IL PARCO DELLE BUFALE

Un Servizio di Oggi Scienza

550px-Fullerene_c540IL PARCO DELLE BUFALE – Il successo della Giornata di sabato rischia di estinguere le bovine, lasciando il personale senza lavoro come molti auspicano da anni. Tuttavia, anche l’Italia unita da un’informazione scientifica corretta ha bisogno di consigli per gli acquisti.

Al Parco è capitato di leggere questo scambio tra Andrea Rampado, il celebre industriale e promotore delle energie alternative, noto alle masse come l’onnisciente Mistero e fra gli ufologi come Armando de Para

Hai un’idea di quanto costa il fullerene C60 al kg?
La macchina che ti ho fatto vedere ne produce circa 2 Kg giorno.

e  Giancarlo De Marchis, ignoto agli ufologi e noto per le pubblicazioni, che risponde:

15-20 k€/kg quello puro.
Non esageriamo, mi hai fatto vedere delle foto. Così ti possono dare solo la foto di 30 k€.

Mentre si fan spennare, questi imprenditori sprovveduti mandano il Paese  a rotoli, per colpa loro il made in Italy costa troppo, il mercato globale lo snobba e il PIL crolla. Da oggi, possono rivolgersi al Servizio di Oggi Scienza (SOS) per la ripresa economica. Da una fonte di fullereni a 500 €/kg e dietro modesta commissione, SOS li rifornirà in C60 puro al 99,99%, con certificato di Accademici delle scienze firmato fornito dalla Htico.

(Quanto alla macchina, anni fa SOS ne aveva “vista” una della Klin Tech. a $10.000 che – se non ricorda male – era molto simile a questa. Purtroppo la società cinese con sede in Nigeria si dedica ora ad altri commerci, ma a giorni manderà il nome di un fornitore fidato.)

Dal produttore al consumatore

Il fullerene, si sa, è l’elisir di giovinezza. Nei ratti, l’anti-età al C60 extra puro in olio d’oliva extra-vergine interferisce con l’attività dei mitocondri,  che nelle cellule provvedono alla sintesi dell’ATP e conseguente fosforilazione ossidativa, sostiene l’azienda, e i roditori tornano freschi come rose. Il C60 non essendo autorizzato per l’alimentazione umana, l’azienda lo vende per ratti da compagnia indicando il dosaggio per un padrone di 70 kg.

L’interferenza fa tornare fresco anche l’incarnato umano, scrive la rivista Nature Donna Moderna:

FULLERENE C60. Questo ingrediente… sembra essere 10 volte più efficace dei migliori antiossidanti come la vitamina E e il coenzima Q10. E’ un derivato del carbonio che assorbe i radicali liberi come una spugna e può aiutare a schiarire la pelle scurita dal sole. E’ anche in grado di riparare le pelli rovinate e aiutà a veicolare altri ingredienti anti-età alle cellule.

Nell’Unione Europea, l’ingrediente non è autorizzato, ma solo per quanto riguarda l’uso cosmetico umano. Invece dell’olio d’oliva, per pelli murine grasse SOS raccomanda tè e uvaproteina conchiolina idrolizzata o l’anti-grinza giapponese dalla composizione irreperibile. Ricorda a ogni tipo di pelle che le contraffazioni abbondano e che, nel caso di acquisti su Ebay, i clienti non soddisfatti che rispediscono il prodotto al mittente vengono rimborsati.

Crediti immagine: Saperaud, Wikimedia Commons

3 Commenti

  1. @ocasapiens

    Non vorrei sparare sulla croce rossa, ma come le aveva fatto notare Giancarlo sul suo blog, a 500 euro/kg vengono vendute le ceneri (soot) contenenti fullerene; quello puro costa 14 euro/g quindi 14k euro al chilo, in linea con quanto afferma appunto Giancarlo.

    Che poi ci siano dei fornitori che consegnano merce di dubbia qualità, questo è un altro discorso.

    Le proprietà antiossidative del fullerene non le ha inventate Donna Moderna ma emergono da un recente studio pubblicato dai ricercatori di Université Paris Sud XI su J Biomaterials:

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22498298

    These results of importance in the fields of medicine and toxicology should open the way for the many possible -and waited for- biomedical applications of C(60) including cancer therapy, neurodegenerative disorders, and ageing.

    Appaiono quindi desiderabili ulteriori studi per approfondire il ruolo e le proprietà del c60, anche se trattandosi di un prodotto non brevettabile, e quindi di scarso interesse per le aziende farmaceutiche (o addirittura pericoloso per il loro business), i tempi si rallentano ed inevitabilmente spuntano gli “spacciatori da web” che lei ha giustamente evidenziato.

    Un caso analogo è successo qualche anno fa per l’acido dicloroacetico (DCA), che si è rivelato promettente contro alcuni tumori in alcuni studi su cavie ma che, non essendo brevettabile, non ha avuto alcun tipo di supporto dalle aziende farmaceutiche per i costosi trial clinici.

    Da notare che l’Università di Alberta (Canada) che conduce gli studi sul DCA, è in prima linea contro l’utilizzo “da web” prima che il normale percorso clinico sia concluso; ed ha più volte sottolineato come non si tratti di una cura “magica” ma semplicemente di un’arma in più (non chemioterapica) che gli oncologi possono usare nella lotta contro il cancro.

    C’è anche da dire, però, che malattie come quelle (forse) curate dal DCA non aspettano …

    http://en.wikipedia.org/wiki/Dichloroacetic_acid

    Ritornando all’argomento principale del posto, al di là delle improbabili creme di bellezza, il contrasto allo stress ossidativo è un argomento invece serio; fra le varie pubblicazioni che lo evidenziano mi sembra interessante questa, fatta dall’Università di Yale, dove si suggerisce che le proprietà anti-ossidanti del te verde potrebbero avere un ruolo determinante nella spiegazione del cosiddetto “Asian Paradox“.

  2. @Hermano Tobia
    Guardi, speravo d’aver trovato un cliente, ma l’ing. De Marchis non ha abboccato al “certificato”. Devo migliorare il marketing.

    Proprietà antiossidative del fullerene: si tenta di sfruttarle in clinica da 15 anni, ma qui mettevo in dubbio l’efficacia dell’olio per ratti nel ringiovanire gli umani.
    Ha notato che la ditta dell’olio per ratti usa i lipidi dell’oliva? E’ aggiornata! Big Pharma fa parecchia ricerca su lipidi nanovettori che centrino unicamente il bersaglio (placche dell’alzheimer per es.) , non solo per portarci i fullereni.
    Sembra difficile, ma era difficile anche produrre anticorpi monclonali, di “nicchia” ma redditizi.

    Tè verde: come il vino rosso (resveratrolo) nel paradosso francese, il pesce (omega-3) nella longevità giapponese senza demenzia senile, i broccoli (mirosinasi) o il pomodoro (licopeni) nella dieta mediterranea ecc. Ho visto che l’efficacia è spesso smentita.dalle Cochrane Reviews, che siano ricerche un po’ di moda?

  3. Non so perché, mi tornano in mente tutte quelle “ricerche scientifiche” di “ricercatori” magari anche sconosciuti ma sempre di “prestigiosi centri” dal nome straniero (e non) che intorno agli anni 70 mettevano in risalto le incredibili proprietà, vantaggiose per il corpo e per la mente, dei vapori di tabacco…

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