CRONACAULISSE

Questa faccia mi è nota

Fig. 1

CRONACA – Le vespe sociali imparano a riconoscere le facce delle altre con modalità analoghe a quelle di cani, pecore scimmie ed esseri umani, scrivono su Science due biologi evoluzionisti.

Le Polistes fuscatus vivono in nidi ben illuminati, fondati da più regine una sola delle quali assurge al trono e diventa dominante. La gerarchia sociale è quindi assai complicata, meglio non pestare le ali a una figlia di alto lignaggio o confonderla con quella di una regina minore. Per facilitare il compito e la convivenza, le P. fuscatus hanno volti di forme e colori diversi e un’ottima memoria, come avevano già mostrato gli autori.  Si pensava però che fossero dotate di un unico meccanismo cerebrale grazie al quale imparare a distinguere tra percezioni visive abbastanza simili.

Per verificarlo Michel Sheehan ed Elizabeth Tibbets, dell’università del Michigan, hanno catturato 12 adulte sane e le hanno allenate a scegliere fra due immagini in fondo a un tubo a forma di T, un ramo del quale dava una scossa elettrica (leggerissima) e aveva un’immagine che cambiava, mentre in fondo a quello “sicuro” c’era  la stessa immagine presentata la prima volta. Le piccole imparavano a evitare il ramo elettrificato

Superato il corso di formazione, sono state confrontate per 40 volte (960 in totale) con abbinamenti di forme geometriche semplici e contrastate, di bruchi graditi e sgraditi, di facce integre abbinate a una mutilata o qualche dai tratti manipolati al computer. Le vespe allenate a scegliere tra facce di conspecifiche, erano molto più veloci e più accurate del 75% nel riconoscere una faccia integra, più lente davanti a una faccia anche poco mutilata e nettamente disorientate davanti un ritratto in stile Francis Bacon.

Le Polistes metricus, parenti strette delle fuscatus, hanno un’unica regina e i tratti tutti uguali. Sottoposte agli stessi esperimenti con le facce (per un totale di 480 volte) distinguevano tra due vespe della propria specie una volta su due. Le sceglievano a caso, insomma. Con i bruchi e le forme geometriche invece, andavano fortissimo.

Nell’insieme quindi

i dati suggeriscono che la selezione per un riconoscimento individuale efficiente ha portato all’evoluzione adattativa di un apprendimento specializzato delle facce nella  P. fuscatus… un esempio notevole di evoluzione convergente tra vespe e mammiferi.

Anche se, dicono gli autori, nel caso delle pecore e dei primati questa facoltà cognitiva coinvolge molteplici aree cerebrali e neuroni deputati,

sarà interessante vedere se esistono firme neurali simili nel cervello in miniatura di un insetto.

Sarà anche interessante vedere come faranno a immobilizzare un insetto in una macchina per l’imaging cerebrale…

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Immagine: M. Sheehan, E. Tibbets

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