LA VOCE DEL MASTER

Fioriture frettolose

LA VOCE DEL MASTER – Le piante rispondono al riscaldamento globale, anticipando il momento della fogliazione e della fioritura, in modo molto più rapido di quanto abbiano finora stimato le osservazioni sperimentali. È il risultato di uno studio, frutto della collaborazione tra 22 istituzioni europee ed americane, pubblicato questa settimana su Nature.

La fenologia, cioè l’analisi temporale degli eventi legati al ciclo di vita delle piante, viene considerato uno dei parametri per monitorare la risposta del mondo vegetale ai cambiamenti climatici. A seguito del riscaldamento terrestre alcune specie vegetali fioriscono giorni o addirittura settimane prima rispetto a qualche decennio fa. Ad esempio, la fioritura dei famosi ciliegi di Washington D.C., che attira ogni anno migliaia di visitatori, è anticipata di circa una settimana rispetto al 1970.

Data la scarsità di archivi storici che monitorassero il fenomeno, gli scienziati hanno in alternativa studiato gli effetti del riscaldamento terrestre sulla fioritura delle piante con modelli sperimentali, riscaldando artificialmente piccoli appezzamenti di terreno e analizzandone gli effetti. Sulla base di questi risultati, circa 2-3 giorni di anticipo nella fioritura per ogni grado di aumento, si sono estrapolate previsioni sull’evoluzione degli ecosistemi per i prossimi 20 anni.

Il nuovo studio apparso su Nature dimostra come questi studi sperimentali, in realtà, abbiamo sottostimato il cambiamento fenologico delle piante, che potrebbe essere di gran lunga più veloce. A partire da osservazioni su periodi molto lunghi, gli scienziati hanno raccolto i dati sulla fioritura di 1643 specie vegetali sparse in quattro diversi continenti, li hanno correlati con gli aumenti di temperatura registrati nello stesso periodo di tempo e hanno confrontato il tutto con i numeri dei precedenti esperimenti condotti con sistemi di riscaldamento “artificiali”.   Ne è risultato che, in natura, la fogliazione e la fioritura delle piante è molto più veloce di quanto i modelli sperimentali avessero predetto. Per ogni grado di temperatura d’aumento, la fenologia delle piante viene anticipata di circa 5-6 giorni.

Secondo gli autori, questo potrebbe significare che i modelli di previsione sull’evoluzione degli ecosistemi si basano su calcoli troppo ottimistici e, sostanzialmente, non riflettono quanto accade realmente in natura. Gli effetti del cambiamento climatico sulle piante e sugli altri ecosistemi a esse connessi, potrebbero quindi essere più significativi di quanto predetto.

 Crediti immagine: Ed Yourdon

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