CRONACA

Il fumo fa male anche ai batteri

16944988_15fc3f833c_zCRONACA – “Non smetto di fumare perché ho paura di ingrassare.” Ecco come si giustifica il fumatore  per non privarsi del suo piacevole vizio. Comunque sia, l’aumento di peso corporeo non è  solo una scusa: circa l’80% degli ex-fumatori guadagna in media 7-8 chili, anche quando segue una dieta ipocalorica. I responsabili di questo inconveniente sarebbero i batteri intestinali, che cambiano la loro composizione nel momento in cui un soggetto smette di fumare.

Questo è quanto emerso da uno studio condotto presso l’ospedale universitario di Zurigo e di recente pubblicato su PlosOne.
I ricercatori hanno analizzato la composizione dei batteri provenienti da campioni fecali raccolti da dieci soggetti non fumatori, cinque fumatori e cinque ex-fumatori. Il team ha seguito i volontari per nove settimane, dopo che  avevano acceso l’ultima sigaretta .
Per stabilire quali batteri popolano l’intestino, il gruppo svizzero ha confrontato le differenze che si manifestano a livello di una regione, denominata variabile, che si trova a livello del gene 16s rRNA. Così è stato possibile distinguere 4 popolazioni di batteri prevalenti.

Cosa cambia nell’intestino di un ex-fumatore?  Se tra fumatori e non-fumatori la composizione batterica è paragonabile, i ricercatori hanno evidenziato negli ex-fumatori l’aumento di due popolazioni, gli stessi riscontrati nella flora intestinale di persone obese. Questi potrebbero essere in grado di degradare gli alimenti in modo da fornire maggior energia all’organismo, provocando un aumento di peso.

Lo studio pone le basi per approfondire le conoscenze sugli elementi che influenzano la composizione della flora batterica, dato che ancora non è spiegato in modo completo il ruolo di fattori ambientali, come l’alimentazione, il fumo o l’assunzione di medicinali. La ricerca svizzera non è ancora conclusa: il fumo è una delle principali cause dell’insorgenza di patologie croniche intestinali. Studiare  i cambiamenti della flora batterica potrebbe fornire nuove informazioni per la cura di tali malattie oltre che dell’obesità.

Crediti immagine: p.s.v., Flickr

Giulia Annovi
Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.

1 Commento

  1. E si potrebbe fornire alle popolazioni con carenza cronica di cibo alimenti contenenti quei batteri (opportunamente trattati) per aumentare l’apporto calorico a parità di quantità ingerita.

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