Un nuovo metodo per misurare meglio la costante G

Un team INFN e Lens potrebbe aver determinato una volta per tutte la celebre costante gravitazionale di Newton

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SCOPERTE – Quando si parla di scoperte e fisica è necessario camminare con i piedi di piombo. L’ultima di una serie di notizie di questo tipo è quella secondo cui un team di fisici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Laboratorio Europeo di Spettroscopia non Lineare (Lens) di Firenze sarebbero riusciti a determinare una volta per tutte la misura di G, la celebre costante gravitazionale di Newton.

“È vero: la misurazione che abbiamo eseguito è molto precisa, ma il punto qui è un altro” spiega Guglielmo Tino, ordinario di Fisica della materia presso l’Università di Firenze e associato all’INFN. “La vera notizia è che abbiamo lanciato un metodo di misura che mette insieme gravità e meccanica quantistica, applicabile anche in riferimento ad altre quantità. Inoltre è bene precisare che qui non si tratta di aver scoperto il valore di G, quanto piuttosto di aver ottenuto una misura molto precisa di questa costante. Qualcuno fra una settimana potrebbe determinare un’approssimazione ancora migliore della nostra, è il valore metodologico dei nostri esperimenti a rappresentare il vero traguardo.”

Gli esperimenti per riuscire ad avvicinarsi a una misura precisa di G cominciano nel 1798 quando Henry Cavendish, fisico scozzese, fornì la prima misura di questa costante deducendo la densità media della Terra. In più di 300 anni di esperimenti, però, i fisici non si sono mai accontentati delle loro approssimazioni: gli esperimenti eseguiti hanno infatti dato innumerevoli risultati, spesso anche assai lontani fra di loro. Finora, però, tutti i tentativi di determinare G hanno fatto uso del metodo di Cavendish: due sfere usualmente d’oro e un sistema per misurare la forza che una sfera esercita sull’altra. Ebbene, proprio un esperimento così semplice non è riuscito nei secoli a mettere d’accordo la comunità dei fisici una volta per tutte.

Ma come si fa a capire quando una misura è migliore di un’altra? Se nei casi di altre costanti le differenze tra le misurazioni rientrano comunque all’interno di un intervallo di incertezza, nel caso di G le misure effettuate discordano oltre il range di incertezza.

“Il difetto intrinseco di un metodo come questo – spiega Tino – è la disomogeneità che facilmente può caratterizzare il sistema. Se per esempio le sfere d’oro al loro interno hanno delle disomogeneità si può ripetere la misura quante volte su desidera, ma i risultati saranno sempre discordanti.” In questo senso dunque anche in un caso così sui generis come quello della costante newtoniana, si può capire quando una misura è migliore di un’altra: quando l’apparato sperimentale riduce al minimo i suoi difetti sistematici.

L’esperimento MAGIA ha lavorato proprio in questa direzione, utilizzando non più due masse come si è usato sin dai tempi di Cavendish, ma un’unica massa, una sorgente di tungsteno che funge da fonte gravitazionale. Il ramo in cui si colloca l’esperimento è quello dell’interferometria atomica, che si fonda sulla natura doppia, corpuscolare e ondulatoria, di tutti i costituenti della materia. Nell’esperimento una nuvola di atomi di rubidio viene lanciata verticalmente nel vuoto e raffreddata con una luce laser per rallentare e “intrappolare” gli atomi, portandoli da una velocità di alcuni chilometri al secondo, tipica di un gas a temperatura ambiente, a una velocità di pochi millimetri al secondo, tipica di un gas a una temperatura vicina allo zero assoluto.

A velocità così basse è infatti possibile considerare gli atomi come onde. È qui che entra in gioco la massa di tungsteno di 500 kg, che viene posta a pochi cm dagli atomi al fine di misurare la variazione dell’accelerazione degli atomi di rubidio che essa stessa genera. “Abbiamo dunque utilizzato le proprietà della meccanica quantistica, che permette di trattare gli atomi come onde e come particelle, per ottenere il valore di G. Un metodo di misura quantistico invece che uno che si basa sulla fisica classica.”

