi politiche lungimiranti), ma, temo, destinati a rimanere nel mondo delle idee…
    Ciao,
    grazie a entrambi,
    Davide.

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