IL PARCO DELLE BUFALE

La retroguardia non s’arrende

IL PARCO DELLE BUFALE – L’illustre prof. Franco Battaglia torna a occuparsi di clima, reduce di tre mesi di vacanza che avevano fatto temere un’estromissione dal Giornale dopo i coraggiosi contributi televisivi dati alla vittoria del no alle centrali nucleari.

Il 30 ottobre interveniva a proposito dell’editoriale di Nature sui risultati di BEST, vedi bufala precedente, messi sul sito del gruppo prima ancora di uscire su una rivista.

L’editoriale dell’ultimo numero invita gli scienziati a inviare articoli sul tema del clima: nulla di strano, direte voi. Peccato che esordiscano così: «sono benvenuti risultati di ricerca che confermino i cambiamenti climatici antropogenici».

Peccato che “antropogenici” non c’è in tutto l’editoriale. La frase citata fra virgolette viene dal sottotitolo:

Risultati che confermano i cambiamenti climatici sono benvenuti, anche se resi pubblici prima della peer review.

Fraintesa la prima riga, nella mente del professore di chimica ambientale all’università di Modena

Nasce spontanea la domanda se per caso siano invece non graditi risultati di ricerca che sconfessano l’origine antropica dei cambiamenti climatici. A leggere il resto dell’editoriale pare di sì. Quelli di Nature sono fissati da anni e il perché lo spiegano nell’editoriale: le misure dalle stazioni di terra ci direbbero che il pianeta si sta riscaldando.

In Italia il prof. Battaglia è rimasto uno dei pochi a negare qualunque riscaldamento. L’avanguardia che da un decennio avvista la nuova era glaciale ripete ora che il riscaldamento c’è stato fino al …  (inserire 1998, 2001, 2003, 2005, 2007 o altro anno a scelta) per via di… (inserire cicli astrologici, raggi cosmici, iperattività solare, scie chimiche o uscita l’altro ieri dall’ultima glaciazione o altra causa a scelta).

Peccato che 1) quelle stazioni campionano meno del 30% della superficie delle terre emerse e trascurano la totalità della superficie degli oceani;

Peccato che al professore sfuggano concetti quali “media globale”, “analisi statistica” o “anomalia” nonché le misure delle temperature oceaniche.

2) il 70% di esse sono situate in località non a norma, ad esempio in aree che negli anni si sono urbanizzate (ove gli aumenti di temperatura registrati nulla hanno a che vedere col clima);

Peccato che sia smentito persino dall’unico articolo scientifico pubblicato da Anthony Watts che aveva liberato la bufala due anni prima per accusare gli scienziati di ignorare l’effetto “isola di calore urbano” negli Stati Uniti onde esagerare i rischi, derubare i contribuenti e distruggere l’economia americana.

3) le misure satellitari, da quando disponibili, non registrano alcun aumento di temperatura dell’atmosfera né sopra gli oceani né sopra le terre emerse;

Peccato che lo registrino.

4) la teoria del riscaldamento globale antropogenico prevede che nella troposfera equatoriale a 10 km da terra si registri un riscaldamento almeno doppio di quello registrato a terra, ma le misure satellitari registrano, lassù, non un accentuato riscaldamento (men che meno doppio) ma un rinfrescamento

Peccato che le misure non registrino alcun rinfrescamento e che la teoria preveda semmai un riscaldamento doppio da tutt’altra parte (al polo Nord).

Fin qui il prof. Battaglia copia un commento dello pseudoNobel Fred “Big Tobacco/Big Oil” Singer. Copia invece da propri articoli già pubblicati le bufale che seguono:

Insomma, la teoria del riscaldamento globale antropogenico fu, nella migliore delle ipotesi, un’ipotesi di lavoro, forse buona 30 anni fa, ma oggi sconfessata dai fatti. Uno dei tanti granchi presi dalla scienza. Succede: la scienza si muove su un terreno incerto, per lo più ignoto. È per questo che si chiama ricerca: ricerca di ciò che non si sa.

Saggiamente, da 30 anni il  prof. Battaglia si astiene da ogni ricerca.

 E tutti che invocano altro denaro perché siano foraggiate le loro improbabili attività. Lo spettro è ampio: c’è chi esegue calcoli con modelli numerici dalla dubbia attendibilità e chi intrattiene blog pettegoli sul tema…

I climatologi più brillanti fanno entrambe le cose e nel vedersi relegata in loro compagnia Oggi Scienza è scoppiata in lacrime ché quasi straripava l’Adriatico.

