CRONACAULISSE

Il vento porta sempre qualcosa di nuovo

Sun_in_X-RayCRONACA – Il vento ora proviene da terra ora dal mare, e può mutare direzione in modo rapido. Il vento che soffia nello spazio interstellare del sistema solare, ha invece variazioni molto lente. Un articolo pubblicato su Science rivela la presenza di nuove turbolenze a livello della nube interstellare locale.
La nube interstellare è un’ammasso di gas che – come un guscio –  circonda l’eliosfera, l’atmosfera che riempie lo spazio tra il sole e i pianeti, e che difende il sistema solare dai pericolosi raggi cosmici. Gli ultimi dati raccolti dalla missione IBEX lanciata dalla NASA tra il 2009 e il 2011, hanno descritto uno scenario diverso rispetto alle misurazioni precedenti: il vento interstellare ha cambiato la sua direzione di circa 7°.

Per poter apprezzare tale variazione, un team di astronomi provenienti da diverse università americane ha dovuto mettere a confronto i dati raccolti nel corso di 40 anni da 11 sonde spaziali, lanciati in viaggi interplanetari. Le misure derivano dal prelievo di atomi di elio direttamente dallo spazio interstellare, e dal calcolo delle traiettorie che descrivono durante il loro fluttuare.  L’eliosfera è formata da diversi tipi di atomi, ma il presente studio ha messo a confronto solo gli atomi di elio, perché più abbondanti e stabili.

Sebbene il cambiamento di traiettoria possa sembrare piccolo, l’osservazione del fenomeno ha attirato l’attenzione degli astronomi perché potrebbe portare a una variazione nella forma dell’eliosfera. Le dimensioni e la geometria dell’eliosfera dipendono dall’equilibrio che esiste tra due turbolenze: il vento solare, che soffia dal sole verso i confini dell’eliosfera, e il vento interstellare generato dalla pressione esercitata dai gas della nube interstellare locale sulla bolla che circonda il sistema solare.
Una differente forma dell’eliosfera potrebbe essere meno efficace nel difendere la terra dai raggi cosmici, ma questo è uno scenario che potrebbe verificarsi fra centinaia o migliaia di anni.

Quello che affascina davvero gli astronomi è la possibilità di registrare e confrontare fenomeni che altrimenti sarebbero impercettibili per la durata della vita di un uomo. L’evoluzione dell’ambiente solare è lenta tanto quella dell’ambiente terrestre e comunque portatrice di nuovi equilibri da scoprire.

Crediti immagine: NASA Goddard Laboratory for Atmospheres, Wikimedia Commons

Giulia Annovi
Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.

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