mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Orientamente

Labyrinth_2_(from_Nordisk_familjebok)CRONACA – Chiunque avrà provato la spaesante sensazione di perdersi, di non riconoscere la strada per tornare o la vertigine di non riconoscere la direzione. Negli animali il sistema di cellule che aiutano a individuare il percorso era già stato descritto, ma oggi qualcosa di analogo è stato osservato nel cervello dell’uomo.

Tre sono i tipi di cellule utilizzati dagli animali per orientarsi, ritornare sui propri passi o individuare riserve di cibo nascoste. Le cellule di direzione che si attivano quando l’individuo si muove in una certa direzione, le cellule di locazione che riconoscono un deterinato luogo e le cellule “griglia” che funzionano attivandosi ad intervalli regolari quando un animale si muove, girando in un determinato ambiente. Immaginando una griglia fatta di triangoli interconnessi, le cellule griglia si attivano ogni volta che l’individuo raggiunge un determinato angolo dei triangoli della griglia. Queste cellule spediscono l’informazione alla zona dell’ippocampo, la zona del cervello responsabile della creazione di memoria e l’insieme di questi stimoli porta alla creazione di una sorta di mappa mentale che permette all’animale di avere la sensazione della propria posizione nell’ambiente.

I ricercatori della Drextel University di Philadelphia hanno testato 14 persone provviste di elettrodi impiantati nella zona cerebrale per la cura dell’epilessia. Questi hanno permesso di monitorare l’attività cerebrale durante l’attività di orientamento. I soggetti campione sono stati analizzati durante lo svolgimento di un gioco di realtà virtuale in cui potevano muoversi in uno spazio sprovvisto di specifici spunti visivi. Qui trovavano degli oggetti, che in una fase successiva dovevano ricollocare nella giusta posizione nel minor tempo possibile.

Gli scienziati hanno osservato che singole cellule si attivavano nel percorso di orientamento e riconoscimento spaziale in maniera simile al modello griglia presente negli animali. Queste cellule sono state individuete nella zona della corteccia entorinale, responsabile di memoria e navigazione, in quella cingolata, coinvolta nell’apprendimento e, in maniera sorprendente, in quella prefrontale, responsabile del richiamo di ricordi episodici, spazio temporali, legati ad un evento che si verifica a sorpresa, ad esempio l’incontro casuale di un conoscente che non si vedeva da tempo.

Questa osservazione e in particolare l’attivazione di cellule nella zona entorinale, potrebbe portare alla messa a punto di nuove terapie per chi ha difficoltà nell’orientamento dal momento che questa zona del cervello mostra un comportamento anormale tanto nelle persone affette da Alzheimer, quanto in quelle con difficoltà nella navigazione.

Crediti immagine: pubblico dominio, Wikimedia Commons

4 Commenti

  1. Questa capacità degli individui nel Regno Animale è già conosciuta e va sotto il nome di PROPRIOCEZIONE.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Propriocezione

    Piuttosto, c’è da chiedersi, una volta memorizzate le coordinate, come fa il poi soggetto a calcolare la direzione di spostamento nello spazio ?

    Evidentemente deve possedere un secondo apparato che gli permette di leggere , per ogni suo spostamento, le coordinate locali del “dove si trova.” cioè del “VOI SIETE QUI”

    Da qui, si può ipotizzare – ma mica tanto – che lo spaziotempo in cui noi siamo immersi è costituito da punti in cui i valori energetici sono differenti. Non esistono punti equipotenziali nello spazio tempo, se per POTENZIALE iSPAZIALE, ntendiamo la combinazione, in intensità, e relative proporzioni, di tre energie :
    la Termica, la Elettrica e la Magnetica…….naturalmente per ciascuna Dimensione o Livello di Energia.(secondo la teoria del multiverso)

  2. @Domm

    le coordinate sono relative rispetto al punto in cui si trovava e non assolute.
    Non ha bisogno del VOI SIETE QUI, ma di un VOI SIETE QUI RISPETTO A UN PUNTO NOTO

  3. @Maury91

    Certamente.
    Avrei dovuto scrivere “IO SONO QUI”, rispetto naturalmente al punto “HOME”, . ovvero quello che è nella sua memoria.
    Le coordinate devono essere per forza relative; anche la prima, la coordinata “Home” è relativa a qualche altro punto di riferimento naturale.( montagna, mare, sole, stelle (vedi naviganti) etc etc )

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