SALUTE

La resistenza agli antibiotici può essere aggirata

7808465302_c3b85c86c4_zSALUTE – E poi dicono che il Meccano è una cosa da ingegneri in erba… Pare invece che piaccia anche ai medici adulti. I ricercatori della San Diego School of Medicine dell’Università della California, montando e rimontando le strutture chimiche di un’intera classi di antibiotici, ne hanno ampliato le funzioni, e in alcuni casi anche migliorato l’efficacia contro i patogeni antibiotico-resistenti. Lo studio, svolto su modelli animali, è stato pubblicato sulla rivista statunitense PNAS.

Il medico Lars Eckmann e i suoi colleghi hanno ottenuto più di 650 composti, alterando leggermente gli elementi strutturali di una classe di antibiotici noti da mezzo secolo e usati per combattere praticamente tutto, dai batteri responsabili delle ulcere gastriche, ai protozoi che si trovano nell’acqua contaminata.

“I componenti di questa famiglia di antibiotici hanno tutti le stesse basi. Noi li abbiamo modificati, aggiungendo delle code di molecole extra, e cambiandone così forma e dimensioni”, spiega Eckmann. Il risultato: le forme alterate hanno cambiato il modo in cui molti dei nuovi composti attaccavano i patogeni, superando la resistenza pregressa dei microbi agli antibiotici.

I risultati potrebbero permettere di aggirare il problema della resistenza sviluppata da molti patogeni ai farmaci esistenti. Il Centro americano per il controllo delle malattie e per la prevenzione ha stimato recentemente che almeno due milioni di americani si ammalano ogni anno a causa di batteri antibiotico-resistenti, e che, di questi due milioni, ne muoiono più di ventimila. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è convinta che la resistenza agli antibiotici possa diventare una minaccia sempre più pericolosa per la salute pubblica globale.

Certo, la resistenza agli antibiotici è varia. “Si estende su tutto lo spettro”, secondo Eckmann. “Per alcuni microbi, la situazione è critica, e in questi casi rischiamo davvero di perdere la capacità di curare l’infezione”. All’altro estremo, abbiamo tipi di infezione in cui la resistenza sviluppata è minima. Dipende tutto dal tipo di microbo”.

Anche la resistenza antibiotica ai farmaci attuali della classe studiata dal gruppo californiano è varia. Il metronidazolo, per esempio, usato per curare una vasta gamma d’infezioni parassitiche e batteriche, è ancora molto efficace contro il protozoo responsabile di infezioni epatiche e intestinali potenzialmente fatali. Ma in alcuni paesi in via di sviluppo, più della metà delle infezioni dovute a un batterio dello stomaco che causa ulcere e cancri, è resistente al metronidazolo.

Eckmann e colleghi sostengono che il pieno potenziale dei farmaci della classe studiata dal gruppo è ancora ignoto, perché lo sviluppo commerciale si è bloccato dopo la loro introduzione, nel 1960. Ciò fu dovuto in parte al timore, poi rivelatosi infondato, che quei farmaci potessero aumentare la frequenza delle mutazioni genetiche. Studi successivi hanno però dimostrato che i composti di questi farmaci sono sicuri, e innocui per l’uomo, nel lungo termine.

La parte più complicata, confessa Eckmann, sarà ora rinnovare l’interesse e l’investimento nei farmaci modificati. Eckmann ha intenzione di raffinarli ulteriormente, in preparazione di trial clinici sull’uomo. Sarà una lotta in salita, ammette. Anche se l’Oms ha classificato il metronidazolo come ‘medicina essenziale’, non ci sono garanzie nel futuro di un mercato lucrativo per nessuno dei farmaci modificati.

“Le case farmaceutiche sono in genere riluttanti a sviluppare nuovi farmaci, a meno che non ve ne sia un forte mercato. Le case si chiedono: ‘Il farmaco cura una malattia a costi che giustifichino l’investimento finanziario iniziale per il suo sviluppo?’, afferma Eckmann. Il medico spera che, grazie alla notevole versatilità dei composti sviluppati dal gruppo, la risposta nel suo caso possa essere un sì.

Crediti immagine: Iqbal Osman, Flickr

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