CRONACAULISSE

Gatti senza frontiere

800px-Cat_paw_(cloudzilla)CRONACA – Probabilmente in futuro l’allergia ai gatti non sarà più un problema per gli amanti delle eleganti bestiole. Un team di ricercatori dell’Università di Cambridge ha studiato alcune proteine ​​trovate in particelle di pelle di gatto, identificando i meccanismi che le portano a essere la causa più comune dell’allergia ai felini.

Gli scienziati hanno scoperto infatti che uno speciale allergene presente sulla pelle dei gatti, la proteina Fel d1, è in grado di interagire con il nostro sistema immunitario e innescare un meccanismo chimico, se nel nostro corpo è presente una certa molecola batterica. È proprio questo processo chimico a causare i noti sintomi da allergia ai gatti, come raffreddamento, lacrimazione, tosse e frequenti starnuti.

In particolare, i ricercatori hanno osservato che il nostro sistema immunitario sfrutta uno speciale recettore chiamato Trl4, in grado di riconoscere determinate strutture tipiche di patogeni e microbi implicati nella difesa dell’organismo. Si è scoperto che negli individui in cui è presente una speciale molecola, il lipopolisaccaride Lsp – uno dei componenti della parete cellulare di alcuni batteri – il contatto con la proteina Fel d1, presente appunto sulla pelle dei gatti, fa sì che il recettore riconosca questa molecola e che si metta in moto una reazione allergica.

Ulteriori ricerche hanno inoltre rilevato che anche l’allergene Can f6, una proteina presente nei peli di cane, è in grado di aggravare l’attivazione del recettore Tlr4 indotta dalla molecola Lps. I ricercatori sono dunque convinti che anche chi soffre di allergia ai cani potrebbe beneficiare della messa a punto di farmaci inibitori del recettore Tlr4.

Queste scoperte – pubblicate recentemente su The Journal of Immunologyaprono dunque la strada a nuove possibilità nel campo della farmaceutica. Non resta infatti che mettere a punto un farmaco che riesca ad inibire questo recettore affinché non riconosca più la molecola scatenante, oltre che lavorare a un possibile vaccino che prevenga direttamente l’insorgenza dell’allergia.

Crediti immagine: Cloudzilla, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

2 Commenti

  1. Approfondimento interessante. Segnalo che gli acronimi al terzo paragrafo sono errati. Le citazioni corrette sono, rispettivamente, TLR4 (Toll-like receptor 4) e LPS (lipopolisaccaride o endotossina).
    Dr Antonio G. Caviglia, Medico-Chirurgo, Specialista in Allergologia.

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