AMBIENTE

Complimenti professor Dumpster

jeff-dumpster-panorama-980x523AMBIENTE – È proprio convinto e se la ride, dietro a quegli occhiali da nerd. Sa che tanti lo considerano pazzo e ridicolo ma va avanti per la sua strada, o meglio se ne sta nel suo cassonetto. Sì, perché Jeff Wilson, professore di scienze ambientali alla Huston Tillotson University (Austin, Texas), vivrà per un anno in un cassonetto dell’immondizia. Una sfida per dimostrare che si può vivere anche con meno, alla faccia del consumismo made in USA.

Il professor Dumpster, così è stato soprannonimato ad Austin, se ne starà per 365 giorni in un cassonetto di tre metri e mezzo quadrati (“che equivale all’1% della superficie media delle case costruite negli Stati Uniti nel 2011” – ci tiene a puntualizzare Jeff). Ma non resterà tra i rifiuti. L’idea è quella di coinvolgere attraverso un blog ed eventi pubblici, studenti, cittadini e tutti quelli che avranno buone idee, per trasformare un anonimo e puzzolente cubo di lamiera, in un’abitazione sostenibile a impatto ambientale praticamente nullo.

Ad aiutare il professor Wilson, nel mettere in pratica tutte le soluzioni per una vita a impatto zero, ci sarà il Dumpster team composto da Liz Ogbu, esperta in design sostenibile, Vanessa Svihla specializzata nell’educazione per la scienza e la tecnologia, Barbara Brown Wilson, ricercatrice in educazione alla sostenibilità, Rich Corsi, ingegnere ambientale e Les Shephard, esperto di acqua ed energia. “Il cassonetto è il miglior simbolo che potevamo scegliere per combattere il consumismo- spiega Jeff – lo trasformeremo in un esempio di abitazione sostenibile e laboratorio di sperimentazione, sotto gli occhi di tutti”. Sarà una casa modello, dove il professor Wilson potrà consumare esclusivamente l’energia prodotta dai pannelli solari (zero kilowattora “bruciati” dalla rete contro gli 11.000 kwh consumati in media all’anno da una villa americana), avrà un sistema di filtraggio dell’acqua che gli permetterà di utilizzare 18 litri al giorno e avrà una produzione di rifiuti pari a zero.

“Come dovranno essere le nostre case in un mondo con dieci miliardi di persone?” – chiede il professor Wilson – il nostro è un esperimento per attirare l’attenzione e costruire un dialogo su cosa significa vivere meglio anche con meno”. E così sul blog del Dumpster Project c’è chi chiede di che tipo sarà la toilette, chi si stupisce per la superficie minima dell’abitazione, chi propone sistemi per ottimizzare l’energia, chi si preoccupa della connessione wifi, chi non ci crede, chi semplicemente fa i complimenti per la bella trovata, chi se la cava con un semplice good luck. Nel frattempo, Jeff e il suo team si danno da fare e hanno portato la “casa pattumiera” nel bel centro di New York, per farla vedere al pubblico della Grande Mela. Nulla di strano, visto che uno degli obiettivi del progetto è quello di sviluppare l’abitazione in Texas e portarla in giro il più possibile in modo che la gente ne parli e si faccia delle domande.

“Si può vivere anche con meno – ripete ancora una volta Jeff sul suo blog – il bello è che ci crediamo e che è una sfida che non sappiamo dove può arrivare”. Complimenti professor Dumpster e attenzione al camion della spazzatura.

Crediti immagine: dumpsterproject.org

2 Commenti

  1. geniale….
    pensate che bello sarebbe mettere 600 cassonetti a Montecitorio e circa 300 al senato.
    In questo caso, però, bisognerebbe fare accorrere subito anche un centinaio di camion raccoglitori e compattatori (specialmente compattatori).
    E così, forse, potremo ricominciare da capo a cercare di costruire un futuro per i nostri figli.
    Mauro Marchionni – ingegnere meccanico e, secondo coloro che nella politica ci sguazzano e si ingrassano, squallido qualunquista –

  2. Un tipo brillante, non c’è che dire. E anche astuto, sospetto: ha probabilmente capito che le soluzioni a basso costo / basso impatto avranno un mercato grandissimo nel mondo di domani. Auguri.

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