Data l’importanza di questo prototipo di esperimento, quello che gli scienziati attendono sono corroborazioni sperimentali da parte di altri laboratori, primi fra tutti un gruppo di Stanford che da anni sta conducendo un esperimento che utilizza questo metodo, e un team cinese, che sta organizzando un esperimento simile a MAGIA. “Un ultimo aspetto, curioso, di questo nostro risultato – prosegue Tino – è che tutto questo è stato fatto a Firenze, patria di Galileo Galilei: un importante passo in avanti come metodologia sperimentale proprio dove il metodo scientifico è nato.”

@CristinaDaRold

Leggi anche: MAGIA misura la curvatura del campo gravitazionale

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10 Commenti su Un nuovo metodo per misurare meglio la costante G

  1. Claudio Casonato // 1 luglio 2014 alle 17:56 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

  2. Buon giorno
    Mi chiamo cortesi Carman di Lugo RA

    Io non sò come i fisici di oggi ancora siano convinti della esistenza della gravità
    Penso che bisogna destarsi da questo torpore .
    Prove ontologiche del nostro laboratorio testimoniano con certezza che la gravità non è mai esistità
    Cerchiamo di aprire le menti e leggere con mente aperta e non preconcetta il sito di http://www.cortesi-gravity.it . Ricordandovi che non facciamo teorie ma fatti reali di laboratorio
    Finalmente capirete perché la gravità non esiste e tanti altri fenomeni.

  3. Giuseppe Chiofalo // 5 luglio 2014 alle 14:22 // Rispondi

    Giuseppe Chiofalo
    Un metodo di misura quantistico? Ma, l’apparecchio di misura ha sempre un carattere classico; è’ invece il processo di misura che, in meccanica quantistica si distingue per la sua intrinseca irreversibilità, benché sia invariabile la equazione d’onda rispetto al segno del tempo, ossia per la differenza tra passato verificato in atto dalla grandezza misurata e la congiunta imprescindibile creazione di un nuovo stato per il futuro al quale la grandezza si dispone come variabile aleatoria: non ha “la certezza” letta precedentemente dall’apparecchio
    In assenza di precisazioni di merito nell’articolo, e fermo restando il carattere della misurazione in quantistica essenziale e intoccabile, si può annotare che certamente il metodo “lanciato” non “mette insieme gravità e meccanica quantistica” (almeno fino a quando non si realizzi il sogno di Einstein); si tratta, invece, per un calcolo di G lodato una volta per tutte, di operare in modo da pervenire ad una misura precisa e rapida anzitutto della posizione, della distribuzione della nuvola di atomi, e per questo non v’é bisogno di introdursi in ambito futuribile di gravitazione e quantistica; anzi si tratta di tenere bene in mente che per principio in questo ambito non sarebbe possibile una misura rapida e arbitrariamente precisa dell’impulso; e che quando l’impulso della particella è troppo piccolo non sono nemmeno affidabili approssimazioni quasi classiche.
    Infatti, le proprietà di un sistema fisico sono quasi classiche se le lunghezze d’onda brogliana sono piccole rispetto alle dimensioni caratteristiche delle condizioni sperimentali; e questo requisito comprensibilmente è da realizzare nel rispetto dei pochi cm concessi agli atomi di rubidio dalla massa del tungsteno sorgente di campo data la sua massa rispettabile in ruolo di massa gravitazionale.
    Insomma il tutto, si presenta come una originale impostazione di condizioni al più di fisica quasi classica: almeno secondo gli accennati articolati rimandi teorici questo è dato percepire. Anzi, con qualche perdonabile forzatura il modus operandi sembra ricordare l’esperimento di Roberto MilliKan (1909). Ma non è il caso di approfondire questa analogia suggestiva la cui valenza euristica tuttavia non è tanto strana, dato che da parte dei brillanti ricercatori, anzitutto ben augurante, si “lancia una nuvola di atomi di rubidio” “verticalmente nel vuoto”. Nel vuoto? Ma certo. Anche Millikan esonerava il mezzo dalla spinta di Archimede sulle goccioline d’olio che il mezzo tuttavia per attrito era chiamato a rendere cariche: entia non sunt multiplicanda præter necessitatem.
    Palmi, 05 luglio 2014 Giuseppe Chiofalo.

