LA VOCE DEL MASTER

Piselli verdi: uno sguardo alle origini dell’Universo

Crediti immagine: NASA and the European Space AgencyLA VOCE DEL MASTER – Studiare i “piselli verdi” per capire come è nato l’Universo. Nulla a che fare con la botanica però, stiamo parlando di un nuovo risultato nel campo dell’astrofisica.

Un gruppo di scienziati dell’università del Michigan ha analizzato la relazione tra stelle e gas nelle cosiddette Galassie “Pisello Verde” (Green Pea Galaxies), un particolare tipo di galassie distanti da uno a cinque miliardi di anni luce, evidenziando in esse la presenza di un processo di reionizzazione, un fenomeno che secondo le ipotesi degli scienziati ha caratterizzato una delle prime fasi di vita dell’Universo. Lo studio è stato pubblicato i giorni scorsi sulla prestigiosa rivista The Astrophysical Journal.

La reionizzazione è un processo avvenuto circa 11 miliardi di anni fa nel nostro Universo. Secondo gli astronomi, la formazione delle prime stelle ha trasformato lo spazio interstellare e intergalattico: la teoria prevalentemente accettata dagli scienziati afferma infatti che in questa fase l’enorme quantità di luce ultravioletta prodotta dalle stelle in formazione ha interagito con gli atomi di idrogeno che ha incontrato, privandoli dei loro elettroni. Da questa reazione è rimasto un plasma di elettroni con carica negativa e ioni di idrogeno con carica positiva.

Le Green Pea Galaxies sono state scoperte solo nel 2007 e sono note con questo nome perché appaiono agli osservatori come dei piselli verdi.  Secondo gli scienziati queste galassie sono molto simili alle prime galassie formatesi nell’Universo e, proprio per questa caratteristica, si crede che le osservazioni su di esse possano dirci qualcosa in più sulle prime fasi dell’Universo stesso. Le sei galassie studiate emettono un’enorme quantità di radiazioni ultraviolette e questo ha portato gli astrofisici a pensare che un fenomeno simile possa essere avvenuto durante le prime fasi di formazione dell’Universo, e che tali radiazioni abbiano così ionizzato lo spazio intergalattico.

Attraverso lo studio delle Green Pea Galaxies gli scienziati sperano di comprendere meglio il processo di reionizzazione, aumentando le nostre conoscenze sulla formazione dell’Universo.

Il paper è consultabile qui.

Crediti immagine: NASA, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

1 Commento

  1. Fantastico, quell’immagine, che secondo me è uno dei migliori esiti fotografici dell’Advanced for Camera Surveys dell’H.S.T. (la c.d. “Hubble Ultra Deep Field”), campeggia in H.D. su carta foto A4 sui muri del mio ufficio da almeno 6 anni! Che strano effetto mi ha fatto vederla qui! Se penso che comprende 10.000 oggetti galattici, e che i più lontani sono alla mirabile distanza di ca 13 miliardi di anni luce, mi vengono i brividi… E anche se sono a-religioso, mi risulta difficile pensare ad un universo a-causale e non deterministico…

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