Tutti costoro hanno ora un’altra cosa da fare per riempire le loro giornate: inviare articoli a Nature. Nell’editoriale che cito la rivista ha promesso di pubblicarli anche se i risultati presentati non hanno passato il vaglio che ogni risultato di ricerca dei settori che non sono il cambiamento-climatico-antropogenico deve superare.

Nell’editoriale che non cita, la rivista promette il contrario e il prof. Battaglia riempie le giornate inviando articoli al Giornale.

*

Il pubblico apprezza:

Negavate la crisi economica. Ora negate il surriscaldamento della terra. Fra poco negherete la teoria dell’evoluzione di Darwin e ci direte che forse Adamo ed Eva forse erano personaggi storici.

Per la teoria dell’evoluzione ha già  provveduto il vice presidente del CNR, Roberto de Matttei, altra prestigiosa firma scientifica del quotidiano.

un consiglio in amicizia: prima di scrivere, controllare che la mano sia collegata al cervello. Altrimenti si scrivono articoli come questo qui, imbarazzanti per chi li legge e per chi li scrive.

E altri encomi più coloriti.

**

Foto: Franco Battaglia.

1 Commento

  1. Siamo sempre lì, mi domando come certi soggetti, siano riusciti ad arrivare ad avere una cattedra!
    Inoltre un chimico, non è in grado di affrontare problemi ecologici, visto che per sua formazione nanche fa un elementare esame di ecologia, mi domando, a bruciapelo, senza che si consulti su enciclopedie e libercoli, cosa mi saprebbe rispondere un chimico, sulle differenze (facendo esempi di ecosistemi e biotopi specifici) tra un ecosistema “resiliente” e uno “non resiliente”, cosa s’intende per dominio d’attrazione singolo e doppio, e a chi devo riferirlo, e chi ne possiede due e uno tra i primi due.
    O, più semplicemente, che tipo di terreno è un “podzol”, o che differenza esiste tra una foresta Igapò e una a Varzea e dove si trovano, eppure questi esempi sono i costituenti, insieme ad altre diverse centinaia di esempi, della Biosfera.

    Riguardo alla teoria dell’Evoluzione mediante selezione naturale, del grande Charles Darwin, che si possano correggerne alcuni aspetti, è logico, lo stesso Darwin correggeva costantemente la sua teoria, ponendosi tutti i quesiti sotto il cui effetto poteva vacillare, si pensi alla Pangenesi e parliamo di uno scienziato che lavorava in un epoca in cui le Scienze Biologiche si dividevano in zoologia, botanica, paleontologia e anatomia comaparata, mentre la le Scienze Geologiche in mineralogia, stratigrafia e geomorfologia, ma parlare di creazionismo-telefinalismo, intelligent design, ologenesi, nomogenesi, fa semplicemente ridere, inoltre le persone che parlano di questo spesso hanno titoli in tutt’altro (fisica, matematica, sono ingegneri e altro).
    Ma non solo, si dimentica sempre che, il Darwin partendo dai meccanismi che sono alla base della Selezione Artificiale (in piante e animale, prodotti dall’uomo per la loro coltivazione e allevamento), arrivò a delucidare quelli che sono alla base della Selezione naturale, per mezzo della quale si forma la diversità biologica “ne è la sua forza motrice”, quindi si esprime si esplica l’Evoluzione; tutto questo balenò nella mente del Darwin grazie a un altro grande pensatore, Malthus, dalla cui teoria “detta Malthusiana”, che delucidò gli indici che regolano la crescita demografica umana, per cui la popolazione ha una crescita (la prole) a progressione geometrica, mentre quella delle risorse alimentari è lineare da cui le generazione tendono sempre a soverchiare numericamente le risorse alimentari e quindi solo gli individui che si adattano meglio a queste condizioni ambientali e alle sue eventuali modifiche, evolvono (non c’entra niente il più forte, ma il più adatto, né, colpa dell’infelice definizione dello Spencer, per forsa chi non si evolve soccombe), a cui il Darwin aggiunse anche l’aspetto geografico della specie e della razza, cosa che da nessuno dei detrattori di Darwin, viene mai citata, forse non la conoscono?
    Inoltre, la vicinanza e la lontanza anche in termini cladistico-filogenetici tra due specie, si basa su dimensioni temporali, non spaziali!
    Concordo con l’autore dell’articolo, che si faccia connettere lo strumento che ha permesso l’evoluzione degli Hominidae, fino all’Homo sapiens sapiens (la mano) con il cervello, o che almeno si inserisca un filtro a setaccio, tra il cervello e la bocca, supposto che il primo esista.
    DrSc MP biologo-zoologo

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