CRONACAULISSE

“Che naso grande che hai!” “È per respirare meglio!”

406595720_e7cb50a72d_bCRONACA – Nasi: ce ne sono di ogni forma e dimensione, ma una cosa è certa. Nelle popolazioni di origine europea, quelli degli uomini sono più grandi di quelli delle donne.

Secondo un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology, infatti, il naso degli uomini tende ad essere circa del 10% più grande. Come spiega l’autore Nathan Holton dell’UI College of Dentistry, si tratta di una differenza che trova origine nella diversa costituzione fisica dei due sessi e dalle diverse richieste energetiche che questa comporta. I maschi infatti hanno generalmente una maggior quantità di massa muscolare magra, che per la crescita e il mantenimento è più dispendiosa: ha bisogno di un apporto d’ossigeno maggiore e dunque di un naso più grande per respirare meglio.

Quando si comincia a notare questo divario nasale? Intorno agli 11 anni, quando inizia la pubertà e le femmine hanno la tendenza a sviluppare più massa grassa rispetto ai maschi, nei quali circa il 95% del peso corporeo guadagnato deriva da massa muscolare priva di grasso (contro un 85% delle femmine). Il team di Holton ha seguito la crescita di 38 persone di origine europea nell’ambito di uno studio chiamato Iowa Facial Growth Study. Per tre anni hanno monitorato lo sviluppo fisiologico di corpi  e nasi, prendendo misure a intervalli regolari per ciascun individuo, sia internamente che esternamente. Hanno così avuto conferma di come fino alla pubertà non si notassero grosse differenze tra i due sessi, mentre in seguito il divario diventava chiaramente percepibile; anche quando la corporatura era simile, i maschi sviluppavano dei nasi più larghi.

Secondo l’autore non è improbabile che le stesse differenze si possano riscontrare nella maggior parte delle popolazioni del pianeta, anche se saranno necessari altri studi per confermarlo. Di certo questo studio permette di guardare ogni naso con occhi diversi: non si tratta più solamente di un’appendice decorativa del viso, scherza Holton, potremmo considerarlo a tutti gli effetti una preziosa estensione dei polmoni, indipendente in un certo senso dallo scheletro e legata più intimamente con altri aspetti  della nostra anatomia.

La ricerca ha regalato una nuova cornice evolutiva anche a nasi molto più antichi dei nostri, come quello dell’ uomo di Neanderthal che non aveva solamente un naso sensibilmente più largo del nostro, spiega l’autore, ma sappiamo per certo che era anche dotato di un corpo con molta più massa muscolare. Un corpo dispendioso da mantenere, che andava rifornito con un adeguato apporto d’ossigeno. Per quanto riguarda noi, invece, ce la caviamo tranquillamente con appendici nasali relativamente modeste e polmoni di dimensioni ridotte.

Crediti immagine: Fabrizio Salvetti, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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