CULTURA

Cliodinamica

nake_love_not_war_by_torbenb-d4yt4nwCULTURA – Peter Turchin et al. pubblicano sui PNAS un modello di evoluzione storica che simula il passaggio da gruppi di cacciatori-raccoglitori a società vaste e complesse. Risulta che la guerra e i “progressi” della tecnologia militare spiegano il 65% delle differenze nella diffusione della forma-stato in Africa, Asia ed Europa tra il 1500 a.C. e il 1500 d. C.

L’attualità porta a leggere con attenzione gli studi di cliodinamica, un nome nuovo per una disciplina ibrida che cerca di rintracciare la nostra evoluzione storica. Per quanto riguarda la guerra, volendo si può far risalire a Tucidide o a Erodoto se non a Omero. Come allora, le pubblicazioni sembrano dipendere molto dai postulati, per esempio il buon selvaggio che Jean-Jacques Rousseau s’era inventato durante una passeggiata rasserenante…

I saggi antropologici degli anni ’70 descrivevano gli Yanomami della foresta amazzonica come una tribù pacificamente anarchica o aggressiva, a seconda dell’ideologia  dell’autore. Ora il punto di vista iniziale è meno politico, ma – ci sembra – continua a essere determinante e spesso viene il sospetto che le statistiche siano usate per confermarlo. Il mese scorso, Andrea Romano riferiva di una meta-analisi uscita su Science, secondo la quale 3° C in più della media in un dato mese corrispondono a un incremento

di ben il 14% dei conflitti tra gruppi di persone, confermando un precedente studio che aveva mostrato come le guerre civili in Africa potessero avere “un’origine climatica”.

I contro-esempi sono numerosi (gli svizzeri di religioni, lingue e provenienze convivono in pace da 800 anni malgrado frequenti sbalzi di temperatura), i dati sulle società passate pochi e di seconda o terza mano, quella meta-analisi resta controversa. Il modello di Turchin e dei suoi colleghi dà maggior peso statistico al monopolio della violenza detenuto dagli stati moderni, che porterebbe a istituzioni robuste e stabili. Anche qui, i contro-esempi abbondano.

Nel Declino della violenza, lo psicologo cognitivo Steven Pinker racconta un’evoluzione meno bellica, ma approda alle stesse conclusioni:

Ci crediate o no, e so che la maggior parte di voi non ci crede, nel lungo periodo la violenza è diminuita, e oggi viviamo probabilmente nell’era più pacifica della storia della nostra specie.

Difficile crederlo, in effetti, mentre vediamo sfilare immagini di conflitti e vendette che, scrive  Jared Diamond nel Mondo fino a ieri, caratterizzavano le “società tradizionali”, piccoli gruppi della stessa tribù che praticavano una “giustizia fai-da-te” in una serie di scontri accompagnati da “rari genocidi”, per esempio di un intero villaggio, il dieci per cento della tribù. Qualche volta, si salvavano le donne in età fertile e quasi sempre gli animali domestici.

Stragi delle due guerre mondiali a parte, il progresso è tutt’altro che lineare e le popolazioni civili sono tornati ad essere bersaglio di vendette e ritorsioni massicce, come nelle  società tradizionali. Fra i massacri più assurdi del secolo scorso, Jared Diamond ricorda la “guerra del calcio” del 1969 tra l’Honduras e il Salvador:

Le due squadre nazionali dovettero affrontarsi in tre partite di qualificazione per i mondiali del 1970… (Dopo una vittoria in casa per ogni squadra) a Città del Messico, la squadra salvadoreña vinse la partita decisiva… e l’esercito e l’aviazione del Salvador cominciarono a bombardare e invasero l’Honduras.

Etologi come Konrad Lorenz ieri, e alcuni genetisti oggi sostengono che siamo rimasti cattivi selvaggi. Per istinto e per DNA siamo – se giovani maschi, sopratutto – in balia di ormoni esattamente come succede agli scimpanzé, nostri parenti più prossimi. Solo il timore inculcato dalle religioni e da uno stato funzionante, cioè repressivo, ci impedirebbe di realizzare la pulsione che si esprime in pensieri come “quello lì lo strozzerei”, “questi non sono esseri umani” ecc.

Chi non l’hai mai pensato alzi la mano. Prima di disperare però, un pro-memoria: in 6-7 milioni di anni, dai nostri antenati si sono evoluti i bonobo che “fanno l’amore, non la guerra”.

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Libri citati

  • J.-J. Rousseau, Emilio o Dell’educazione, Oscar Mondadori, ult. rist. 2007
  • Steven Pinker, Il declino della violenza, Mondadori 2013
  • Jared Diamond, Il mondo prima di noi, Einaudi 2013
  • Konrad Lorenz, Il cosiddetto male, Adelphi 1967
  • Frans De Waal, Far la pace tra le scimmie, Rizzoli 1989; Naturalmente buoni, Garzanti 1997

Crediti immagine: TorbenB

3 Commenti

  1. non dimentichiamo i progressi dell’ agricoltura che stanno allontanando lo spettro della fame, burocrati permettendo. Cesare

  2. Non appena l’Uomo si accorge, sia pur minimamente, che sta per diminuire il suo soddisfacimento dei bisogno primari fra i suoi necessari, (Cibo ) viene preso da una vera e proprio INVOLUZIONE verso il suo Essere cSELVAGGIO, verso li sue ORIGINI.

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