SCOPERTE

L’eco del Big Bang

NGC_4414_(NASA-med)SCOPERTE – L’annuncio è stato dato ieri pomeriggio dall’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics durante un seminario alle 15.45 e poi in una conferenza stampa alle 17: il telescopio BICEP2 sembra aver osservato indirettamente le onde gravitazionali. Per chi non è del mestiere questa notizia può non sembrare gran che ma, se convalidata da altri eseprimenti, confermerebbe definitivamente la teoria dell’inflazione secondo la quale, subito dopo il Big Bang, l’Universo si sarebbe espanso molto velocemente.

Abbiamo chiesto un commento della notizia a Carlo Baccigalupi, professore associato di astrofisica alla SISSA di Trieste:

I risultati presentati ieri dagli scenziati impegnati nell’analisi dei dati dell’esperimento BICEP2 riguardano una componente (polarizzazione) della luce che riceviamo dalle regioni più antiche dell’Universo, vicine al Big Bang. Secondo le teorie riguardanti la Forza di Gravità (Relatività Generale di Albert Einstein) e i modelli esistenti di Universo primordiale, questa componente conterrebbe, in piccolissima parte, un “disturbo” dovuto a delle oscillazioni spaziotemporali prodotte durante il Big Bang, note anche come onde gravitazionali. Se esistenti, queste onde imprimono un segnale ben riconoscibile alla luce cosmica, che sarebbe appunto stato rivelato nei dati dell’esperimento BICEP2.

Trattandosi di una osservazione e potenziale scoperta importante per l’intera Fisica, che apre nuovi orizzonti nello studio della Gravità e dell’Universo Primordiale, occorrerà come per ogni altro risultato un attento esame della metodologia usata per l’analisi dei dati, e soprattutto la conferma da un esperimento indipendente.

Si tratta comunque di un grande passo in avanti per gli scienziati impegnati in queste ricerche, e per le tecnologie impiegate per le osservazioni.

Ulteriori dettagli nel prossimo approfondimento, stay tuned.

Crediti immagine: NASA, Wikimedia Commons

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

3 Commenti

  1. Ciao a tutti…
    Che ne è stato di Virgo?
    L’apparato relativo (posto che esista ancora), potrebbe comprovare quando osservato da Bicep2?
    Se non erro però, Virgo cercava le onde gravitazionali nello spazio-tempo con una tecnica volta ad individuare le distorsioni nello stesso, ma non tramire l’osservazione della luce, tramite la verfica di eventuali “stiramenti” dello spazio…
    Oppure quanto rilevato Bicep2 non è rilevabile da Virgo?

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