LA VOCE DEL MASTER

Farfalle in estinzione: istruzioni per l’uso

LA VOCE DEL MASTER – Il vademecum per la tutela delle farfalle a rischio di estinzione è apparso pochi giorni fa sul primo numero di  Nature Conservation, una nuova rivista scientifica peer-reviewed.

Opera di un team internazionale di studiosi coordinato dal Butterfly Conservation Europe, il report presenta le nuove linee-guida per la salvaguardia di alcune tra le specie di farfalle europee maggiormente in pericolo.

29 sono le specie che rientrano nella lista, e ciascun paese aderente l’iniziativa ha il compito di preservarle.

Prendersi cura delle farfalle significa rispettare le regole per la salvaguardia del loro ambiente naturale e, in primo luogo, conoscere le loro caratteristiche, il loro habitat ideale e le piante che sono alla base della loro alimentazione. L’articolo presenta perciò un dettaglio sulle necessità ambientali ed ecologiche, specie per specie, delle farfalle in questione, e una lista dei doveri e dei divieti per salvarle dall’estinzione preservando il loro habitat. Ad esempio, indica che tipo di coltivazioni sono o meno tollerate, dove è necessario estendere le zone erbose per amplificare la disponibilità di nettare oppure i periodi dell’anno in cui si dovrebbe evitare di bruciare i terreni per evitare di distruggere le uova appena deposte.

La sopravvivenza delle farfalle è un indicatore particolarmente attendibile della qualità dell’ambiente, in quanto esse rispondono istantaneamente alle sue variazioni. La loro salvaguardia dunque non è fondamentale solo per il piacere nella vista delle loro ali colorate, bensì può assicurare la sopravvivenza di un’ampia gamma di insetti che sono alla base della biodiversità nel nostro continente.

Gli autori confidano nell’utilità del report nel guidare gli stati coinvolti, le guardie forestali, i contadini, in generale i comuni cittadini verso l’obiettivo, e per questo il lavoro è stato pubblicato su una rivista ad accesso gratuito e di semplice consultazione.

Un bell’esempio di ricerca di cooperazione tra scienziati e cittadini.

Crediti immagine: the fost

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