  4. Domenico Annunziata // 5 luglio 2014 alle 17:39 // Rispondi

    Mi congratulo con i ricercatori perché, forse, in tal modo un giorno sarà possibile osservare piccole variazioni di G. Infatti cosa garantisce che G sia veramente costante? Nulla. Ho una teoria della gravitazione che spiega il principio di indeterminazione e in base alla quale la forza gravitazionale è naturalmente quantizzata; con essa si spiega il comportamento quantistico delle particelle subatomiche, il decadimento del neutrone e degli atomi radioattivi, l’energia oscura ed altro. Si dimostra inoltre che quello della materia oscura è un falso problema: dipende dal fatto che le galassie lentamente si espandono, come l’intero universo, e la velocità delle stelle periferiche, pur allontanandosi dal nucleo centrale lungo una spirale, non perdono velocità. Praticamente il campo gravitazionale si può considerare conservativo solo per tempi non molto lunghi. In base alla mia teoria i corpi non si attraggono ma sono spinti l’uno verso l’altro; un campo gravitazionale non può essere comunque intenso: nell’epoca attuale non può superare il valore 1,668∙10^6 m/s^2. La forza gravitazionale è un fenomeno statistico per cui se consideriamo una particella di massa piccolissima, come un elettrone, non è nulla la probabilità che in certi istanti abbia peso negativo ossia che sia spinta verso l’alto invece che verso la Terra. La traiettoria che segue una particella subatomica quando “cade” non è parabolica ma a zigzag. L’espressione del campo gravitazionale a distanza r da un astro di massa M è g = H[1- exp(-kM/r^2)] con Hk = G, H =1,668∙106 m/s2 , k = 4∙10-17 m2/kg e, come si vede, sviluppando in serie di potenze, per campi non molto intensi si riduce a g = GM/r^2. Praticamente nel sistema solare possiamo continuare ad usare tranquillamente la legge di Newton che, tra l’altro, applicata correttamente, spiega l’ammontare della precessione del perielio di Mercurio. E’ sufficiente tener presente che nel riferimento ancorato al Sole, che non è rigorosamente inerziale, l’accelerazione cui è soggetto Mercurio è G(M+m)/r^2 , non GM/r^2. Per saperne di più contattatemi. d.annunzita@libero.it
    Domenico Annunziata

  5. Mi scuso per la mia perspicacia ,ma leggere ancora di piccole variazioni di gravità in questo mondo scientifico che fino ad oggi ha perso solo del tempo per creare teorie fantascientifiche , tutto è basato sul proprio pensiero creando delle difficoltà insormontabili. kierkegaard asserisce che non si può pensare di scoprire qualcosa di nuovo che il pensiero non può pensare. Occorrono prove di laboratorio certe. Poi matematicamente possiamo quantificare i risultati reali delle varie scoperte. La realtà è che studiamo la gravità mai esistita e ne facciamo dei romanzi, , affidandoci alle variazioni di peso che sono create dalla velocità della espansione non certamente dalla gravità. Come le onde gravitazionali non sono mai esistite (motivo per cui non si sono mai ricevute) Noi abbiamo scoperto le vere O.G. Oggi si chiamano O.C. dimensionate 10^24 più grandi delle onde Relativistiche.
    La gravità non è mai esistita , Altrimenti saremmo già un corpo unico nell’universo.
    Immaginiamo che un individuo si gettasse da un campanile, alto m.30. Avrebbe solo l’impressione di cadere mentre, sarebbe la terra che proseguendo nella sua direzione e velocità espansionistica accelerata andrebbe incontro all’individuo perché l’individuo staccandosi dal campanile non può più percepire la velocità accelerata che lo mantiene in cima al campanile e quindi per l’individuo non cambia nulla alla fine si troverà sempre ammaccato in terra. Rimane il fatto certo, che la terra ha si una forza attrattiva ma sicuramente una Forza Centripeta di scarsa attrazione verso il suo centro con velocità di 1668km./h. Aggiungendo la velocità della espansione la somma delle due velocità ci dà la velocità di caduta di 9m/s2 distribuendo uniformemente tale forza in tutta la superfice sferoidale. Succede cosi per la terra e per tutti gli astri dell’universo che essendo sferici e ruotando attorno ai propri assi e viaggiando a 2400km/s creano la propria forza centripeta uniformemente tutto attorno alle proprie superfici. Tutta la materia dell’universo non sferica è ovvio che non potendo ruotare potrà nel tempo solo urtare nei vari astri nello spazio dell’universo. Perché in questa materia non essendo sferica non ruotando non potrà creare i momenti angolari e non potrà avere una forza centripeta chiamata erroneamente gravità..

