SALUTE

10 domande sui cosmetici biologici e naturali

8577755627_94a0c8b73e_bSALUTE – Dopo avervi tranquillizzati qui e qui sulle varie sostanze chimiche utilizzate nei prodotti cosmetici (affinché sappiate bene cosa spalmate e spruzzate), parliamo del biologico in cosmesi. Niente pesticidi, erbicidi, fungicidi e OGM. Fertilizzanti solo se organici e buone pratiche di tutela dell’ambiente. Ah no, quella era l’agricoltura. Perché un cespo di insalata biologica è biologico se rispetta determinati principi, ma un prodotto cosmetico? I cosmetici non crescono sugli alberi, perciò sorge spontaneo domandarsi quando un prodotto si può definire ‘biologico’ (e per definire intendo: etichetta) e quando invece ‘naturale’.

Andando a leggere il disciplinare di Ecogruppo Italia, un organismo di controllo e certificazione che opera nel campo delle produzioni ecosostenibili, scopriamo che anche tale disciplinare “nasce dall’esigenza di regolamentare il settore bio-cosmetico, a tutt’oggi privo di una normativa sia comunitaria che nazionale, e dalla necessità di fornire una soluzione alle lacune connesse ai processi di produzione e commercializzazione dei cosmetici biologici e naturali”.

Per meglio comprendere questo schema di certificazione, abbiamo parlato con M. Luisa d’Antonio, responsabile dell’Ufficio Cosmesi di Ecogruppo Italia.

Quando un prodotto cosmetico si può definire biologico e quando naturale?

Gli elementi che caratterizzano la cosmesi biologica e naturale sono: ingredienti di origine naturale, biodegradabili e che provengono da agricoltura biologica. C’è inoltre il divieto di utilizzare sostanze di sintesi chimica, e le confezioni sono realizzate in materiale riciclabile per avere basso impatto ambientale.

Anche i processi estrattivi delle sostanze utilizzate nel cosmetico vengono regolati dai disciplinari degli istituti di certificazione e controllo. Per gli ingredienti naturali sono ammessi solo processi di tipo fisico come distillazione e filtrazione, e vietati tutti i processi di tipo chimico che possono alterare la struttura stessa della sostanza utilizzata. Si privilegia l’uso di ingredienti naturali come acque floreali (distillate da piante aromatiche) olii vegetali, olii essenziali e fitoestratti, preferibilmente provenienti da agricoltura biologica. I cosmetici biologici non contengono coloranti né profumi sintetici.

Quali sono i criteri di base dei cosmetici biologici e naturali da voi certificati?

La certificazione permette di garantire ai consumatori il più alto livello di qualità ‘naturale’ e ‘biologica’. Nel caso di Ecogruppo Italia, il 95% degli ingredienti del cosmetico deve essere naturale, o di origine naturale. È inoltre ammesso un utilizzo di additivi per un massimo del 5%, fondamentalmente per garantire la sicurezza del cosmetico.

Per quanto riguarda gli ingredienti provenienti da coltivazione biologica, devono costituire:

  • il 95% degli ingredienti vegetali nel caso del cosmetico biologico (il 10% rispetto al cosmetico in toto);
  • il 70% degli ingredienti vegetali per il cosmetico naturale (il 5% rispetto al cosmetico in toto).

In entrambi i casi si tratta di una percentuale considerevole, perché con buona approssimazione possiamo dire che le formulazioni contengono acqua dal 50 al 80%, ed Ecogruppo Italia non somma le acque floreali alla quota degli ingredienti bio, a differenza di molti altri organismi di controllo e certificazione.

Perché nei prodotti cosmetici biologici sono vietati i trattamenti ionizzanti? In cosa consistono?

I trattamenti ionizzanti vengono effettuati per abbassare la carica microbica, ma possono modificare la struttura chimica di alcuni componenti. L’irradiazione è vietata sia nel prodotto finito che nelle materie prime, non solo per gli ingredienti bio, che non dovrebbero subire tali processi per definizione, ma per tutti gli ingredienti presenti nel cosmetico.

Perché è importante l’assenza di nitrosammine?

Le nitrosammine sono carcinogeniche. In realtà non si tratta di ingredienti primari utilizzati nei cosmetici, ma si formano, senza scendere in particolari tecnici, da reazioni tra gli ingredienti quali DEA (dietalonamina), TEA (trietanolamina), MEA (monoetanolamina), sodium lauryl sulfate, sodium laureth sulfate e via dicendo.

