CRONACA

Segui la cicala!

swarmageddonCRONACA – Ogni 17 anni, in primavera, miliardi di esemplari di tre specie di cicala del genere Magicicada (endemico degli Stati Uniti) emergono dal suolo, e per qualche settimana non fanno altro che accoppiarsi. Le femmine depongono le uova in fessure che aprono nella corteccia di giovani rami e poi, in breve tempo, tutti gli adulti muoiono lasciando spazio alla successiva generazione, che impiegherà altri diciassette anni prima di completare la metamorfosi e uscire dalla stadio di ninfa, passando gran parte dei quali nutrendosi dei liquidi estratti dalle radici delle piante.

Queste tre specie sono “colleghe” di altre quattro, sempre del genere Magicicada, che però impiegano “solo” 13 anni per completare il ciclo vitale, e complessivamente sono quindi spesso chiamate “cicale periodiche”.

Come si può immaginare l’emergere di questi enormi sciami è un evento molto atteso perché c’è ancora molto da capire riguardo a questo fenomeno: non esistono ancora mappe dettagliate e non abbiamo nemmeno stime del numero di esemplari se non nell’ordine di grandezza.

Quest’anno è il turno della “covata della East Coast” (ciclo di 17 anni), una delle più grandi delle 15 conosciute (12 con ciclo di 17 anni, 3 con ciclo di 13), ma rispetto al 1996 (qui potete leggere un articolo del Corriere dell’epoca), questa volta gli scienziati hanno dalla loro un paio di risorse in più, tra le quali spicca Cicada Tracker, un progetto che unisce citizen science e data journalism.

L’idea è semplice. Le cicale cominciano a emergere dal terreno quando a una ventina di centimetri di profondità si raggiunge una temperatura di circa 18 gradi. Tra i nove stati colpiti quest’anno dallo “swarmaggeddon” è chiaro che questa condizione minima non si verifica contemporaneamente in tutti i luoghi dove giacciono le ninfe. Una rete di capillare di sensori potrebbe quindi aiutare a prevedere e a seguire l’andamento di questo evento.

Il progetto Cicada Tracker invita i cittadini a costruirsi dei sensori di temperatura standardizzati basati sul processore open source Arduino, installarli all’aperto e a comunicare frequentemente le letture. Chi non vuole spendere 80 dollari e due ore per la costruzione, può accontentarsi di un termometro da giardinaggio. Il team di Radiolab (programma radio della WNYC supportato dalla National Science Foundation) raccoglierà tutte le letture e costruirà i database dai quali estrapolare, ad esempio, mappe interattive come quella presentata nell’immagine in apertura. Tutti i cittadini armati di curiosità possono anche inviare  segnalazioni con un apposito modulo per ogni avvistamento diretto di Magiciada o ascolto del loro caratteristico richiamo: i maschi si riuniscono in veri e proprio “cori” per attirare le femmine e per il monitoraggio è quindi utile alzare le orecchie.

Del Cicada Tracker ha anche parlato Aron Pilhofer, evengelista del data journalism in forza al New York Times, durante la sua visita di aprile a Radio Città del Capo (Bologna).

Ma non si tratta solo di sensibilizzare i cittadini e rendere i dati accattivanti: le informazioni raccolte stanno arricchendo anche gli hard disk degli scienziati John Cooley e Chris Simon del Magicicada Mapping Project supportato dal National Geographic.

Quali indicazioni ci possono dare le cicale periodiche sull’evoluzione degli ecosistemi? Qual è il rapporto tra i loro caratteristici cicli vitali e la speciazione? Queste le principali domande a cui vogliono rispondere i ricercatori, anche grazie ai cittadini.

Crediti immagine: Steven Melendez, Louise Ma and John Keefe/The WNYC Data News Team

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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