    Vi domanderei una risposta di buon senso ; Come mai i gravi cadono tutti alla medesima velocità al quadrato? Se fosse una vera forza attrattiva è logico che i più pesanti cadrebbero prima, come mai questo non succede.
    http://www.cortesi-gravity.it pagine 3 – 9 – 23 – 24 – 25 Grazie per le risposte

  6. Giuseppe Chiofalo // 10 luglio 2014 alle 14:17 // Rispondi

    Giuseppe Chiofalo
    Il fervore delle affermazioni circa l’esistenza o meno della gravità è coinvolgente; ma mancano rimandi benché brevi, significativi e coerenti con l’oggetto da confutare”; cioè col contenuto dell’articolo su la misura di G.
    Anzitutto, l’articolo allude ad una storia densa quanto severa di processi di misura mentre si espone parecchio all’onere di dimostrare quanto va affermando: una fase matura accurata della costante G, con criteri, concetti e metodi di quantistica e relatività. Ed allora, in campo è la attendibilità non l’ontologia della notizia.
    Ora, dato che una misura migliore di G, migliora l’unitarietà di una fenomenologia la cui importanza immensa è non solo teorica, ma anche ricca di dati sperimentali impegnativi e lontani da pareri congelati in una tradizione popolare, è condivisibile che essa sia oggetto di ricerca rinnovata, purché certamente non disinvolta ma critica e capace di farsi carico delle ineludibili connesse problematiche ben note alle attuali ricerche di frontiera.
    Insomma, è necessario, puntare, per un esame critico della misurazione di G, sulla fondatezza del metodo e dell’obiettivo; e per la condivisione o l’opposizione, occorre tenere presente che ogni impresa conoscitiva, se adeguata al compito, ha sempre sostegno in un sistema ipotetico deduttivo attento alla messe di dati elargiti dall’esperienza: nuova o straordinaria, da una via di ricerca è avventato licenziare l’assetto di una oggettività, concetto critico interdisciplinare complesso, il cui pioniere, sul piano teorico e fattuale, è Isaac Newton. Ad esempio, è difficile licenziare strutture concettuali di fisica matematica o di matematica fisica per rendere possibile negare la esistenza della gravitazione senza barattare logos con mythos. Ed ancora, si può licenziare il concetto di forza, ma non quello di massa portato a nuova vita nella sintesi reale (einsteiniana) dei suoi attributi gravitazionale e inerziale, o come cosa equivalente ad energia, o scodellata attraverso il campo di Higgs.
    In somma, se ci poniamo la domanda: C’è il campo gravitazionale?, la risposta, quale che sia, è tenuta ad analizzare le strutture storico-culturali del concetto di spazio, senza perdere di vista che esso è quello antropocentrico (del senso comune) o lo spazio assoluto newtoniano chiamato a contenitore di fenomeni ed oggetti e dove l’assenza di forze si legge da moti rettilinei (retta euclidea) uniformi (per tempi assoluti). Occorre tenere presente che il tale che si lancia dalla torre di Pisa, versione agghiacciante del più morbido esperimento mentale dell’”ascensore”, (A. Einstein), non deduce che non c’è gravità ma un campo che ripaga l’inerzia della massa alla pari interamente con la virtù gravitazionale della massa medesima.
    Prima di svuotare di senso una misura di G, occorre non sottovalutare che il campo gravitazionale (cioè: una funzione di posto e di tempo, con equazioni differenziali, e varianza ben definita), dota di accelerazione un riferimento senza sottrarlo al suo ruolo inerziale. Nulla di recondito, è limpidamente leggibile su una varietà differenziabile riemanniana, (campo tensoriale) con la magistrale disponibilità dii uno spazio metrico, una creazione della mente umana, questa volta dotata di pensiero simbolico e abilitata alla conoscenza e delle ragioni della propria ragione che all’intelletto offre categorie e forme “adattabili e servibili”.
    Il resto è coerente opera del genio che nella metrica riemanniana elabora un tensore a divergenza nulla, che è la porta magica delle equazioni della gravitazione einsteiniana.
    In questo contesto di essenza, esistenza, essere, trova vigore l’evento di una analisi valutativa di orizzonti (valori e limiti) dell’impianto concettuale; una epistemologia certo non del nulla che annulli con uno sbrigativo quanto, ripeto coinvolgente “non esiste la gravitazione”.
    Sarebbe togliere consistenza e senno alla misura di G di cui in articolo. E bisognerebbe avere serie ragioni per farlo.
    Palmi, 09 luglio 2014 Giuseppe Chiofalo

  7. Di solito il mio sistema di discutere la fisica reale è quello di confrontarmi con realtà sperimentali
    Poi matematicamente ne deduco le dimensioni come ho già scritto sono tutte realtà di laboratorio .
    ove volendo chiunque può provare , a rifare gli esperimenti eseguiti nel mio laboratorio. Purtroppo come al
    solito quando si è convinti di avere la verità , purtroppo astratta basata su studi obsoleti e di convinzioni
    matematiche proprie purtroppo si arriva alla confusione.
    Se ripeto che la gravità non esiste perché vi sono prove certe ontologiche .
    Mi permetto di elencare scoperte fatte nel mio laboratorio che comprovano che la gravità non esiste.

    LE GRANDI SCOPERTE GIA’ ACCERTATE NEL NOSTRO LABORATORIO
    Scoperto come e perchè si generano i CICLI – CIRCADIANI
    Scoperto come si formano veramente le maree Sigiziali e le maree contrapposte
    Scoperto perchè le orbite dei pianeti sono ellittiche con due velocità
    Scoperto come si approvvigionano di energia le orbite dei pianeti per continuare ad orbitare in eterno
    Scoperto come si approvvigionano gli elettroni per orbitare in eterno attorno ai propri nuclei
    scoperto tutti i dati astronomici dei cicli terrestri ove fino ad oggi dati per certo erroneamente generati dalla gravità mentre sono generati dalla contrapposizione delle Onde Centrifughe , Vedi gli Afeli , i Perieli , gli Apogei , i Perigei, Luna Nuova Luna Piena, Le Maree Sigiziali e Maree Contrapposte . Tutti questi fenomeni non sono generati dalla gravità che non esiste ma dalla contrapposizione delle Onde Centrifughe.che vengono a scontrarsi in opposizione di fase tra Terra Luna, Terra Sole . Fino ad oggi si pensava erroneamente solo alle onde Gravitazionali mentre oggi finalmenete sappiamo che vi sono solo le Onde Centrifughe.
    Scoperto come e perchè la GRAVITA’ Non Esiste
    Scoperto che le Onde Gravitazionali non esistono ma esistono le Onde Centrifughe
    Chi volesse accertarsi dei risultati qui descritti nel sito, vi sono gli schemi elettrici e la descrizione della componentistica elettronica usata. Il laboratorio è sempre disponibile ad ogni vostra richiesta gcarman@libero.it http://www.cortesi-gravity.it vedi pag. 3 – 9 – 23 – 24 – 25

  8. La Costante di Graviazione universale, che in fisica si indica con il simbolo G, rappresenta una costante che dovrebbe permettere di misurare la forza di attrazione che OGNI CORPO esercita su di un altro. Ovviamente essa è molto piccola ,l’unità di misura della forza pseudo gravitàtiva (è il Newton simbolo N ) Fa parte della unità di misura derivata dal Sistema Internazionale di unità di misura . Viene definita come la quantità di forza necessaria per imprimere a un Kilogrammo di massa una accelerazione di un metro al secondo .
    A cosa può servire perdere ancora tempo a misurare – G – la costante gravitazionale . La prima misura della costante di gravitazione universale fu effettuata da Henry Cavendish nel 1798 usando una bilancia di torsione. La debolezza dell’intensità dell’interazione gravitazionale rispetto alle altre forze, come quella elettromagnetica, ha reso la determinazione del valore di G particolarmente difficoltosa. A questo punto Cavendish ha avuto il merito di avere iniziato uno studio di fisica innovativo per quei tempi poi da allora si è continuato a cercare di migliorare la costante pseudo gravitazionale e nessuno non si è mai accorto che in tali misure la così detta gravità non centra nulla.Non si è mai considerato che dall’inizio del big bang la velocità della espansione non crea gravità ma il peso che è tutta un’altra fisica.
    Si legge che una misura migliore di G, migliora l’unitarietà di una fenomenologia la cui importanza immensa è non solo teorica, ma anche ricca di dati sperimentali impegnativi e lontani da pareri congelati in una tradizione popolare,e come tale sia oggetto di ricerca innovativa
    .Questo discorso lo può fare un individuo che ha visto un film di fantascienza. Per mè questo rappresenta il tentativo di fisici di oggi, che non hanno il vero senso della ricerca. Son passati trecento anni a studiare per migliorare la costante G cercando risultati che non che non arriveranno mai .Un progetto che non serve a nulla ora e nemmeno domani. Perché ancora oggi 2014 non hanno ancora capito che la ricerca della costante gravitazionale non serve a nulla solo a perdere tempo,perché la gravità non è mai esistita.
    Le scienze giustamente hanno pubblicato questo articolo fantascientifico fidandosi di questi pseudo esperti che non portano a nulla . Dove invece come nel mio laboratorio si fanno le vere scoperte si viene snobbati. Ci tengo citare che nel 1975 presso il museo della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci a Milano sono stato Insignito del primo premio per la Fisica. Questo solo per fare capire che di fisica posso criticare.

  9. Gentile Sig. “Cortesi Carman di Lugo RA”,
    ho visitato il suo sito http://www.cortesi-gravity.it e non ho trovato alcun riferimento ufficale ai suoi studi, neppure un piccolo rimando ai lavori di altri studiosi che l’hanno preceduta. Il poter leggere un curriculum vitae le darebbe più credibilità. Chiunque può dire qualsiasi cosa e fare qualsiasi esperimento e brevettare dispositivi. Ma il confronto va fatto su riviste scientifihe e nei circoli in cui ci si misura e aggiustano i propri risultati, per esempio quello dell’Ing. Marco Todeschini: http://www.circolotodeschini.com. Oppure per la scoperta della fusione fredda e la creazione di dispositivi per sfruttare la grande energia che ne deriva. Cerchi su google e-cat di Rossi Focardi (rispettivamente ingegnere ed ex professore ordinario di Fisica a Bologna). Todeschini ha portato avanti con dimostrazioni sperimentali semplici e pratiche alla portata di molti (un secchio con masse che simulano i pianeti e acqua che simula il flusso a spirale dell’etere cosmico). Molto cordialmente con l’augurio che le sue “scoperte” siano riconosciute in ambito accademico.
    Dr. Stefano Marcelli, medico, autore e ricercatore indipendente (in campo medico).

  10. Gentile Sig. “Cortesi Carman di Lugo RA”,
    ho visitato il suo sito http://www.cortesi-gravity.it e non ho trovato alcun riferimento minimo ai lavori di altri studiosi che l’hanno preceduta. Il poter leggere un curriculum vitae le darebbe un po’ di credibilità. Chiunque può dire qualsiasi cosa e dire di aver fatto qualsiasi esperimento e brevettare dispositivi. Ma il confronto va fatto su riviste scientifihe e nei circoli in cui ci si misura e aggiustano i propri risultati con quelli degli altri. Guardi per esempio quello dell’Ing. Marco Todeschini: http://www.circolotodeschini.com. Oppure, per la scoperta della fusione fredda e la creazione di dispositivi per sfruttare la grande energia che ne deriva, cerchi su google e-cat di Rossi Focardi (rispettivamente ingegnere ed ex professore ordinario di Fisica a Bologna). Todeschini ha portato avanti con dimostrazioni sperimentali semplici e pratiche alla portata di molti: un secchio con masse che simulano i pianeti e acqua mossa ad arte per simulare il flusso a spirale dell’etere cosmico.
    La saluto cordialmente con l’augurio che le sue “scoperte” siano riconosciute in ambito accademico e dalle masse.
    Dr. Stefano Marcelli, medico, autore e ricercatore indipendente (in campo medico).

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