COSTUME E SOCIETÀULISSE

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COSTUME E SOCIETÀ – Prima di riferire ricerche bio-mediche e neuroscientifiche, oltre a far un giro su Retraction Watch, forse conviene (ri-) dare un’occhiata a quattro articoli. Sono gratuiti.

– “Perché la maggior parte dei risultati pubblicati sono falsi”, di John Ioannidis, PLoS Medicine 2005;

– “La rappresentazione errata di dati neuroscientifici possono portare nei media a conclusioni fuorvianti: il caso della sindrome da deficit di attenzione e iperattività” (ADHD) di François Gonon et al., PLoS Medicine, 2011 seguito ora dalla conferma

– “Perché la maggior parte dei risultati biomedici riportati dai media sono falsi: il caso della sindrome da deficit di attenzione e iperattività” degli stessi autori più uno, PLoS ONE, 2012.

Per le neuroscienze cognitive resta insuperato “Correlazioni stranamente alte negli studi con fMRI dell’emozione, della personalità e della cognizione sociale” spesso abbreviato in “voodoo correlations“, di Edward Vul et al., Perspectives on Psychological Science, 2009 e qui gratis.

Diversamente dalle falsificazioni deliberate, i risultati “falsi” sembrano per lo più dovuti all’uso di strumenti complicati e di statistiche elementari, a dimenticanza delle differenze tra individui XY e XX, a ipotesi imprecise o mal controllate. Smentirli fa parte della routine scientifica, ma – come mostrano Gonon et al. – i dati originali riportati dai media escono su grandi riviste, le smentite su quelle oscure che i ricercatori leggono di rado, i giornalisti quasi mai.

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h/t The Economist; immagine: DangApricot 

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