Nei processi produttivi del cosmetico biologico/naturale è compresa la “gestione dei prodotti di scarto”. Come vengono smaltiti?

Noi promuoviamo sempre il riciclo di alcuni sottoprodotti dei processi di lavorazione, qualora sia possibile. Durante i controlli che effettuiamo nel sito di produzione verifichiamo anche che sia praticata la raccolta differenziata, e che i rifiuti che lo richiedono vengano smaltiti in modo corretto. Si controllano quindi i contratti con le ditte di smaltimento, le bolle, le ricevute e tutto quello che può dimostrare una corretta gestione dei rifiuti.

Etichettatura: cosa deve figurare in etichetta se il prodotto è certificato biologico?

La certificazione rappresenta la garanzia che i criteri sopra elencati vengono rispettati, e che il cosmetico è risultato conforme dopo i controlli dell’istituto certificatore. La denominazione INCI (l’elenco di sostanze presente sull’etichetta) permette al consumatore il facile e immediato riconoscimento dei cosmetici ‘veramente naturali’, che vanno distinti da quelli spacciati come tali ma che nella formulazione non lo sono affatto.

Questo elenco, però, non è di facile comprensione per tutti. Il produttore che ottiene la certificazione può esporre in etichetta la dicitura di conformità e l’apposito logo previsto dal regolamento dell’istituto che lo ha certificato, facilitando così il consumatore nella scelta di un cosmetico realmente naturale o biologico.

Che differenza c’è tra i packaging ecosostenibili dei prodotti biologici e quelli convenzionali?

Per i cosmetici biologici e naturali viene richiesto l’utilizzo di plastiche riciclabili. È vietato l’utilizzo di gas propellenti e di alcune plastiche ritenute dannose per l’ambiente e/o per l’uomo.

In base a cosa alcuni processi di lavorazione (chimici) sono autorizzati e altri no?

Nei cosmetici biologici e naturali certificati non si fa uso di materie prime non naturali o considerate “a rischio” per la salute dell’uomo. Non si utilizzano ad esempio derivati di origine petrolifera, paraffine, formaldeide e coloranti di origine sintetica. Tali sostanze possono essere sostituite da derivati vegetali, più sicuri per la salute del consumatore e con impatto ambientale più basso.

Nonostante questo, alcuni ingredienti di origine naturale devono subire obbligatoriamente dei passaggi chimici per poter svolgere la propria funzione (es. i tensioattivi). I processi chimici autorizzati sono quelli che un comitato tecnico ha riconosciuto come a minor impatto ambientale, e meno rischiosi per la salute.

Queste linee guida sono valide per tutti gli enti certificatori oppure, a fronte della scarsa regolamentazione del settore, ogni ente ha un proprio vademecum?

Gli Istituti di Certificazione e Controllo sono Organismi riconosciuti con decreto del Ministero delle Politiche agricole e forestali, e possono effettuare i controlli e la certificazione delle produzioni biologiche agro-alimentari.

Va precisato infatti che non esiste una legge, nazionale o internazionale, che definisca in modo univoco il concetto di cosmetico biologico e naturale. Per questo gli Organismi di Controllo e Certificazione hanno istituito propri disciplinari, a cui si attengono i produttori per ottenere la certificazione dei loro prodotti. Si tratta di enti esterni e indipendenti, che tramite i propri tecnici verificano l’osservanza dei disciplinari da parte delle aziende produttrici certificate. A loro volta, vedono il proprio operato valutato da diversi organi nazionali e internazionali.

Purtroppo non tutti i disciplinari dettano gli stessi criteri da adottare, e questo determina non poca confusione sia per i consumatori che per gli addetti ai lavori. Ci auspichiamo tutti, quindi, che i legislatori diano un’occhiata a questo settore in grande evoluzione.

Come vengono scelte le materie prime?

In questi ultimi anni c’è stata una richiesta sempre più alta di materie prime naturali e biologiche, mentre all’inizio, per i primi formulatori che hanno creduto nella “cosmesi Bio”, è stato molto complicato reperirle. Moltissime aziende di materie prime ora hanno nei propri listini delle referenze biologiche, e la sfida è cercare di sostituire sempre più le materie di sintesi, o ricavate attraverso la sintesi chimica, con molecole 100% naturali.

Crediti immagine: Maria Morri, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

2 Commenti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: